Ambiente Lazio

I pennelli a Ostia non risolveranno l’erosione costiera

Il progetto approvato dalla Regione Lazio è inefficace e andrà ad aggravare il problema nelle zone limitrofe: serve una valutazione di impatto ambientale prima di procedere con la costruzione

La Regione Lazio ha recentemente approvato nel Lido di Ostia il progetto per la realizzazione di due pennelli parzialmente sommersi tra lo stabilimento Pinetina e lo stabilimento Gambrinus, che non risolverà il problema erosivo del litorale romano. Si tratta di una soluzione palliativa e inefficace, già adottata frequentemente in passato, che oltre a essere costosa economicamente, non solo non risolve il problema, ma di fatto può innescare processi di erosione nelle zone limitrofe.

Nel dettaglio, in Lazio su 290 km di litorale le spiagge sono circa 220 km e il 18% di queste è a rischio erosione. Fra le aree a rischio ci sono le foci fluviali, quindi le zone comprese tra Fiumicino e Ostia. In questo tratto di costa ben 16,20 km, oltre l’80% dei 19,80 km di lunghezza, sono in forte erosione. Dati drammatici, che dopo ogni inverno vedono arretrare le spiagge.

La Regione Lazio ha recentemente finanziato un progetto che prevede la realizzazione d’interventi di ripascimento e il posizionamento di un pannello a “T” tra lo stabilimento Pinetina e lo stabilimento Gambrinus nel Lido di Ostia, per una spesa prevista di oltre 2 milioni di euro. Tuttavia l’esperienza ha dimostrato che gli interventi di difesa costiera con opere strutturali, come i pennelli, abbiano un’efficacia modesta nel contrastare l’erosione, anzi piuttosto possono con la loro presenza generare effetti negativi sull’ambiente emerso e sommerso circostanti. Inoltre si possono formare correnti di ritorno, aderenti al pennello e/o tra un pennello e l’altro, che sono molto pericolose per i bagnanti che rischiano seriamente di annegare. Dalla loro posa, infatti, sarebbe auspicabile il posizionamento di apposita cartellonistica sulle spiagge al fine di sensibilizzare i cittadini sulla presenza di eventuali pericoli intrinseci. Infine, se si considera che i pennelli sarebbero realizzati in prossimità della spiaggia di Capocotta e della Tenuta Presidenziale di Castelporziano e dell’Area Marina Protetta Secche di Tor Paterno – aree di grande pregio a livello naturalistico – si possono ipotizzare effetti dannosi che la realizzazione dell’opera produrrebbe all’ecosistema dunale.

accessori spiaggia

La Società italiana di geologia ambientale (Sigea), riconosciuta dal Ministero dell’ambiente come associazione di protezione ambientale, ritiene indispensabile che sia avviata al più presto la procedura di valutazione d’impatto ambientale su quest’opera. Sigea porterà la problematica relativa all’erosione del litorale romano all’attenzione dell’opinione pubblica con un importante webinar in programma il 10 giugno, dal titolo “Erosione del litorale romano. Analisi delle dinamiche e prospettive per uno sviluppo sostenibile”

«Con questa conferenza – spiega Eugenio Di Loreto, presidente di Sigea Lazio – intendiamo far conoscere la situazione attuale della costa del litorale romano, in termini di evoluzione storica nel tempo e degli interventi di gestione sostenibile a difesa delle spiagge. A conclusione dei contributi tecnico-scientifici sarà svolta una tavola rotonda con la partecipazione degli enti competenti, le associazioni locali di categoria, i rappresentanti degli ordini professionali e le associazioni ambientaliste, per promuovere iniziative di tutela e valorizzazione del territorio, per una pianificazione partecipata intesa a promuovere l’assetto sostenibile nei processi di gestione delle zone costiere. Questa iniziativa rientra tra le attività d’informazione e sensibilizzazione svolte da Sigea per diffondere e favorire, tra la popolazione, la comprensione del ruolo della spiaggia come ambiente naturale e di sviluppo sostenibile di attività economiche e turistiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ilaria Falconi

Ilaria Falconi

Tecnologa di ricerca di terzo livello al Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, organo del Mipaaf) e consigliere nazionale di Sigea con laurea in scienze ambientali, specializzazione in Monitoraggio e riqualificazione ambientale e master in Analisi e mitigazione del rischio idrogeologico. Ha pubblicato uno studio sui processi morfogenetici e morfoevolutivi della linea di costa tra Ostia e Fregene. In precedenza ha lavorato come tecnico ambientale per Ismea.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *