Friuli Venezia Giulia

Ricorso al Tar contro l’acquisto di Red Bull di una spiaggia friulana

Sull'acquisizione ufficializzata lo scorso dicembre dovranno pronunciarsi i tribunali

Il tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia dovrà giudicare il processo di acquisizione di un tratto di costa friulana da parte della Red Bull. La notizia, risalente allo scorso dicembre, aveva fatto scalpore: la multinazionale aveva infatti sborsato circa 9 milioni di euro per ottenere 125.000 metri quadri di costa (di cui 60.000 in proprietà privata e 65.000 in concessione) nel golfo di Trieste per aprire un grande centro velico e nautico. Tuttavia la cooperativa sociale Greencoop, che da anni si occupa della gestione di un tratto del litorale friulano, aveva presentato ricorso al Tar contro l’assegnazione per 15 anni da parte del Comune di Monfalcone alla società Marina Monfalcone srl, in seguito acquisita appunto dalla Red Bull per accaparrarsi il suo tratto di costa.

Per ora il Tar ha solo iscritto il ricorso a registro, e il giudizio di merito non arriverà prima del prossimo anno. Intanto, però, il ricorso è stato occasione per alimentare una polemica tutta politica: il consigliere regionale Diego Moretti (Pd) infatti ha presentato una serie di interrogativi che gettano più di un’ombra sulla vicenda. «Se ad aprile 2021 è stato emesso un invito a selezione per l’affidamento in concessione di Marina Nova, perché a maggio 2021 il Comune ha annullato il suddetto invito, che aveva determinati e specifici criteri di valutazione e modalità di assegnazione dei punteggi, diversi poi da quelli proposti nella procedura successiva?», si è chiesto Moretti.

Prosegue il consigliere: «Nell’estate 2021 fa il suo ingresso nel panorama monfalconese la multinazionale Red Bull, che si dichiara interessata all’acquisto del Marina Hannibal. In seguito, tra ottobre e novembre 2021 vengono emessi prima una manifestazione d’interesse e successivamente un bando di gara. Perché in tale bando non si prevede, tra i titoli oggetto di valutazione, anche l’esperienza specifica nella conduzione di stabilimenti balneari, ma solo quella legata alla gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, ambito che nulla ha a che fare con Marina Nova? E perché, sempre in tale bando, nella valutazione dell’investimento finanziario si privilegia l’investimento nell’area privata e non in quella demaniale?».

Conclude Moretti: «Questi interrogativi meriterebbero una risposta chiara da parte del sindaco di Monfalcone, che sull’arrivo di Red Bull si è esposta nei mesi scorsi in maniera esplicita, e che sulla gara ha una responsabilità politica primaria e piena. Quella delle gare sulle concessioni demaniali è una tematica importante e delicata, che sul territorio nazionale potrebbe avere pesanti ripercussioni se non affrontata a livello parlamentare, in un settore dove le multinazionali avranno tutto l’interesse a partecipare alle gare sulle concessioni demaniali, ovviamente a scapito delle realtà locali o di quelle, come nel caso di Marina Nova, che si occupano anche di cooperazione sociale».

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  1. E ora vai con il ricorso. Prima grande assegnazione, prima grande nebulosa….
    Questo sarebbe far crescere il Paese? Questo sarebbe la trasparenza della concorrenza? Intanto l’Europa, quella “buona e comprensiva” dopo due anni di lockdawn e stato di emergenza, ci bacchetta sui conti pubblici e batte cassa. Bentornati “amici” sentivamo un po’ la vostra mancanza. Molleranno la presa appena saremo falliti…. La vicenda Greca.2

    • Il nostro caro amico Dombrovskis, che ci è simpatico come un felino attaccato alle parti intime, dovrebbe considerare una sequenza di circostanze:
      1: il suo paese, la Lettonia, “rinasce” dal disgregamento del regime sovietico nel 1991;
      2: di conseguenza, si trova ade avere conti pubblici “puliti” ad inizio anni ’90, mentre noi avevamo accumulato un debito mostruoso per vari motivi (non tutti legati a Craxi come vorrebbero far credere). Per esempio il terrorismo lo abbiamo combattuto soprattutto creando welfare (e non col suicidio tipo Baader Meinhof) ed abbiamo garantito infrastrutture, sanità e pensioni a tutti.
      3: in pochissimi anni, per estendere l’influenza eurocomunitaria, abbiamo concesso alla Lettonia (e ad altri stati simili) di entrare a costo zero in Europa, e cioè negli apparati europei ma soprattutto nel mercato europeo;
      4: grazie al fatto che la Lettonia è stato giovane e senza debito, con infrastrutture derivanti dagli investimenti sovietici (precari sin che volete, ma le infrastrutture se le sono trovate) possono attrarre imprese garantendo tassazioni e crediti di imposta da paradiso fiscale (vedi per esempio https://tayros.bg/index.php/vantaggi-competitivi-dellalettonia/);
      5: bacchettandoci sui conti pubblici fanno in modo che le nostre imposte crescano, o almeno non diminuiscano, tutelando l’attrattività del loro paese;

      Veramente dobbiamo metterci a 90° di fronte a certa gente? L’Italia dal dopoguerra è in prima linea per strutturare un’Europa unita dal macello creato dalla II GM. Abbiamo speso ed investito in questo sogno. Questi sono arrivati a mangiare alla nostra tavola, da noi apparecchiata ed imbandita, e rompono anche le balle se non ci adeguiamo ai loro diktat.

      Senza Italia o Francia o Germania non ci sarebbe più Europa. Senza Lettonia…

      Stiamo forse sbagliando qualcosa?

  2. Ranieri… Ma perché ti preoccupi?? Non siamo in una botte di ferro poiché in mano alle decisioni dei Cinque Stelle, dei vari Carletti ed avvocati che la pensano come i Carletti che scrivono su questo Forum!! Dovremmo sentirci come italiani tutelati al 100% ….. oppure no?

    • Nikolaus Suck says:

      No, veramente no, non tanto. Tempo e impegni a parte, non si può e non si deve sempre commentare tutto per forza. Tanto più considerando che per fortuna ci sono altri che lo fanno, anche meglio di me (prendendosi, naturalmente, gli stessi inutili insulti o quasi).
      Qui, se proprio devo dire qualcosa, parlare di “acquisto di una spiaggia” e dire la multinazionale avrebbe “comprato 60.000 metri quadri di spiaggia” è sbagliato e fuorviante specie per chi non è addentro alla materia, perché le spiagge sono demanio necessario che non si acquista e non si può comprare, e infatti anche in questo caso come poi si legge in realtà si tratta solo di un rapporto concessorio.
      L’altra inesattezza, secondo cui il TAR intanto avrebbe “accolto” il ricorso senza entrare nel merito, è stata successivamente corretta con la “iscrizione a registro”.
      Per il resto la vicenda dimostra che se una gara è fatta male o, in ipotesi, addirittura falsata a favore di qualcuno, questo è verificabile e sindacabile davanti a un giudice, un incentivo in più a farle bene. Qualunque sia l’esito, bene così.

  3. Caro Ranieri, temo siamo già falliti, altrimenti non staremmo in questa drammatica situazione. Draghi è il “curatore”.

  4. Una cosa è certa: aumentare il debito non fa crescere l’economia. Infatti Grecia e Italia sono in coda all’Europa per crescita.
    Ritenere che l’esigenza a tenere sotto controllo il debito sia questione da burocrati europei temo sia un tragico errore.

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