Attualità Sardegna

Balneari, sindaco di Forza Italia si oppone ancora all’estensione di 15 anni

Il primo cittadino di Olbia torna a contestare la validità della legge nazionale che prolunga le concessioni fino al 2033. Balneari infuriati.

È ancora polemica contro Settimo Nizzi (nella foto), il sindaco di Olbia che insiste sull’illegittimità dell’estensione fino al 2033 delle concessioni balneari. Il primo cittadino della località sarda sta andando avanti da settimane a contestare quanto disposto dalla manovra di bilancio che ha prolungato i titoli degli stabilimenti balneari di quindici anni, andando persino contro le posizioni del suo stesso partito, Forza Italia, che invece a livello nazionale ha appoggiato l’estensione e anzi sostiene la totale esclusione degli attuali lidi da qualsiasi forma di evidenza pubblica.

Il sindaco Nizzi è tornato sull’argomento con un’intervista rilasciata ieri a Radio Costa Smeralda, sostenendo che «la spiaggia è un bene demaniale ovvero di tutti i cittadini europei, perciò deve essere salvaguardato da chi, lavorandoci per oltre 15 anni, lo renderebbe di fatto privato. La legge del governo è illegittima e inapplicabile, ci porterà solo a nuove sanzioni» (clicca qui per guardare il video dell’intervista trasmessa in diretta streaming su Facebook. Il passaggio sulle concessioni balneari è al minuto 35).

«Vedremo se l’Unione europea, così come ha preannunciato, farà qualcosa nei confronti di questa legge italiana che non rispetta la gerarchia delle norme europee», ha aggiunto Nizzi, evocando presunti interventi da Bruxelles che in realtà ad oggi non sono mai stati davvero manifestati (se non nelle maliziose e farlocche ricostruzioni della stampa generalista). «I tecnici dei Comuni saranno responsabili di un’eventuale infrazione europea, per la quale dovranno pagare non solo lo Stato italiano, le Regioni e i Comuni, ma anche i dirigenti che firmano le proroghe in contrasto con la sentenza della Corte di giustizia europea, e che un domani potrebbero essere chiamati a rifondere l’erario», ha proseguito il sindaco nella sua ricostruzione che appare quantomeno partigiana e minacciosa agli occhi della categoria.

«Io farei di tutto affinché gli operatori balneari potessero continuare a lavorare – si è infine giustificato Nizzi – ma ci sono delle regole da rispettare. La spiaggia non può essere concessa per un periodo indefinito senza gara pubblica, bisogna garantire periodicamente le stesse possibilità a tutte le famiglie che sono interessate». E rispondendo alla giornalista che sottolinea la necessità di salvaguardare gli investimenti degli imprenditori, Nizzi risponde che «i balneari hanno già guadagnato abbastanza dalla possibilità che hanno avuto finora e bisogna che siano soddisfatti di ciò che è stato loro permesso. Ora bisogna garantire la libertà di partecipare a una gara e di poterla vincere; non si può privatizzare una cosa di tutti».

Già nelle scorse settimane il primo cittadino di Olbia aveva espresso analoghe posizioni, mettendo in imbarazzo il suo partito e costringendo il senatore Maurizio Gasparri – da sempre paladino a difesa dei balneari – a intervenire per chiarire la posizione degli azzurri (clicca qui per leggere le dichiarazioni di Gasparri in un nostro precedente articolo). Ma evidentemente il sindaco Nizzi non ha cambiato idea, e anzi nell’intervista di ieri ha ulteriormente calcato la mano, ottenendo una eco nazionale e provocando l’ira degli imprenditori balneari e delle loro associazioni in tutta Italia.

A tal proposito, infatti, Federbalneari Sardegna ha diramato una nota in cui afferma che «comincia a diventare quantomeno singolare la posizione del sindaco Nizzi. Non comprendiamo questo atteggiamento paradossale del Comune di Olbia, unico in Italia ad affermare il contrario rispetto a tutti i Comuni nazionali», dichiara il presidente regionale dell’associazione Mario Isoni, in un comunicato che smentisce diversi passaggi delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco.

Eppure, nella stessa intervista radiofonica il sindaco Nizzi ha già in qualche modo replicato, rispondendo alla domanda della giornalista che gli chiedeva perché i balneari se la stanno prendendo con lui: «Io sono l’unico ad avere avuto il coraggio di dire la verità alla categoria – ha infatti chiosato il sindaco – al contrario di tanti altri che l’hanno presa in giro». La vicenda sembra insomma essere destinata a continuare.

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