Ambiente Veneto

Nidificazione tartarughe, siglato protocollo Legambiente-Unionmare Veneto

Dopo lo straordinario evento delle uova depositate sulla spiaggia di Jesolo, le due associazioni uniscono le forze per la salvaguardia della specie

Quest’anno la spiaggia di Jesolo è stata teatro di un evento unico, la nidificazione di una Caretta caretta. Il 10 luglio scorso un esemplare di questa specie protetta ha infatti deposto le sue uova a Jesolo, stabilendo il record del nido più a nord del Mediterraneo. Ne hanno parlato questa mattina, nella conferenza che si è svolta presso la terrazza fronte mare dell’Hotel Bellariva al Lido Casabianca a Jesolo, Alessandro Berton (presidente di Unionmare Veneto), Maurizio Billotto (vicepresidente Legambiente Veneto), Katiuscia Eroe (portavoce Goletta Verde) e Valerio Zoggia (sindaco di Jesolo).

Nell’area mediterranea ogni anno si contano circa 7 mila nidi di tartarughe marine. Di questi, fino a qualche anno fa non se ne trovavano che poche decine lungo le coste italiane, ma progressivamente l’areale di nidificazione si è ampliato nel Mediterraneo occidentale, tanto che la scorsa stagione nel nostro paese sono stati scoperti 250 nidi, concentrati soprattutto in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Toscana. Quest’anno l’obiettivo era arrivare a 500 nidi ed è stato raggiunto prima della fine della stagione, che ha fatto registrare il record assoluto di nidificazioni di tartarughe in Italia.

«Sono in crescita le adesioni degli stabilimenti balneari all’iniziativa di Legambiente “Lidi amici delle tartarughe marine” e siamo molto felici che anche Unionmare Veneto abbia deciso di aderire a questa importante iniziativa», dichiara Maurizio Billotto, vicepresidente Legambiente Veneto. «Gli stabilimenti su cui sventola la bandiera sono quelli di cui si riconosce l’impegno nell’adozione di regole “tartafriendly”, quali la pulizia manuale delle spiagge o la riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso nelle ore notturne, nella distribuzione di materiali informativi a bagnanti e turisti e nella collaborazione con i centri di salvataggio e recupero delle tartarughe marine. Il nido di Jesolo è stato un evento eccezionale, così come eccezionale è stata la risposta delle nostre associazioni che dopo l’ovodeposizione si sono subito attivate per collaborare alla protezione e al presidio del nido: un’attività coordinata dall’Università di Padova alla quale Legambiente e Unionmare Veneto vogliono continuare a contribuire, anche attraverso momenti di informazione e sensibilizzazione nei confronti del personale di spiaggia e dei tantissimi turisti che d’estate affollano le spiagge del Veneto».

Legambiente è da anni impegnata nella salvaguardia delle Caretta caretta attraverso azioni pratiche di sensibilizzazione, messa in sicurezza dei nidi e censimento delle schiuse. Sono infatti a lavoro dall’inizio dell’estate i Tartawatchers di Legambiente, volontari e operatori impegnati nella salvaguardia della specie, già esposta a diverse minacce ancor prima di vedere la luce e affrontare le insidie del mare: la sua nidificazione è infatti particolarmente delicata e ostacolata da fattori come l’inquinamento acustico e luminoso, mentre le uova deposte rischiano di finire preda di altri animali o di essere danneggiate dalle attività dell’uomo sulla terraferma.

«Questa mattina abbiamo sottoscritto un importante protocollo con Legambiente Veneto – ha commentato il presidente di Unionmare Veneto Alessandro Berton – per mettere in campo importanti azioni a tutela e salvaguardia delle tartarughe Caretta caretta in caso di altri possibili eventi eccezionali di ovodeposizione, come quello avvenuto a Jesolo qualche settimana fa. Da oggi possiamo sicuramente affermare che la costa veneta è amica delle tartarughe. Unionmare Veneto e Legambiente Veneto hanno condiviso modalità d’intervento che possono mettere in sicurezza la deposizione delle uova tutelando anche la funzionalità delle nostre spiagge e degli stabilimenti balneari, componente fondamentale del primato turistico della nostra regione».

Commenta inoltre l’assessore regionale al turismo Federico Caner: «Il Veneto, prima regione turistica d’Italia, continua a far parlare di sé non solo per i numeri, la qualità e gli elevati standard di sicurezza della sua offerta, ma anche per la sensibilità, la responsabilità e la volontà dei suoi imprenditori nel promuovere attività che hanno come obiettivo il rispetto e la tutela dell’ambiente. Un impegno che come Regione condividiamo perché siamo profondamente convinti che il futuro del turismo passi proprio attraverso una gestione attenta e sostenibile delle risorse ambientali. Sono sempre di più i turisti che scelgono il Veneto per le loro vacanze, attratti da ambienti naturalistici tutelati e salvaguardati, dal gustare i prodotti tipici del territorio, trovando molte occasioni di svago, sport e relax. Questo protocollo di intesa certifica, in maniera ancora più forte e concreta, la politica di salvaguardia dell’ambiente costiero Veneto. La tutela dell’ambiente è, infatti, anche sinonimo di vacanza sicura: una certificazione che attesta la collaborazione continua tra enti, istituzioni e associazioni per approfondire e conoscere le esigenze ecologiche delle specie e degli habitat di interesse comunitario del Veneto. Ringrazio dunque Unionmare Veneto e Legambiente per questa proposta indirizzata a una gestione sostenibile dell’arenile, creando un ambiente amico delle tartarughe, e a cui spero possano, presto, fare seguito altre iniziative di tutela della costa veneta».

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Unionmare Veneto

Unionmare Veneto è un’associazione che nasce nel 1995 e rappresenta la corrispondente regionale per il Veneto del Sindacato italiano balneari - Confcommercio.

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