Lazio

Mareggiate in agosto, crollate cabine a Fregene

Un altro pezzo dello stabilimento La Nave è stato divorato dall'erosione costiera

L’erosione costiera colpisce duro anche in estate, a dimostrazione che il fenomeno è sempre più grave e preoccupante. Nei giorni scorsi a Fregene sono bastati un po’ di vento forte e delle onde più alte del solito per abbattere sei cabine dello stabilimento balneare La Nave: lo storico lido è da anni compromesso a causa della scomparsa della spiaggia, e già lo scorso aprile aveva subito il crollo di alcune cabine. Questa volta a cedere, a causa del mare che è arrivato a minare le fondamenta della struttura, sono quelle a sinistra del ristorante, dove la spiaggia è stata ormai del tutto inghiottita: un fenomeno che, su questo tratto di litorale romano, non è dovuto solo al mare in innalzamento a causa del riscaldamento globale di causa antropica, ma è ulteriormente aggravato dalle opere di difesa che, come ha spiegato su Mondo Balneare il geologo Enzo Pranzini, risolvono il problema nella spiaggia antistante ma lo provocano in quella di fianco.

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Oltretutto, se fino a pochi anni fa le mareggiate erano un fenomeno limitato all’inverno, ora sono diventate una costante anche in estate. Dunque è bastato un Tirreno un po’ più agitato rispetto agli standard di agosto per danneggiare gli edifici in prima linea sulla costa. A essere danneggiati dalle onde dei giorni scorsi sono stati anche altri stabilimenti balneari di Fregene, tra cui Point Break, Il Tirreno e Il Capri, ma il crollo delle cabine della Nave è assai più grave oltre che simbolico: nel 1988 questo lido, tra i più conosciuti e frequentati del litorale romano (qui furono girati i film Ferragosto in bikini con Raimondo Vianello e Compagni di scuola di Carlo Verdone), aveva una spiaggia di oltre 200 metri e numerose cabine disposte a raggiera, mentre oggi non è rimasto quasi nulla, con i lettini che sono passati da 1200 a 350 e gli ombrelloni da 260 a 80.

Il problema dell’erosione costiera che sta colpendo la spiaggia di Fregene riguarda anche i vicini litorali di Fiumicino e Ostia: «La drammatica situazione è stata causata della messa in possa di opere di difesa rigida come i pennelli a forma di T», spiega al quotidiano Repubblica Ilaria Falconi, ricercatrice e consigliera della Società italiana geologia ambientale. «Cinque anni fa ne sono stati messi ben 17 a Focene e questi hanno bloccato il trasporto di sedimento dal fiume Tevere e provocato erosione costiera anche dove non si dovrebbe verificare, come nel caso di Fregene. Non c’è neanche programmazione a lungo termine e anche a Ostia l’erosione costiera sarà un problema, perché gli stabilimenti sono arrivati direttamente sul mare e le opere di difesa rigida messi negli ultimi anni, come i pennelli a Ostia Ponente, alla foce del Tevere e quelli a forma di T messi dalla Regione a Ostia Levante, provocheranno l’erosione costiera lungo tutta la costa e anche a Capocotta e le dune di Castelporziano». Falconi aveva lanciato l’allarme ad aprile 2021 con un lungo articolo su Mondo Balneare, sostenendo che “i pennelli a Ostia non risolveranno l’erosione costiera” quando il progetto era stato approvato dalla Regione ma non ancora avviato. Ma il suo appello è rimasto inascoltato, e quanto accaduto a Fregene ha purtroppo dimostrato le ragioni delle sue tesi.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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