Alcuni parlamentari della Lega hanno presentato una serie di emendamenti al decreto Milleproroghe, in discussione in questi giorni in Senato, per apportare correttivi al decreto 85/2024 sulla riforma del salvamento. La norma è stata molto contestata da associazioni e forze politiche, in quanto introduce un monopolio a favore della Federazione italiana nuoto, escludendo le altre due storiche sigle (Società nazionale di salvamento e Federazione italiana salvamento acquatico). In questo modo, solo un terzo dei bagnini ha potuto rinnovare il brevetto e gli stabilimenti balneari non stanno trovando abbastanza personale per far sorvegliare le spiagge in vista della prossima stagione estiva, che rappresenta un obbligo di legge per i concessionari. Ad aggravare la situazione ci sono altre due misure previste dal decreto 85/2024, ovvero l’innalzamento dell’età minima da 16 a 18 anni e il divieto a rinnovare il brevetto per gli over 50. Sul decreto è anche scoppiato anche un caso politico, in quanto il presidente della Federazione italiana nuoto è il parlamentare di Forza Italia Paolo Barelli.
Gli emendamenti della Lega intendono permettere ai bagnini di rinnovare il proprio brevetto in vista della prossima stagione estiva, in modo da superare le criticità legate alla mancanza di personale, dovute alle nuove regole. Si tratterebbe di una misura temporanea, per risolvere l’emergenza solo per l’estate 2025. Inoltre gli emendamenti propongono l’istituzione di un tavolo ministeriale di confronto con tutte le parti interessate – tra cui gli enti formatori, le associazioni di categoria e il Coni – per affrontare e risolvere le criticità.
Se l’emendamento sarà approvato, il servizio di salvamento «potrà svolgersi regolarmente, garantendo continuità al servizio di assistenza in mare o nelle piscine delle nostre strutture ricettive», afferma la parlamentare leghista Giorgia Andreuzza, tra i firmatari della proposta. «La costante interlocuzione con gli operatori del settore e l’intero comparto ha permesso di trovare una soluzione rapida per intervenire a favore di tutti quegli imprenditori che avevano bisogno di garanzie per programmare l’offerta turistica imminente».
Il presidente della Società nazionale di salvamento Fortunato Comparone ha commentato con favore la presentazione dell’emendamento: «La Società nazionale di salvamento desidera esprimere un sentito ringraziamento a tutti i parlamentari che, con impegno e dedizione, si sono occupati della questione del salvataggio acquatico, presentando ordini del giorno ed emendamenti al decreto Milleproroghe attualmente in discussione al Senato. Tali interventi legislativi sono fondamentali per garantire la continuità del rinnovo delle abilitazioni per i bagnini e per impedire che la prossima stagione balneare possa caratterizzarsi per la mancanza di questa figura professionale, arrecando gravi danni a un settore economico fondamentale come quello della balneazione e, di conseguenza, compromettendo la sicurezza dei bagnanti».
Prosegue Comparone: «Confidiamo in un accordo politico tra le forze presenti in parlamento affinché si possa consentire la proroga dei termini per il rinnovo delle abilitazioni professionali. Tuttavia, è altrettanto importante che in Parlamento si determini una volontà politica affinché si possa procedere con la modifica del decreto n. 85/2024. Tale decreto ha di fatto generato un monopolio nella formazione dei bagnini di salvataggio, conferendo tale prerogativa esclusivamente alla Federazione italiana nuoto. Questa situazione contravviene ai principi di concorrenza e alle regole di mercato, limitando la pluralità delle realtà operative nel settore e rischiando di compromettere la qualità e la disponibilità della formazione su scala nazionale».
«La Società nazionale di salvamento ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per correggere queste criticità, garantendo una regolamentazione equa e rispettosa dei principi di libero mercato, nell’interesse della sicurezza collettiva e della tutela delle nostre coste e acque interne», conclude il presidente. «Ringraziamo ancora tutti i parlamentari per il loro impegno e invitiamo le istituzioni a proseguire nel dialogo costruttivo per risolvere definitivamente queste problematiche. La formazione dei bagnini di salvataggio non può essere appannaggio esclusivo della Federazione italiana nuoto e del suo presidente».
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