Lazio

Ostia, ripartiti i lavori per i pennelli anti erosione

Ma l'opera non sembra sufficiente per contrastare il grave avanzamento del mare

Dopo la mareggiata della scorsa settimana che ha provocato il crollo di numerose cabine in alcuni stabilimenti balneari, a Ostia sono ripresi i lavori per il completamento delle scogliere frangiflutti, che si erano interrotti con l’arrivo dell’estate e della stagione turistica. I mezzi pesanti sono tornati in azione sulla spiaggia situata nel quadrante di ponente, lungo il lungomare Toscanelli davanti alla Casa della salute e nella zona dell’ex Faber Beach.

Si tratta tecnicamente di lavori di “rifioritura”, ovvero il rafforzamento delle scogliere a “T”. Le opere, commissionate dalla Regione Lazio, hanno un costo complessivo di 999.979 euro e hanno l’obiettivo di impedire la pericolosa e costante erosione della costa: come emerso con l’ultima mareggiata, infatti, bastano ormai alcune lievi onde per divorare la spiaggia e provocare gravi danne agli stabilimenti balneari, come avvenuto al V Lounge, la spiaggia dei vip.

Tuttavia, i pennelli di Ostia rappresentano una costruzione divisiva: quando vennero installate a levante, gli imprenditori balneari contestarono l’opera affermando che avrebbe potuto alimentare l’erosione in altri tratti di spiaggia, come in effetti sta avvenendo. Sul tema è intervenuto ieri Fratelli d’Italia, con la senatrice Lavinia Mennuni e Massimiliano Metalli che accusano la Regione Lazio: «Il cambiamento climatico è la più grande minaccia che ci troviamo ad affrontare. Stiamo assistendo a fenomeni meteorologici sempre più violenti e frequenti che favoriscono forti mareggiate, che si abbattono sul prezioso patrimonio costiero del mare di Roma. La costa di levante a Ostia è in grave pericolo. In dieci anni il litorale romano ha perso circa il 50% della sua battigia e il fenomeno di erosione della costa non sembra fermarsi, tanto che nei prossimi anni la spiaggia di Ostia rischia di scomparire».

Proseguono Metalli e Mennuni: «Il fenomeno dell’erosione a Ostia risale ad almeno una trentina di anni fa. All’epoca gli interventi furono strutturali e profondi e consentirono di salvare spiagge e stabilimenti storici. Negli ultimi dieci anni, invece, a Ostia la linea di costa è fortemente arretrata. I 25 milioni stanziati dalla Regione Lazio alla difesa della costa del litorale di Ostia non vengono utilizzati, in quanto non sono state pianificate le opere pubbliche finalizzate alla protezione con le opere di ripascimento. La Regione Lazio e Roma Capitale facciano partire quanto prima i lavori di ripascimento della costa di levante, altrimenti si rischia di mettere in ginocchio un territorio per il quale il litorale costiero è una risorsa economica e turistica fondamentale per Roma. L’unica cosa certa è che il mare giorno dopo giorno avanza e si appropria di spiagge che sono il patrimonio dello Stato e dei cittadini, oltre a rappresentare un fiore all’occhiello per gli impianti turistico-balneari che vi si trovano».

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  1. Lorenzo Pinto says:

    Stranamente, quando si tratta di articoli che parlano di milioni presi dalle tasse di tutti per evitare la scomparsa delle spiaggie, nessun balneare commenta.
    MAI.
    Gli toccherebbe ammettere che le loro “aziende private” vengono difese con DENARO PUBBLICO, e soprattutto che le spiagge, essendo soggette innanzitutto al cambiamento climatico e all’erosione del mare, sono delle risorse EVIDENTEMENTE LIMITATE.

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