OSTIA – Il litorale di Roma torna al centro delle cronache giudiziarie. Nelle scorse ore, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e gli agenti della Polizia Locale hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo presso lo stabilimento balneare “Il Venezia”, sul Lungomare Amerigo Vespucci.
I numeri del blitz
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha portato all’apposizione dei sigilli su 212 cabine. Secondo le indagini condotte dalle forze dell’ordine, le strutture risulterebbero prive delle necessarie autorizzazioni urbanistiche e demaniali, configurando i reati di abusivismo edilizio e occupazione arbitraria di spazio demaniale.
Le contestazioni tecniche
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe il mantenimento permanente delle strutture sulla spiaggia. Secondo l’accusa, le cabine sarebbero state edificate o mantenute in difformità rispetto ai titoli abilitativi concessi, trasformando aree che dovrebbero essere soggette a stagionalità in installazioni fisse senza il via libera paesaggistico e comunale.
Non è la prima volta che la struttura finisce sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti: già in passato il lido era stato oggetto di provvedimenti analoghi, poi seguiti da complessi iter davanti ai giudici amministrativi.
La risposta del concessionario
“Sto recuperando tutte le carte, i progetti originari e i titoli autorizzativi – commenta Ruggero Barbadoro, storico concessionario del Venezia di Ostia – Quando nel 2004 abbiamo ristrutturato lo stabilimento, siamo stati attentissimi a rispettare i volumi indicati nella licenza edilizia ma abbiamo puntato sull’uso di materiale ecocompatibile. Dimostreremo che non è stato compiuto alcun abuso”.
Verso la stagione 2026
Il sequestro arriva in un momento delicatissimo per il comparto balneare, impegnato nella preparazione della stagione estiva ormai alle porte. Per “Il Venezia”, il blocco di oltre 200 cabine rappresenta un danno operativo enorme e solleva nuovi interrogativi sulla gestione delle conformità urbanistiche sul litorale laziale. L’operazione odierna conferma la linea dura della Procura di Roma nel contrasto agli abusi sul demanio, un tema che continua a creare incertezza tra le imprese balneari del territorio, già alle prese con il complesso scenario della Direttiva Bolkestein e dei bandi di gara.
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