Il nuovo Masterplan della costa toscana non convince il Consorzio dei Balneari di Massa, che esprime una valutazione fortemente negativa sul piano regionale dedicato alla difesa dell’arenile. Secondo gli operatori, il documento non è in grado di rispondere alle attuali condizioni della costa massese e risulta basato su dati ormai superati.
Tra le principali criticità sollevate dal Consorzio figurano l’utilizzo di rilevazioni risalenti al 2020, l’assenza di finanziamenti dedicati e il mancato recepimento delle proposte avanzate dalla categoria durante gli incontri istituzionali.
Le promesse disattese negli incontri con la Regione
La questione dell’erosione costiera era stata affrontata in diversi tavoli di confronto con l’assessore regionale David Barontini, al quale il Consorzio aveva presentato un’analisi dettagliata del litorale massese unitamente a una serie di proposte per contrastare l’arretramento della spiaggia. Anche l’interessamento del consigliere regionale Gianni Lorenzetti aveva alimentato tra gli imprenditori l’aspettativa di una svolta, basata su un’analisi scientifica aggiornata e su una programmazione a lungo termine (10-20 anni).
Secondo gli operatori, tuttavia, il documento finale ha deluso le attese, mostrando una sostanziale continuità con i vecchi strumenti di programmazione nonostante il progressivo peggioramento dell’arenile registrato negli ultimi sei anni.
Nodo risorse e la proposta delle barriere rimovibili
A preoccupare la categoria è soprattutto l’assenza di fondi. La delibera della Giunta regionale specifica infatti che dall’approvazione del piano non derivano oneri a carico della Regione, trasformando così il Masterplan — a detta dei balneari — in una semplice lista di intenti priva delle risorse necessarie per la realizzazione delle opere.
Di fronte al costante aggravarsi del fenomeno erosivo sulla costa massese, il Consorzio torna quindi a chiedere la sperimentazione di nuove soluzioni di difesa, a partire dalle barriere rimovibili: un intervento flessibile e adattabile alle esigenze del litorale che, denunciano gli operatori, non ha trovato spazio nella programmazione regionale.
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