Attualità

Riforma spiagge, il governo tiene ancora le carte coperte

Il ministro Costa conferma il periodo transitorio e il valore commerciale, ma senza concretizzare i dettagli.

Il governo tiene ancora le carte coperte sulle tempistiche della legge-delega che presto avvierà l’iter di riforma delle concessioni balneari. Il ministro agli affari regionali Enrico Costa, che oggi a mezzogiorno ha incontrato i rappresentanti di tutte le associazioni nazionali di categoria, ha ribadito i concetti-chiave più importanti ma non si è ancora esposto sull’iter della legge, che era attesa per settembre ma che evidentemente, vista la complessità del tema, ha subìto dei rallentamenti.

Quel che è noto è che si sta lavorando su un periodo transitorio per le attuali imprese, quantificato in 30 anni dai sindacati di categoria, anche se il governo sembra orientato a concederne 10. Dopodiché si intende istituire le evidenze pubbliche con riconoscimento del valore commerciale e valorizzazione della professionalità al fine di tutelare gli attuali concessionari.

Ma nessuna bozza di legge è stata ancora presentata ufficialmente e l’incontro è stato prevalentemente interlocutorio, per ascoltare ancora una volta la posizione delle varie associazioni che però non sono unanimi sui contenuti che dovrebbe avere la riforma. Nonostante questo, il governo è intenzionato a procedere con il pieno coinvolgimento della presidenza del consiglio nella delicata trattativa con l’Europa.

I commenti dei sindacati

Vincenzo Lardinelli, presidente Fiba-Confesercenti: «È importante che sia avvenuto questo incontro, che aspettavamo da luglio, ma non sono emerse particolari novità. È positivo che il ministro Costa abbia ribadito i principi per noi più importanti, cioè che il governo è intenzionato a tutelare la secolare storia delle attuali imprese balneari attraverso un adeguato periodo transitorio e il riconoscimento del valore commerciale; purtroppo però Costa non si è addentrato nei dettagli. Avremmo voluto sapere qualcosa di più anche sulle tempistiche, ma ci è stato solo confermato che l’iter partirà dalla legge-delega, che sarà presentata il prima possibile, per poi completare la riforma entro 18 mesi».

«Purtroppo manca ancora l’unità di posizioni da parte di tutte le associazioni balneari – aggiunge Lardinelli – ma il ministro ha detto di essere intenzionato a procedere con l’iter legislativo con il pieno coinvolgimento del governo. All’incontro era infatti presente anche un rappresentante del sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti».

Renato Papagni, presidente Federbalneari Italia: «Siamo abbastanza soddisfatti dell’incontro. Il ministro ha ribadito dei concetti che Federbalneari ha sempre sostenuto, cioè il riconoscimento del valore dell’azienda e la valorizzazione della professionalità. Quando si andrà a evidenza pubblica – il che è inevitabile, poiché lo ha stabilito l’Europa – potremo quindi avere queste fondamentali sicurezze dalla nostra. Prima delle gare, abbiamo però chiesto come tutti gli altri che venga istituito un periodo transitorio di 30 anni, anche se il governo sembra orientato a darne 10. Ma secondo me l’importante, al di là dell’entità del periodo transitorio, è varare una buona legge che ci consenta di passare tramite le evidenze pubbliche per riavere legittimamente le nostre aziende e poter così programmare i nostri investimenti con serenità».

«Come Federbalneari abbiamo poi ribadito – conclude Papagni – che i futuri titoli concessori dovranno essere assegnati in base all’entità degli investimenti, con tetti fino a 50 anni».

Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori: «L’incontro di oggi col ministro Costa è stato interlocutorio e ancora non si è avviato un vero confronto, non essendo ancora stato presentato nessun disegno di legge. Come Cna abbiamo ribadito le nostre note posizioni in merito al legittimo affidamento, che serve a garantire la continuità aziendale alle attuali imprese, e all’istituzione delle evidenze pubbliche solo per le spiagge libere. Infine abbiamo evidenziato che occorre un riequilibrio dei canoni a favore dei concessionari pertinenziali. Ci auguriamo che il governo accolga le nostre istanze, ma potremo verificarlo solo quando il governo si deciderà a presentare ufficialmente la bozza. Siamo pronti a convocare gli “stati generali del turismo balneare” se le nostre richieste non saranno esaudite, ma finché non uscirà la legge è difficile procedere con una vera trattativa».

Riccardo Borgo, presidente Sib-Confcommercio: «Nel corso dell’incontro con il ministro Costa, ho registrato l’impegno del governo (il ministro ha più volte sottolineato non solo il suo, ma anche quello dell’intero governo e della presidenza del consiglio) a tutela e a sostegno delle imprese balneari. Impegno che il ministro ha ribadito in particolare sui seguenti punti:

1) La valutazione del governo, coincidente con quella del Sib, sulla sentenza della Corte di giustizia europea del 14 luglio, in quanto ritiene ci siano notevoli margini per la tutela della concessioni esistenti, che è l’obiettivo primario della legge-delega e dei suoi successivi decreti attuativi attinenti:

  • a un adeguato del regime transitorio;
  • alla valorizzazione delle attività imprenditoriali con il riconoscimento e la tutela degli investimenti e dei beni aziendali attraverso il valore commerciale dell’impresa;
  • al riconoscimento della professionalità specifica acquisita nell’esercizio di concessioni per finalità turistiche ricreative;
  • alla revisione dei canoni concessori rivedendo il loro calcolo attraverso il superamento delle sue criticità connesse all’individuazione delle opere di facile difficile rimozione e dei valori OMI.

2) La posizione tenuta dal governo nell’incontro con la dottoressa Evans (direttore generale Affari marittimi e pesca della Commissione europea) che, se pur a livello sostanzialmente tecnico e interlocutorio, è stata ferma nel sostenere le ragioni e i principi anticipati sui contenuti della legge delega;

3) La conferma di un preciso impegno anche a livello europeo della presidenza del consiglio per sostenere le ragioni italiane nell’inevitabile confronto e trattativa con la commissione europea.

Abbiamo tuttavia dovuto registrare, malgrado una nostra specifica sollecitazione, la non certezza per quanto riguarda i tempi per l’approvazione e la formalizzazione della legge-delega. Da parte nostra e del presidente della Fiba è stata infine evidenziata la necessità di apportare modifica alla recente legge Enti locali (art.24, legge 07-08-2016 n. 160), per ricomprendere nella proroga prevista anche le concessioni demaniali con scadenza successiva al 31 dicembre 2015».

Giorgio Mussoni, presidente Oasi-Confartigianato: «Abbiamo ascoltato con attenzione il ministro e ci ritroviamo con i contenuti della legge, che ci è stata illustrata nei punti fondamentali. Ora attendiamo a giorni la sua pubblicazione. Ci sono il riconoscimento del valore delle imprese e della competenza di chi la guida, i punti ineludibili. Questa è la via maestra, la migliore soluzione possibile per tutelare le nostre imprese, visto che l’evidenza pubblica è un approdo certo».

Giuseppe Ricci, presidente Itb Italia: «Ennesimo incontro ed ennesimo rinvio. E ancora non si riescono a capire le reali intenzioni del governo. Se dovessi riassumere in poche parole l’incontro con il ministro Costa, finirei qui. Nessuna proposta o “bozza” di legge è stata presentata alle associazioni sindacali; nessuna parola certa sul futuro delle nostre imprese. Le parole del ministro le abbiamo ascoltate, con piccole modifiche negli ultimi cinque anni, centinaia di volte dai vari rappresentanti dei diversi governi che di volta in volta si sono succeduti. E purtroppo anche la voce dei balneari non era sulla stessa linea: chi chiede i 30 anni di proroga (e il governo risponde che EVENTUALMENTE potrebbero essere al massimo 10), chi il risarcimento o indennizzo (nemmeno fossimo falliti), qualcuno anche dieci anni di proroguccia con un aumento in base agli investimenti da effettuare, e la Cna che minaccia di usare gli avvocati. Infine l’Itb Italia che, oltre alla minaccia di ricorrere agli avvocati come estrema ratio, ribadisce con forza il concetto del “diritto di superficie” e che comunque le imprese sono di coloro che hanno investo soldi, fatiche e futuro nella propria attività balneare, e non c’è Europa o governo che possa espropriarle senza pagare pegno».

Fabrizio Licordari: «Abbiamo chiesto al ministro un periodo di proroga e non transitorio di almeno 30 anni come per Spagna e Portogallo. Vogliamo essere trattati come gli altri. Se le imprese vogliono crescere non si possono ammazzare con norme e cavilli inventati da chi ha interesse a soggiogarci. Riteniamo che la soluzione sia solo di natura politica e che spetti al governo avviare una trattativa con la Commissione europea per difendere e tutelare le proprie imprese, una trattativa che oggi noi vediamo possibile, perché gli equilibri europei non sono più quelli di sei mesi or sono, e oggi sono estremamente fragili. Ma la trattativa deve essere avviata con convinzione e determinazione e non come avvenuto fino a oggi».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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