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Migliaia di balneari attesi in piazza, dal governo ancora tutto tace

I concessionari di tutta Italia giovedì a Roma per chiedere una soluzione sulle spiagge

In questi giorni i balneari di tutta Italia stanno preparando i loro stabilimenti per l’apertura dell’imminente stagione estiva, ma senza sapere se sarà davvero l’ultima. Le concessioni scadranno il 31 dicembre di quest’anno in base alla legge 118/2022 del governo Draghi, e in assenza di un diverso provvedimento nazionale, i Comuni stanno predisponendo i bandi per riassegnare le spiagge. Per questo motivo, il prossimo giovedì 11 aprile migliaia di imprenditori del settore si recheranno in piazza Santi Apostoli a Roma, dove si terrà una manifestazione indetta dalle associazioni di categoria Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti.

L’annuncio della discesa in piazza è arrivato dopo mesi di fiduciosa ma inutile attesa, poiché dal governo Meloni il silenzio continua a essere tombale. Durante la campagna elettorale, l’attuale premier aveva dichiarato la sua contrarietà alle gare sulle concessioni balneari e promesso che avrebbe salvaguardato la continuità degli attuali titolari; ma a un anno e mezzo dall’insediamento a Palazzo Chigi, non si è vista nemmeno l’ombra di un disegno di legge che mantenesse l’impegno grazie al quale Fratelli d’Italia si è accaparrato i voti di quasi tutti i balneari italiani. L’unico gesto concreto portato avanti dall’esecutivo è stato quello di una mappatura ufficiale delle coste italiane, che ha dichiarato come solo il 33% dei litorali della penisola sia occupato da concessioni. La tesi del governo è che si possa garantire la concorrenza sulle spiagge, richiesta dalla direttiva europea Bolkestein, permettendo di avviare nuove imprese sulle coste libere anziché riassegnare quelle esistenti: ma la mappatura è stata conclusa sette mesi fa, e senza una legge che concretizzi tale principio, il lavoro fatto è del tutto inutile.

La situazione è resa ancora più caotica dal fatto che le amministrazioni comunali stanno procedendo con i bandi di gara nella totale anarchia di regole, contribuendo a provocare molti contenziosi in tribunale. Alcuni Comuni hanno già concluso le procedure e riassegnato le concessioni a nuovi titolari, con casi eclatanti come quello di Jesolo (il cui sindaco è proprio di Fratelli d’Italia) in cui una cordata di grandi imprenditori – tra i quali il patron dell’azienda di scarpe Geox, Mario Moretti Polegato – ha presentato un piano di investimenti da sette milioni di euro e si è aggiudicato tre concessioni, spazzando via i precedenti titolari. Sono le conseguenze dell’assenza di regole nazionali: se non ci sarà un provvedimento per tutelare la piccola imprenditoria familiare che ha sempre composto l’ossatura del sistema balneare italiano, per esempio prevedendo un numero massimo di concessioni per lo stesso soggetto, le spiagge rischiano di diventare l’ennesimo pezzo di patrimonio pubblico svenduto alle potenti multinazionali. Anche per questo, la maggior parte dei Comuni ha preferito attendere che dal governo arrivasse un segnale, decidendo di avvalersi della proroga tecnica di un anno prevista dalla legge 118/2022; ma il tentativo è stato vano, perché l’Autorità garante della concorrenza ha diffidato tutte le amministrazioni che hanno sfruttato tale possibilità, in quanto le proroghe automatiche sulle concessioni balneari sono proibite dal diritto europeo.

Che le gare siano state già fatte o meno, insomma, i tribunali si stanno intasando di contenziosi: dell’Antitrust contro i Comuni per contestare la proroga tecnica di un anno e dei concessionari uscenti contro i Comuni per opporsi ai bandi già effettuati. Una situazione di cui l’unico responsabile è il governo Meloni, reo di non avere ancora preso una decisione e di avere così lasciato scoppiare il caos. Tra i concessionari, il silenzio della premier e dei suoi ministri appare come inspiegabile: il timore è che quello che sembrava un governo amico stia in realtà preparando una legge sgradita alla categoria, ma finché da Palazzo Chigi non uscirà una proposta, qualsiasi ipotesi è vana. Quel che è certo è che la preoccupazione dei balneari è alle stelle, tanto che potrebbero essere migliaia i partecipanti alla manifestazione dell’11 aprile: gli organizzatori hanno infatti annunciato l’arrivo di pullman da tutta Italia, senza contare le partecipazioni individuali. Al fianco dei balneari ci saranno i sindaci e gli assessori di molte località costiere, anch’essi in difficoltà a causa dell’inerzia di Palazzo Chigi. I presidenti di Sib e Fiba, Antonio Capacchione e Maurizio Rustignoli, hanno sottolineato che la manifestazione non vuole essere contro il governo, bensì è stata pensata come un gesto di stimolo nei confronti dell’esecutivo, per far capire che la pazienza dei concessionari è arrivata al limite. Le associazioni chiedono subito una legge che decida le modalità di rinnovo e la durata delle concessioni dopo il 31 dicembre 2024, prima che la situazione precipiti in modo irreversibile.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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