Toscana

Ricorso Antitrust concessioni spiagge, solidarietà ai balneari dalla politica

Dopo che il Tar ha accolto la richiesta di annullare l'estensione al 2033 disposta dal Comune di Piombino, arriva il sostegno di Regione e parlamentari

Dopo la pronuncia del Tar di Firenze che ha accolto il ricorso dell’Antitrust contro l’estensione delle concessioni balneari al 2033 disposta dal Comune di Piombino, dalla politica toscana arrivano manifestazioni di solidarietà nei confronti degli imprenditori colpiti da questa durissima sentenza che mette a rischio il futuro delle loro aziende.

Il sostegno ufficiale della Regione Toscana è espresso da Leonardo Marras, assessore regionale all’economia e al turismo: «Esprimo la mia vicinanza, e quella della Regione, alle imprese e ai lavoratori degli stabilimenti balneari piombinesi interessati dalla sentenza del Tar di Firenze, perché dovranno vivere ancora momenti di sconforto e apprensione in una fase già molto difficile per tutti. Ho letto il documento del tribunale amministrativo e sono anche io sinceramente preoccupato: anche se le altre concessioni marittime estese regolarmente entro la fine del 2020 sono legittime e non subiranno conseguenze, questa sentenza cala di nuovo sull’intero mondo balneare un’altra nube carica di incertezze che devono essere affrontate subito. Chiediamo al governo di assumere con risolutezza la questione dei balneari e difendere la legge italiana in Commissione europea dalla procedura di infrazione per avviare così al più presto un riordino del demanio marittimo con soluzione certe, solide e durature».

Questo invece il commento del sindaco di Piombino Francesco Ferrari: «Le sentenze si rispettano. Le sentenze si applicano. Ma, mi permetto di dire, le sentenze si possono anche commentare. Specialmente questa che, di fatto, crea un’enclave tutta europea sulla costa toscana, più esattamente nella spiaggia che insiste sul nostro territorio: con la recente sentenza del Tar di Firenze, che accoglie il ricorso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, oggi abbiamo la notizia ufficiale che la Bolkestein esiste, sì, ma si applica solo a Piombino. Mentre tutti i Comuni costieri italiani, infatti, prorogano indistintamente le concessioni balneari, l’Antitrust ha voluto iniziare a porre la sua attenzione proprio su Piombino. Un’attenzione che ci farebbe molto piacere se solo non andasse a detrimento dei soli nostri imprenditori balneari che noi, con la nostra determina dirigenziale nella quale si applicava la legge dello Stato e prorogava loro le concessioni demaniali fino al 2033, abbiamo voluto tutelare e difendere. Per permettere loro di continuare a fare impresa turistica nel luogo dove avevano scelto di investire. Siamo convinti di avere fatto la cosa giusta, orfani di governi che, nonostante i tanti proclami, mai si sono presi la briga di chiarire la questione né di tutelare gli enti pubblici, lasciati soli a fronteggiare, con le proprie risorse, la complessità di una vicenda che ha proporzioni che superano i modesti confini dei territori che siamo chiamati ad amministrare. Oggi, però, spiace constatare che l’unico Comune a fare giurisprudenza a sé sia il nostro. Evidentemente, in Italia, tutte le spiagge sono uguali. Ma alcune sono più uguali di altre».

Infine, secondo il senatore toscano di Forza Italia Roberto Berardi «la sentenza del Tar di Firenze è l’esempio plastico di come sul tema Bolkestein ci sia ancora troppa confusione. Non è un mistero, infatti, che diversi Comuni della costa italiana non abbiano ancora applicato la norma che estende le concessioni in essere e posticipa di 15 anni gli effetti della direttiva Bolkestein, a causa di inopportune circolari, sentenze spesso contradditorie e addirittura prese di posizione da parte di procure della repubblica. A tutto questo, oggi si aggiunge un altro tassello a un mosaico sempre più difficile da decifrare e che getta nuovamente nello sconforto un’intera categoria, già fortemente provata dalla pandemia. Il settore balneare ha infatti necessità di maggiori certezze per poter programmare una ripartenza in sicurezza per l’ormai imminente stagione estiva e per effettuare investimenti che abbiano un ritorno economico anche in previsione dei prossimi anni. È evidente, però, che questa sentenza del Tar di Firenze potrebbe essere un pericoloso precedente che potrebbe aprire nuovi contenziosi anche in quei Comuni dove la legge voluta dall’allora ministro Centinaio è già attuata. Sono molto preoccupato per la piega che la questione può prendere in futuro, non solo perché da parlamentare toscano conosco perfettamente il potenziale e l’indotto che le strutture balneari di Piombino e di tutta la nostra costa hanno, ma anche perché, più in generale, non possiamo permetterci che la vita professionale di tutta la categoria sia in mano ai singoli tribunali regionali: è necessaria una legislazione nazionale univoca che non sia soggetta a interpretazioni. Così facendo rischiamo di avere balneari di serie A e balneari di serie B e in un paese come il nostro, composto da 7500 km di coste, non possiamo proprio permettercelo. Sottoporrò nuovamente la questione ai nostri ministri e sottosegretari per cercare di superare, una volta per tutte in maniera definitiva, la grande incertezza che da anni caratterizza l’intero settore. Sono certo che il nuovo esecutivo riuscirà a prendere una decisione netta che tolga ogni dubbio».

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