Attualità

Non ci sarà nessun recinto di plexiglass negli stabilimenti balneari

I turisti possono stare tranquilli: le immagini che stanno circolando in queste ore sul web sono irrealizzabili per molti motivi. Li spieghiamo in questo articolo.

Ha fatto molto scalpore in questi giorni la proposta di un’azienda emiliana che ha pubblicizzato dei pannelli di plexiglass, ritratti nell’immagine qui sopra, come possibile soluzione anti-contagio per gli stabilimenti balneari in vista della prima estate di convivenza col coronavirus. Tuttavia tali strutture sono impossibili da installare sulla spiaggia, per una lunga serie di ragioni normative, sanitarie, ambientali e pratiche che andremo a elencare in questo articolo.

Quella che inizialmente era solo l’idea di una ditta privata ha assunto in poche ore un’enorme visibilità; soprattutto con molte fake news sulla stampa e sui social che stanno provocando gravi danni d’immagine alle imprese balneari già in ginocchio a causa dell’emergenza coronavirus, e che ci spingono a intervenire come testata di settore per mettere le cose in chiaro. Il problema infatti non è tanto nei pannelli di plexiglass – che sono un’iniziativa commerciale del tutto legittima, anche se tanti operatori del settore l’hanno giudicata stupida – bensì in quei giornali più interessati a fare gossip anziché un lavoro serio di informazione. Molte testate nazionali (anche le cosiddette “autorevoli”) hanno preso le immagini di una pubblicità per far credere che il governo italiano o gli operatori del settore stiano davvero prendendo in considerazione questa idea, spacciando alcuni rendering come lo scenario che vedremo di sicuro nell’estate 2020 in tutte le spiagge italiane. Invece possiamo assicurare che nessuno stabilimento balneare monterà quei pannelli, e ora spieghiamo perché.

Innanzitutto ci sono delle ragioni pratiche e oggettive che impediscono materialmente l’installazione di strutture del genere in spiaggia (ma chi ha progettato questi pannelli sembra non averne tenuto conto, forse perché non conosce affatto il settore). Alla prima mareggiata o folata di vento forte e improvviso, i pannelli verrebbero verrebbe spazzati via lontano per centinaia di metri (rappresentando peraltro un grave pericolo), mentre durante le giornate di caldo, l’atmosfera all’interno di tali recinti di plastica si farebbe irrespirabile e renderebbe impossibile restare per più di pochi minuti stesi sul lettino, persino per un amante delle saune estreme. Ma c’è di più: come ben sanno i titolari di concessioni demaniali marittime, anche l’installazione di un semplice cestino dell’immondizia sulla spiaggia (che è un oggetto indubbiamente utile) richiede una lunga trafila burocratica tra svariati enti; figuriamoci dunque se possono esserci i tempi tecnici necessari per autorizzare l’eventuale collocamento di questi enormi recinti entro l’estate prossima.

I motivi pratici appena elencati basterebbero già a far capire l’inutilità di strutture del genere e di chi le ritiene verosimili, ma oltre a ciò, ci sono anche delle ragioni di immagine e di buonsenso: la vacanza al mare è da sempre sinonimo di relax, spensieratezza e salute, mentre l’installazione di questi pannelli trasparenti tra gli ombrelloni renderebbe la spiaggia un ambiente coercitivo, insalubre e soffocante. Insomma, piuttosto che passare una giornata in una prigione di plastica, per tante persone sarebbe meglio non solo prendere il sole sul balcone di casa propria, ma persino infilarsi direttamente in un forno crematorio, come ha ironizzato l’agenzia di pompe funebri Taffo in uno dei suoi irriverenti post. Per non parlare del clamoroso autogol che comporterebbe l’installazione di strutture in plastica, un materiale che per sua natura si degrada e si diffonde in microparticelle dannose per la salute del mare, dei pesci e degli esseri umani; proprio dopo che la stagione 2019 è stata incoronata come “l’estate del plastic free“.

Per tutti questi fattori oggettivi, è altamente improbabile che le autorità sanitarie possano obbligare i titolari di stabilimenti a installare delle strutture del genere e che gli stessi operatori possano farlo di propria iniziativa, come invece qualche giornale sta colpevolmente facendo credere. Quando l’emergenza sarà finita e le imprese balneari potranno riaprire, saranno imposte adeguate protezioni e distanze di sicurezza tra un ombrellone e l’altro per evitare il rischio di contagio tra i clienti, senza che sia necessario ingabbiare i turisti in roventi gabbie di plexiglass. La spiaggia infatti è un ambiente all’aria aperta e ventilato, dove il rischio di trasmissione del virus è molto inferiore rispetto ai luoghi chiusi come gli alberghi e i ristoranti.

Tanto abbiamo sentito il dovere di scrivere, per fare chiarezza sull’ennesima fake news montata in questi giorni che sono già piuttosto difficili, anche senza il bisogno di diffondere ulteriore ansia e rabbia. Speriamo quindi che queste idee non trovino più spazio acriticamente sui giornali, né tantomeno sulla spiaggia: ci sono problemi molto più seri di cui occuparsi in questo momento.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Si parla di tante soluzioni ma io vorrei sapere se possibile quante persone possono andare sotto ogni ombrellone visto che il regolamento dice quattro massimo cinque

    • Anche negli anni passati ogni ombrellone poteva contenere un numero limitato di persone.. Almeno quelli di dimensione standard. Dipende dalla dimensione dell’ombrellone e dalle regole di sicurezza eventualmente adottate dalla regione – comune. Oltretutto o si stendono per terra, o alla fine si siedono in 3-4 sopra un lettino.. e non è il massimo. Tanto vale affittare due o più ombrelloni.

  2. Egr. sig. Giuzio, se fosse così semplice come Lei dice, avremmo i parchi aperti e la gente tranquillamente a passeggiarci dentro, rispettando le misure di sicurezza. Invece guardi un po’ sono tutti chiusi, e a parte le file fuori dai negozi, se 3-4 persone si avvicinano tra loro per parlare, anche a 1 mt di distanza, arriva la polizia e minaccia la multa per assembramento. Quindi non è che basti rispettare la distanza negli spazi aperti. Servono altre misure secondo il governo attuale (e alcuni governi regionali), bisognerà vedere come si declineranno negli stabilimenti balneari, ma di sicuro non può essere sufficiente dire che è spazio aperto e tutto va bene e non si contagia nessuno, sennò questo lockdown attuale sarebbe inutile e privo di senso.

  3. Lei non può dire con leggerezza che in ambiente aperto basta rispettare la distanza e non si contagia nessuno, sarebbe come dire che quasi tutto il decreto #restoacasa è stato inutile, comprese le mascherine obbligatorie dove previste. Potrebbe quasi passare per istigazione a delinquere

    • Alex Giuzio says:

      Non ho scritto che “in ambiente aperto basta rispettare la distanza e non si contagia nessuno”. Ho scritto che nella cosiddetta fase due, quando avremo raggiunto un rischio di contagio più basso e quindi non sarà più obbligatorio restare in casa, non serviranno questi pannelli in plexiglass.
      Poi possiamo anche disquisire sull’esagerazione di alcune attuali misure di contenimento (per esempio il divieto di andare a passeggiare da soli, anche in luoghi isolati), ma questo è un altro discorso che non c’entra con l’oggetto dell’articolo.

  4. Qualche opinione personale:
    – Se installato correttamente (con i pali a profondità decente), è improbabile che voli via a meno di una tromba d’aria
    – Non vedo nel plexiglas un’alternativa valida, dubito che sia in grado di reggere il caldo estivo senza deteriorarsi, in particolare con pannelli di questa dimensione, basterebbe un minimo per danneggiare la struttura…. Al massimo il policarbonato, ed i costi diventano altini.
    – Per questioni di estetica, gli stabilimenti dovrebbero assumere del personale supplementare solo per pulire i pannelli, tutti i giorni, anche più volte al giorno.
    – Pareti alte 2 metri sono insufficienti per avere una protezione “reale”, trasformando un luogo aperto a bassissima probabilità di contagio, in tante celle chiuse ad alta probabilità di contagio. Pareti impostate in questo modo potrebbero garantire una protezione con una posizione eretta (in piedi, sedia da regista, ecc), con lettini e sdraio.. in caso di colpo di tosse / starnuto, le famose goccioline andranno a finire nei box limitrofi.. La balistica non è un’opinione.
    – Siamo a metà aprile.. molti stabilimenti negli anni passati erano già impostati, altri iniziavano nei primi giorni di maggio.. La vedo difficile, anche avendo i fondi di impostare le spiagge italiane in questo modo barbaro..

  5. È solo un rendering di un’ipotesi di un’azienda che vende plexiglass a Modena e che ha provato a inserirsi con un’idea in un mercato che è stato in forte espansione a causa dei separatori all’interno di farmacie e negozi aperti durante l’emergenza di fase 1….. Dare risonanza a questa cosa è assurdo e ingannevole

    • Difatti, per quanto riguarda la nostra testata, non abbiamo dato alcuna risonanza né abbiamo nominato l’azienda. Anzi avevamo deciso di ignorarla, proprio perché ritenevamo che non valesse la pena dare visibilità a un’idea del genere. Tuttavia, come scritto nell’articolo, l’eccessiva circolazione che è avvenuta in queste ore su altri giornali e sui social, e soprattutto le fake news che ci hanno vergognosamente ricamato sopra alcune testate, ci hanno spinto a intervenire allo scopo di fare chiarezza.

  6. Salve volevo sapere in Romagna più o meno quando potranno riaprire gli stabilimenti balneari se a metà fine giugno saranno aperti come tra l’altro anche gli alberghi

  7. Alfredo Petrone says:

    Grazie Alex x il tuo impareggiabile lavoro serio e professionale, noi siamo pronti a fare un sacrificio pur di assicurare le vacanze al mare dei nostri clienti e le loro famiglie come tutti gli anni, ma soluzioni assolutamente dettate da logica intelligente, e buon senso. Un abbraccio sincero a tutta la categoria ma assolutamente uniti ripeto uniti

  8. L’mmagine di una spiaggia con barriere stile ospedale , con separè per isolare ipotetici infetti, è molto forviante e da un ‘idea al pubblico totalmente fuori dal contesto turistico per come si intende. I turismo è ,oltre che divertimento, socializzare e unirsi in un’avventura estiva entusiasmante . Queste immagini tolgono ogni entusiasmo e accendono pareri decisamente opposti. Dato che la maggior parte dei cittadini le ha viste tramite organi di stampa o social e non proposte dai balneari stessi (i quali giustamente le hanno scartate immediatamente) mi chiedevo se non ci sono gli estremi per una denucia in quanto, come ripeto, si da un’immagine del tutto sbagliata e forviante della vacanza in spiaggia. Auguro a tutti gli imprenditori balneari una stagione all’insegna della ripresa e dell’entusiasmo. Ciao a tutti.

  9. Considero molto appropriata la posizione di ALEX, aggiungo solo questo: c’è bisogno di cominciare a lavorare” sulla testa delle persone perché si cominci quello che è un vero e proprio terrore “ dell altro”, della persona che non conosci che ti sta affianco, della persona in fila dietro di te…ci vogliono piccoli segnali che vanno proprio in questa direzione , il recupero della salute mentale , della giusta tenuta psicologica, c’è bisogno di piccole cose, proprio tipo la possibilità di uscire da soli senza la preoccupazione dei controlli, i piccoli artigiani che tornino al lavoro, sono imprese familiari di due tre persone, il benzinaio dei piccoli paesi , 1/2 x distributore, il lavaggio auto dei paesi, Iniziative che vanno nella direzione della Normalità, non si va al mare.. così, leggeri, come se nulla disse accaduto , ci vogliono 2 mesi sia x il ripristino , graduale, ma ripristino inteso anche recupero delle proprie sicurezze e certezze psicologiche , credetemi

  10. Condivido in pieno l’articolo di Alex.
    Oggi sulla stampa nazionale appare nuovamente in bella mostra quell’immagine orrenda degli ombrelloni ingabbiati nel plexiglaas e mi chiedo se veramente c’è qualcuno che pensa possano essere realizzate per l’imminente stagione (forniture, montaggio e poi i costi?).
    Mi chiedo anche perchè importanti quotidiani nazionali pubblicano queste idiozie.
    Chi verrebbe in spiaggia per essere ingabbiato? Meglio a casa sul terrazzo! E quando esce dalla gabbia e va a fare il bagno o la doccia? Facciamo anche percorsi protetti? Uno stabilimento balneare non è un Ospedale!
    Allora la chiave di tutto è DISTANZIAMENTO SOCIALE e IGIENE.
    Se non bastano non si apre.

  11. Antonietta says:

    Purttoppo l Italia è una Torre di Babele… Ma quale spiaggia… Quale passeggiata sul lungomare…. Ma cosa stanno dicendo…. Ma ci rendiamo conto della gravità di questa malattia? Non se ne uscirà facilmente ed in cosi poco tempo! Si pensa alla crisi economica? E la salute? Le morti? Quelle le dimentichiamo troppo presto!!! Bisogna continuare aredtare in casa ed uscire x pura necessità, altrimenti non ne verremo fuori… MAI!!!!!!

  12. Simone Battaglia says:

    Io ho il sospetto che tutto questo tempo, che si vuol prendere ancora, sia alquanto rischioso, dal momento che non c’è neanche un quadro certo delle linee guida, non solo da seguire, ma che tutte le Regioni, di concerto dovrebbero approvare, poichè l’ uso degli stabilimenti risulta essere un bene equanime ed uguale per tutte quelle persone che ne fruiscano dei prorpi servizi, dunque il Pubblico.
    Oltre modo domando: “Per quale motivo, visto che ormai sembra palese che il Pubblico voglia, a tutti i costi, fare questa stagione estiva, pur consci di tutte queste qua e la ormai diffuse restrizione, che ad oggi rimangono solo in una bolla di sapone, aleata da un area di terrore dovuta a tutte le fake news, appunto, che circolano in ogni dove, ormai, in Rete ! ;
    Venendo al dunque e ritornando alla Domanda, Perchè non ci è consentito allora di poter iniziare almeno tutte quelle lunghe operazioni di montaggio delle attrezzature stagionali, necessarie al corretto svolgimento, ed alla giusta attuazione delle misure di contenimento del diffondersi di questo fantomatico virus? .
    A mio modo di vedere si deve fare qualcosa al più presto, onde evitare ulteriori ritardi dei tempi di montaggio, che potrebbero scaturire in un’ ennesimo azzardo del rischio, dovuto prorpio all’ accelerazione forzata, della successiva fase di montaggio da parte dei concessionari.
    Mi auguro solo che non imporanno prima dell’ attuazione delle correte misure di prevenzione, la stesura e l’ aggiornamento dei DVR, mi auguro che almeno questa potrà essere una fase successiva, magari anche per gli anni avvenire, i quali si auspica saranno caratterizzati da una più leggiadra interpretazione anche dei dati, dovuta alla totale scomparsa del virus ed una rinascita economica per tutti ed anche del nostro caro settore da sempre martoriato.

  13. Come Funzionerà per le Spiagge Libere ma Attrezzate dove è Possibile sia se uno vuole affittare lettino Ombrellone e sdraio, Oppure è Possibile portarselo da casa?? Come si procederà in quel caso per far mantenere una Distanza che sia di Minima sicurezza trà i bagnanti per evitare il Possibile Contagio Qualora trà i bagnanti potrebbero esserci persone Infette che non sanno di esserlo??

  14. discoverylive@alice.it says:

    Alla luce di quanto giornalmente viviamo l’idea più Realistica è quella che gli stabilimenti balneari resteranno chiusi anche se avranno la possibilità di riaprire, semplicemente perché le regole imposte saranno così restrittive da non permettere guadagni tali da coprire spese Ecc. Ecc. Ecc. poi ai numerosi commenti dico che segnare non costa nulla ma in questo momento dovremmo pensare in maniera realistica questo per non svegliarci e rimanere male…

  15. de biagi marco says:

    se non succede un miracolo come per Ebola che si blocco ‘, con questo virus la vedo no dura DURISSIMA, riaprire le spiagge in SICUREZZA. Distanzi gli ombrelloni, ma sotto puoi mettere un solo nucleo familiare convivente, e tutte le comitive di giovani e ragazzi ? Ed i bambini, cosa fai li leghi tutto il giorno all’ombrellone per non farli andare in giro a giocare e infettare ? Devi togliere tutti i campi di beach o aree sportive, cosi come i vari giochi dei bimbi per non creare assembramento. E la toilette e lo spogliatoio pubblico ? di media in un giorno entrano 200 – 300 persone, quante sanificazioni devi fare ? E poi avete provato a stare 10 ore con la mascherina a 35 gradi ? ed i bar e ristoranti in spiaggia ? considerando che la spiaggia funge da generazioni come LUOGO DI AGGREGAZIONE PER TUTTI I CLIENTI mi sembra impossibile fare distanziamento sociale, dobbiamo essere onesti, altrimenti ci si prende per il c… ! Certo per il Dio denaro fai tutto, ma quando hai tolto il 30 /40 % degli ombrelloni per la sicurezza, hai le stesse spese ( se non maggiori per tutte le sanificazioni che dovrai fare )e forse la metà degli incassi con in aggiunta un piccolo particolare che nessuno mai ricorda : NOI GESTORI A CONTATTO CON CENTINAI DI CLIENTI POTENZIALI POSITIVI, CI TRASFORMEREMMO, COME IL PERSONALE SANITARIO DEGLI OSPEDALI, IN QUELLI PIU A RISCHIO CONTAGIO !!! Il gioco vale la candela ???

  16. Vorrei sapere per quanto riguarda il tracciato dei lidi per evitare di piazzare gli ombrelloni non rispettando il distanziamento sociale e non fare pure lavoro inutile, per caso si sà la distanza tra un ombrellone è l’altro quando deve essere per rispettare la legge? o ancora non ci sono direttive da parte del ministero?

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