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Manovra, rinviato intervento su concessioni balneari

Nel maxi-emendamento del governo non c'è traccia di alcun provvedimento in materia di demanio marittimo, al contrario di quanto avevano ipotizzato alcuni media

È ufficiale: il maxi-emendamento del governo alla legge di bilancio non contiene nessun provvedimento in materia di concessioni balneari. Vengono così smentite le indiscrezioni, diramate nei giorni scorsi da alcuni media generalisti, secondo le quali l’esecutivo avrebbe voluto avviare la riforma del demanio marittimo già nella prossima manovra economica.

Tali ricostruzioni, rivelatesi prive di fondamento, ipotizzavano che il premier Mario Draghi avrebbe voluto introdurre subito la riassegnazione dei titoli concessori, dopo che lo scorso 9 novembre il Consiglio di Stato ha annullato la validità della proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 in quanto contraria al diritto europeo, imponendo al contempo al legislatore di disciplinare un riordino della materia entro i prossimi due anni.

Tuttavia, un intervento frettoloso sarebbe stato un clamoroso errore: il recente “decreto concorrenza” ha infatti stabilito l’obbligo a effettuare entro sei mesi una mappatura del demanio marittimo, necessaria per avere un’idea delle spiagge in concessione e di quelle concedibili nonché dell’entità dei canoni: si tratta di dati fondamentali per avviare una riforma seria e ponderata, senza i quali qualsiasi provvedimento in materia non potrà che essere incompleto e inadeguato.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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