Lazio

Ostia, erosione sempre più grave: lieve mareggiata fa crollare cabine

È bastata qualche raffica di vento superiore alla media per provocare gravi danni

La prima mareggiata autunnale si è portata via un altro pezzo della spiaggia di Ostia, già martoriata da una grave erosione costiera. Nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, lungo il tratto di levante della località romana, le onde alimentate dal vento di 85 km/h hanno divorato alcuni metri di spiaggia, provocando il crollo di numerose cabine tra gli stabilimenti balneari Kursaal, Ibiscus, Sporting, Venezia e V Lounge. Il fenomeno appare molto più grave rispetto agli autunni passati, quando la forza distruttrice del mare si fermava poco prima del lungomare Amerigo Vespucci o lo coinvolgeva solo in parte. Con questa mareggiata, invece, le onde hanno lambito persino le spiagge di Castel Porziano: si tratta di una dimostrazione di come l’innalzamento del livello del mare, causato dal riscaldamento globale di causa antropica, sia un fenomeno sempre più minaccioso e preoccupante. La mareggiata dei giorni scorsi, infatti, non è stata particolarmente violenta; eppure è bastata qualche raffica di vento appena superiore alla normalità per provocare la distruzione delle strutture in prima linea sulla costa.

Allo stabilimento Kursaal per bloccare la potenza delle onde è stata realizzata una barriera fatta di sacchi di iuta pieni di sabbia, ma a poco è servita per contenere i danni: sono infatti state numerose le cabine distrutte e finite in acqua. Situazione simile anche al vicino Ibiscus, dove la mareggiata ha mangiato un consistente tratto di arenile, e allo Sporting Beach, dove alcuni manufatti sono a rischio di crollo. Finito in acqua anche il chiosco del V Lounge, mentre al Venezia la pedana sulla quale poggiano le cabine si è trasformata in una vera e propria palafitta.

«Purtroppo ce lo aspettavamo, anzi lo avevamo annunciato», dice al quotidiano Il Messaggero il titolare dello Sporting Beach Massimo Muzzarelli. «E quest’anno sarà anche peggio rispetto all’autunno scorso, come dimostrano i danni registrati in tutto il lungomare Vespucci, dove in passato il fenomeno era solo marginale. Oggi, invece, l’erosione si è già allungata di circa settecento metri».

Secondo i balneari, l’aggravarsi del fenomeno sarebbe anche una conseguenza delle due scogliere frangiflutti installate circa sei mesi fa dalla Regione Lazio per cercare di limitare l’erosione andata avanti per anni in lungomare Catullo, che aveva distrutto una lunga fetta di arenile. «Avevamo fatto presente che con le due strutture rigide il fenomeno si sarebbe aggravato, e avevamo ragione», tuona Muzzarelli. «Non solo: durante il ripascimento la sabbia è stata prelevata dalla prima secca, togliendo così la piccola barriera a circa venti metri dalla battigia su cui si infrangeva il mare. Sicuramente non era risolutiva; ora però le onde arrivano a riva senza più nemmeno quel piccolo contrasto».

Gli imprenditori balneari di Ostia sono molto preoccupati e temono che non potranno nemmeno contare sugli interventi tampone, come i ripascimenti che consentirebbero di arrivare alla prossima stagione almeno con un minimo di spiaggia: «Non ci risulta che sia in programma un ripascimento per affrontare la prossima estate – conclude Muzzarelli – e nemmeno c’è più traccia dei 25 milioni stanziati dalla Regione Lazio a tutela della costa di Ostia, in particolare quella di levante. Non sappiamo se esista una progettazione e cosa eventualmente preveda. Siamo in un tunnel in cui è stata spenta la luce in fondo. E quella appena passata è stata una mezza mareggiata. Non vogliamo nemmeno pensare a cosa succederà in caso di mare in burrasca».

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