Attualità

Manovra, rinviato intervento su concessioni balneari

Nel maxi-emendamento del governo non c'è traccia di alcun provvedimento in materia di demanio marittimo, al contrario di quanto avevano ipotizzato alcuni media

È ufficiale: il maxi-emendamento del governo alla legge di bilancio non contiene nessun provvedimento in materia di concessioni balneari. Vengono così smentite le indiscrezioni, diramate nei giorni scorsi da alcuni media generalisti, secondo le quali l’esecutivo avrebbe voluto avviare la riforma del demanio marittimo già nella prossima manovra economica.

Tali ricostruzioni, rivelatesi prive di fondamento, ipotizzavano che il premier Mario Draghi avrebbe voluto introdurre subito la riassegnazione dei titoli concessori, dopo che lo scorso 9 novembre il Consiglio di Stato ha annullato la validità della proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 in quanto contraria al diritto europeo, imponendo al contempo al legislatore di disciplinare un riordino della materia entro i prossimi due anni.

Tuttavia, un intervento frettoloso sarebbe stato un clamoroso errore: il recente “decreto concorrenza” ha infatti stabilito l’obbligo a effettuare entro sei mesi una mappatura del demanio marittimo, necessaria per avere un’idea delle spiagge in concessione e di quelle concedibili nonché dell’entità dei canoni: si tratta di dati fondamentali per avviare una riforma seria e ponderata, senza i quali qualsiasi provvedimento in materia non potrà che essere incompleto e inadeguato.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. I dati delle concessioni sono quelli presenti sul sistema informativo demanio.
    Il Ministero dei Trasporti, nonche’ le Regioni,i Comuni sono obbligati imputare tali dati suk S.i.d.
    Se dopo 20 anni di aspettative per fare una riforma, diciamo che l intervento e’frettoloso…va bene tutto.

    E’ piu semplice mappare la superficie di marte.

    • Nikolaus Suck says:

      Ma infatti probabilmente daranno incarico alla NASA di farlo, sono gli unici che hanno le risorse. A proposito, ma la mappatura commissionata dai balneari e propagandata a gran voce questa estate a che punto è?

  2. Carlo dopo oltre un secolo e mezzo di attivita’balneare e’assurdo ma i comuni e lo stato non hanno l’esatta percezione di cosa insista sui territpri balneari, la maggioranza dei comuni non ha adottato il SID..aViareggio e in Versilia e nella Toscana tutta siamo tutti nel SID da qualche anno…tutti abbiamo il modello D1 che e’l’esatta sovrapposizione di quanto e’sulla concessione, perfino i vasi delle fioriere e abbiamo tutto asseverato e accatastato.Se in tanti comuni non esiste il SID e anche in qualche regione non e’colpa dei balneari ma delle amministrazioni…lo stato non conosce nemmeno il gettito dei canoni su cui i media fanno terrorismo sparando 120 milioni a caso…lo sai che la Sicilia in quanto regione a statuto speciale non versa niente allo Stato?E anche il Friuli Venezia Goulia e tieni conto che i piu’grandi abusi sono nelle grandi concessioni con cointeressenza di politici e partiti?Guarda il caso di Ostia dove a fianco di oneste piccole imprese familiari ci sono clan mafiosi agevolati da funzionari e politici corrotti,leggi gli ultimi arresti per favorire il clan Spada…per noi piccoli loro non sono balneari ma voi fate di ogni erba un fascio sparando a casaccio.Informatevi prima e non seguite solo i media solkecitati e foraggiati dai grandi gruppi.

    • Lorenzo Pinto says:

      E allora li dovete combattere da soli, perché la politica non lo farà di certo.
      Siete sempre così incendiari e fieri, prendetevela col collega mafioso.

  3. Ma Forza Italia non doveva in questa occasione presentare gli emendamenti che ha illustrato in conferenza stampa al Senato? E’ solo una domanda,forse non avevo capito.

  4. Rodolfo credo a cio’ che dici, e i balneari onesti vanno difesi.

    ti faccio notare che in una comune azienda privata i flussi informativi di dimensioni importanti possono essere individuati,analizzati’e gestiti nel giri di qualche giorno.

    Ipotizzando n.Comuni costieri × n concessioni a Comune, pur non essendo un informatico, credo che 1 mese sia piu che sufficiente , anche considerato che i Comuni che gestistocono il Sid sono moltissimi, non sono affatto pochi.

    Ilaria, passa al mio partiti : FRATELLIDIBALLE, sto preparando anche io emendamenti per prorogare le concessioni anche dopo il 2024.
    Scusa non vorrai che si facciano i bandi …dopo marte, dobbiamo mappare tutti gli altri esopianeti simili alla terra, in questo modo possiamo ribaltare la sentenza del Consiglio di stato

  5. In ogni caso tutti i dati sono presenti sul dito dell’ AGENZIA DELLE ENTRATE:

    Sistema Informativo Demanio marittimo (S.I.D.)  nasce con la finalità di fornire supporto condiviso alle PP.AA. (Ministeri, Regioni, Comuni, Capitanerie di porto, Autorità portuali, ecc.), interessate alla gestione/tutela dei beni demaniali marittimi e trasparente accesso ai cittadini interessati alla loro fruizione. L’area di intervento interessa la zona demaniale marittima e la relativa fascia di rispetto dell’intero territorio nazionale per uno sviluppo di circa 7.500 km di costa con riferimento alla quale è stata realizzata  cartografia catastale aggiornata e revisionata, attualmente in conservazione presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio.

    I dati di aggiornamento derivanti dall’espletamento sia dell’attività di gestione amministrativa, da parte delle Amministrazioni competenti) sia delle procedure catastali (da parte degli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio) confluiscono nel S.I.D. automaticamente. Il Sistema, in tal modo, rende disponibili, sull’intero territorio nazionale banche dati che consentono la conoscenza dello stato d’uso del demanio marittimo insieme con procedure automatizzate di aggiornamento delle informazioni on line da parte delle PP.AA. competenti. 

    L’utilizzo del Sistema, per la cui  gestione è competente lo Stato, è gratuito per le PP.AA. e per i cittadini. Sono resi altresì gratuitamente disponibili, anche su questo sito, i modelli di domanda normalizzati e gli applicativi di supporto alla loro compilazione, il cui utilizzo è obbligatorio dal 2009. 

    • Ti voglio confessare una cosa…il mio locale è stato incamerato nel 2001 (io sono subentrato nel 2006) ma il condono non è stato mai chiuso…quindi 80% del locale è “abusivo” ma nessuno lo sa…comune,capitaneria,dogana…quindi se venissero fatti i bandi di corsa come dite voi sai che bordello???
      Dimenticavo… più del 50% delle strutture dove vivo io hanno queste storture e nessuno lo sa

      • Pensa che io anche solo per piantare in terra 4 pali ho atteso 1 anno e mezzo i permessi di comune, regione, dogane e ferrovie. Ci sono miei concorrenti che da un giorno all’altro tirano su quello che vogliono e pare che nessuno abbia nulla da ridire. Secondo te alle gare la prenderò nel culo io o loro? Io ho come una brutta sensazione..

    • carlo sai che cosa è una mappatura su territorio nazionale? sai cosa significa? sai cosè una variante? hai per caso qualche nozione di topografia fotogrammetria geologia ? allora è meglio non parlare .inoltri i km non sono affatto 7500 ma molti di più quindi non parlate se non siete ben addentrati nella materia

  6. Avv. Lucano says:

    Qualcuno mi deve spiegare come faranno ad approvare una riforma o un emendamento se nn ci sono i voti per farlo. Parliamo a vuoto si arriverà alle data senza una straccio di provvedimento a meno che dall’alto nn capiscano che nn si può fare. Prevedo un paio di anni di abusivismo dopo il 2024 che nn sarà fermato perché è impossibile bloccare tutte le spiagge , spero vivamente di sbagliarmi. L’Europa metta fine a questa insensata lotta al liberismo .

  7. Gioacchino Assogna gna says:

    Volevo rispondere a Rodolfo che assurdamente parla di Ostia e degli Spada che, questi non hanno mai avuto rapporti con le spiagge.
    Non conosce la realtà di Ostia Lido che in gran parte le concessioni sono state assegnate ai Dopolavori, entrati in crisi perché le Aziende ai Cral da decenni non danno più un Euro e si sono inventati gestioni anomale pur per molti con concessioni ai Dopolavori.
    Sono per i bandi di gara con riconoscimenti di qualche punto per coloro che hanno esercitato già le gestioni balneari.
    Gioacchino Assogna

  8. Valerio. Credo che il ritardo si possa accettare, però adesso è giunto finalmente il momento che il governo presieduto dal premier eminente Draghi, uomo di garanzia dell’Europa metta in moto la macchina burocratica per mappare tutte zone demaniali, in carico ai Comuni per stabilire le spiaggie con le loro concessioni ai concessionari balneari e stabilire i criteri per la riassegnazione delle loro concessioni, con adeguati canoni demaniali. È ora di fare chiarezza per salvaguardare tutte le Aziende e tutti i lavoratori che negli anni anno fatto enormi sacrifici e dato una impronta riconosciuta in tutto il mondo del sistema balneare Italiano con costi a carico dei vacanzieri di modesto importo creando occupazione e PIL importante per la nostra economia. Vogliamo che questo venga distrutto con conseguenze catastrofiche per i nostri cittadini e turisti? Fate le vostre serie e ponderate considerazioni. Buon Natale. Valerio da Cesena.

  9. Certo che c’è qualcosa che non torna…l’occupazione delle spiagge senza ritorni e con costi per i cittadini che vogliono andare al mare…

  10. Solo per chiarezza e senza intenti polemici, dato che sono anche io un balneare: non c’è mappatura che tenga, i litorali sono una risorsa scarsa, dal punto di vista giuridico!
    Una risorsa è scarsa non perché scarseggia (ce n’è poca) ma perché è in quantità non incrementabile o riproducibile.
    L’iphone non è risorsa scarsa: apple può produrne di più o di meno a seconda delle sue politiche di mercato. Gli 8.000 Km di costa italiana quelli sono e quelli restano (salvo occupare militarmente l’Albania e spezzare le reni alla Grecia, attività che abbiamo già tentato con esiti peraltro censurabili).
    Tentare la carta della non scarsità di risorse è un suicidio giuridico.
    Legittimo affidamento (specifico e non generalizzato) e riconoscimento del valore aziendale sono l’unica via a lungo termine, e probabilmente anche per superare (di pochi anni) il termine irragionevole del 31.12.2023.

    Sul termine del 31.12.2023 faccio presente agli odiatori della categoria che per avere una assegnazione operativa a tale data, l’atto comunale che individua l’offerta migliore deve essere datato ottobre (così si può far passare il termine di 60 gg per i ricorsi al TAR).
    Perché l’ufficio demanio del comune possa valutare tutte le offerte per ogni singola spiaggia sul territorio comunale, avrà bisogno di un termine di almeno sei mesi (non deve valutare solo il canone offerto, ammesso che sia oggetto di gara, ma gli investimenti proposti, la loro fattibilità, le loro ricadute economiche e soociali ecc.). Quindi il termine per presentare le proposte dovrà essere nei primissimi mesi del 2023.
    Quanto preavviso devono avere gli imprenditori per fare un progetto di utilizzo di un arenile? Fra avvocati, tecnici per i progetti (la costa ha vincoli paesaggistici, per fortuna, e quindi non è che si può fare quello che ci pare), banche che asseverino i piani economico/finanziari, ecc. diciamo che sei mesi potrebbero forse bastare. Un termine più breve sarebbe una presa in giro, data l’entità del valore economico del bene messo a gara.
    Ecco allora che si capisce come per la prossima estate il Demanio dovrà avere le idee chiare su cosa ha da mettere a gara, il Governo dovrà aver approvato le norme di riforma del codice della navigazione, le Regioni aver recepito quanto sopra ed aver trasmesso ai comuni tutte le direttive per i bandi, infine i Comuni dovranno aver pubblicato i bandi stessi a livello europeo.
    Chi crede che sia possibile o è in malafede o vive in Uganda.
    Cosa ne pensate?

    • D’accordo su molto ma non su tutto. Scarsità della risorsa: fai rispettare le regole che già esistono per decretare il decadimento del titolo per chi opera in regime di palese illegalità (abusi edilizi ecc), e vedi come si rinnova in breve tempo la risorsa.. come spesso accade si invocano nuove regole quando non ci si è mai seriamente impegnati a far rispettare le vecchie, che già c’erano e già erano sufficienti a regolamentare a dovere il settore. A gara, perché è il mondo che va così, chi ha sempre fatto il proprio dovere se la farà mettere nel culo dagli ammanicati protetti.

  11. Una variante? Topografia fotogrammetria geologia?

    Non voglio davvero prendere in giro nessuno piu di quanto gli altri prendoni in giro i cittadini, asserendo ancora delle

    Mi limito a rinviare alle norme che prevedono quanto riportato sopra, ovvero che l AGENZIA DELLE ENTRATE HA TUTTI affinche il governo proceda ad una RIFORMA, che e’ anche nel vostro interesse.

  12. Forse non vi e’ chiaro : o RIFORMA O NON RIFORMA, al 2024 si va ai bandi e non sono ammesse proroghe, nel senso che anche se ci fossero queste non sarebbero valide.
    Per questo il tentativo di una parte politica/sindacale/balneare di yrovare ancora scuse per ritardare i bandi e’ assai rischioso
    ALMENO QUESTO I BALNEARI L HANNO COMPRESO?

    l

  13. No e’ obbligatorio fare una riforma ,solo auspicabile,i criteri sono disponibili.
    E se non si il comune ritiene di non fare un bando la concessione al 2024 decade.

  14. Capisco che la speranza sia l’ultima a morire, però mentire a se stessi è dannoso. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, sperare che la politica italiana ribalti la sentenza e permetta uno status quo a favore della categoria dei concessionari balneari è ingenuo e un filino patetico. Ne spiego i motivi:
    1 Mario Draghi è il liberista che ha regalato gli asset italiani con le privatizzazioni e in Europa piace per questo.
    2. I soldi del recovery fund sono vincolati al rispetto delle regole europee e l’Italia (governo Berlusconi) ha recepito la Bolkestein.
    3. La maggioranza degli elettori italiani è per la liberazione delle concessioni, quindi elettoralmente schierarsi per i concessionari fa perdere voti.
    Detto questo se fossi un concessionario mi attrezzerei per partecipare ad una gara per avere una concessione e la finirei con questo piagnisteo.

    • È quello che ho fatto io: tre rolex regalati per Natale: uno al funzionario dell’ufficio tecnico, uno al funzionario dell’ufficio tributi e uno al comandante dei vigili.

  15. In uganda ci vivono tutti quanti , che continuano con assurdi pretesti da 20 anni , a eludere le sentenze e sperano di continuare con proroghe illecite.
    Non sono bastati tutti questi anni di proroghe, no ancora proroghe ..ancora..

  16. Si sta capendo forte e chiaro il malumore dell’opinione Pubblica che covava da sempre sotto la cenere.Lo sanno bene i politici che lo dicono anche ai balneari che l’opinione pubblica e’ assatanata.Ma alcuni sostengono che sono solo i 4 gatti che commentano qui.Nei commenti immediati sotto gli articoli si e’ scatenato l’Inferno.Questo e’ il problema,peggio della sentenza,la vox Populi che sia politici che I balneari dovranno considerare eccome.

  17. Credo che il Governo abbia deciso di non intervenire e penso che non fosse indispensabile una mappatura di tutti hli stabilimenti balneari, nel sistema SID ci fossero già i dati sufficienti come ha dimostrato Galli (bagni Liggia) che sul sisteme SID ha trovato i dati sifficienti per presentare un esposto per ciascun concessionario italiano.
    Allora quale puo essere la ragione per cui il governo ha deciso di non intervenire io credo si sia reso conto che ina riforma delle concessioni balneari in quanto la maggioranza dei balneari non vuole nessun aumento del canone, nessuna scadenza delle concessione che devono essere ereditabili, vendibili, e che il concessionario le possa dare in locazione senza vincoli, oviamenti gli interventi di ripascimento e stemazione devono rimanere a carico della colletivita con questi presupposti non e’ possibile fare nessuna legge che possa avere il via libera dell’Europa. Io sono convinto che Draghi non si senta in grado di affrontare la lobby politica dei concessionari e lasci scontrare la lobby politica dei concessionari con la magistratura italiana e con le regole dell’ Unione Europea e si vedra quello che succede. Ps anche la lobi dei taxsisti si chiede perché i politici vogliono liberalizzare solo loro e non i balneari. Se si vuole fare una riforma appliabile nei Tempi fissati dal CDS deve essere fatta al massimo entro 180 giorni

  18. Finalmente una svolta e’ giustissimo far ruotare i gestori con nuovi aggiudicatari basta con le concessioni di generazioni di famiglie che per anni hanno pagato canoni ridicoli forza con i nuovi evvivaaaa

    • A te cosa cambia chi ci sta! VEDI DI GODERE DIVERSAMENTE,VI HO GIÀ SPIEGATO CHE CI SONO ALTRI METODI DOVE SI GODE DI PIÙ!!!

  19. Avv. Lucano says:

    Io tutto questo malumore dell‘opinione pubblica nn lo vedo , sento parlare vagamente qualche detrattore che per pregressi interessi personali o per motivazioni varie vuole le solite spiagge libere o sogna una spiaggia sua. Se in venti anni non c’è uno straccio di eletto, tranne qualche folle , a dichiararsi contro le imprese ci sarà un motivo?? O pensate che tutti i parlamentari siano offuscati da una isteria collettiva? Difendere le imprese gestite da una vita da chi le ha messe al mondo non mi sembra una battaglia poco nobile o lobbista. La vergognosa campagna verso chi vive di questo lavoro e rischia di perderlo a breve è la nuova stortura dell’ iperliberismo draghiano, bene hanno fatto i sindacati e scioperare e vediamo cosa accade fra poco tra licenziamenti e pandemia ancora in atto, poi ne parliamo fra qualche mese, tutta questa opinione pubblica che vuole far morire 30.000 imprese e lavoratori annessi io nn la vedo. Tra parlamento , sindaci e regioni c’è forse un 5 % a favore. Cercatevi un altro passatempo che di lavoro ne capite poco.

  20. Scriviamo alla Commissione Europea affinchè deferisca il nostro paese,innanzi alla Corte di giustizia Europea, così chiudiamo questo teatro finalizzato ad ottenere l’enensima proroga su una proroga dichiarata illegittima.
    grow-e2@ec.europa.eu
    cab-breton-contact@ec.europa.eu

    Facciamo sentire quanti italiani vogliono impedire il prorogarsi di interessi illeciti.

    Un paese rappresentato da un parlamento che rappresenta gli interessi illeciti dei balneari.

  21. Avvocato Lucano, lei non vede il malumore dell’opinione pubblica? Be’ la invito a guardare meglio. Tutte le categorie dei lavoratori in Italia, in questi ultimi 30 anni sono state massacrate, tutte, secondo un dato dell’OCSE, siamo l’unico Paese dove negli ultimi 20 anni gli stipendi e le pensioni invece di crescere sono diminuiti, la precarietà dei lavoratori è diventata patologica, milione di italiani pur lavorando sono sotto la soglia di povertà, e lei non vede il malumore dell’opinione pubblica contro i balneari?? ma scherza o dice davvero….. aziende che pagando pochi euro di canone allo Stato, e lavorando 4 mesi all’anno, guadagnano quanto guadagna un primario di cardiologia in un anno, e lei non vede il malumore. Chiudere le orecchie e gli occhi e far finta di vivere in una favola è sicuramente una forma di difesa, non so quanto sia utile però….

    • Quindi siccome negli ultimi 30 anni hanno massacrato tutte le categorie di lavoratori bisogna massacrare anche i balneari, certo, giusto, perfettamente logico, a te Aristotele fa una pippa.

      • … quindi secondo il suo ragionamento tutti possono essere massacrati ad eccezione dei balneari….. una lobby di privilegiati quindi. E torniamo al concetto iniziale: se soltanto una categoria di lavoratori non subisce il cambiamento (sia pur iniquo) come viene vista dal resto della popolazione? Secondo Aristotele (che lei cita ad minchiam) i fenomeni naturali siano soggetti a costante mutamento…compresi quelli che portano a concessioni eterne…

        • La bolkestein non è un fenomeno naturale, è un modo convenzionale di organizzare l’attività economica. L’impoverimento del ceto medio e la scomparsa della piccola imprenditoria non sono fenomeni naturali, ma la conseguenza di politiche deliberate finalizzate a tutelare gli interessi delle élite mondiali che esprimono la classe dirigente mondiale. Nessun fenomeno naturale e nessun complottismo, solo ciò che accade in base ai rapporti di forza fra classi dominanti e classi subordinate.

          • …. e quello che lei dice mi trova pienamente d’accordo, ora però cerchiamo di tornare al punto del contendere: l’opinione pubblica appoggia la lotta dei balneari per avere una concessione che diventi un vitalizio, ereditabile addirittura?? secondo me se fate questa domanda fuori dalla vostra cerchia di amici, la stragande msggioranza a dice di no…

            • L’opinione pubblica pensa, perché così è stata istruita a pensare, che tutti i balneari abbiano avuto la concessione tramite affidamento diretto e stiano puntando i piedi per farne un titolo perpetuo in stile feudale. La maggior parte di noi ha invece comprato la propria azienda a condizioni di mercato, magari non tanti anni fa, visto che la politica di laissez-faire dei governi nel corso dei decenni ha consentito che a partire da affidamenti diretti originari si instaurasse poi un libero mercato privato in cui chi voleva vendeva e chi voleva comprava. (E che aggiungo: è stata una dinamica positiva, appunto di libero mercato). Tanti di noi ora si stanno battendo per il diritto di uscire dal mercato alle stesse condizioni con cui sono entrati, vale a dire per non dover restare col cerino corto in mano. Chi ancora detiene concessioni rilasciate tramite affidamento diretto per quanto mi riguarda non ha titolo per protestare. La concessione demaniale marittima non è un titolo feudale. Punto. Esistono svariati modi per conciliare libero mercato delle aziende balneari e sistema di gare pubbliche, che tutelino il valore aziendale creato dall’imprenditore privato e rispettino la temporaneità della concessione e l’avvicendamento fra operatori.

    • Avv. Lucano says:

      Ma cosa sta dicendo, sta blaterando, sta facendo i conti in tasca alle imprese che creano lavoro e pagano le tasse. Altro che stipendi da fame , qua la situazione peggiorerà de questo delirio nn viene fermato. Lei pensa che le aste porterebbero benessere ai lavoratori?? Inutile proprio iniziare a discutere. Si alzeranno i prezzi e si creerà ulteriore precariato, adesso queste famiglie fanno impresa fra poco saranno anche loro assunte a discapito del capitalista di turno che fa proprio il contrario di quello che lei dice. Così si genera precariato non togliendo l’impresa a delle famiglie .

      • …. pagano le tasse: e ci mancherebbe solo che non lo facessero, che volete pure un elogio perché fate il vostro dovere?? Creano lavoro, certo dal nulla creano lavoro, dei maghi…. scendete nel mondo reale e fatela finita di usare argomenti stucchevoli e ridicoli.

  22. E vanno a Roma a protestare!auguro
    loro di non imbattersi in alcune persone o categorie,ad esempio gli operatori turistici della montagna che sono da ammirare per la loro dignita’.Ricordiamo tutti il teatrino del distanziamento di pochi cm degli ombrelloni e le ultime stagioni non sono proprio andate male ai balneari.

  23. Tutti bravi a parlare…l’importante è che non tocchino gli interessi personali, altrimenti cambia tutto.
    Per chi non l’avesse mai letta la legge 88 del 2001 del 16 marzo, all’Art. 1 cita queste parole: Le disposizioni di cui alla presente legge bla bla bla SONO DIRETTE AD INCENTIVARE, con misure di carattere straordinario e transitorio, gli investimenti delle imprese marittime per il rinnovo e l’ammodernamento della flotta (compresi gli stabilimenti balneari).
    Prosegue e dice nell’art. 10 sesta riga, HANNO DURATA DI SEI ANNI. ALLA SCADENZA SI RINNOVANO AUTOMATICAMENTE PER ALTRI SEI ANNI E COSI SUCCESSIVAMENTE AD OGNI SCADENZA.
    Questa legge oggi ripeto oggi, può piacere o non piacere ma allora stava bene a tutti in quanto nessuno investiva in strutture o ammodernamenti sul suolo demaniale, in quanto la situazione era precaria e diciamo che non cera certezza del titolo.
    Ora andate oltre a quello che vedete oggi, se ci sono delle imprese floride, lo si deve a quella legge e più che altro agli imprenditori che ci hanno creduto fino in fondo, FIDANDOSI DELLO STATO. Personalmente sono figlio di persone normali e anche i miei vicini non sono figli di ricchi imprenditori o nobili (con tutto il rispetto per questi) siamo persone normali che hanno avuto intuito o fortuna nelle scelte fatte, garante una legge 88 che non lascia spazio ad interpretazioni diverse, RINNOVO PERPETUO, in cambio di una svolta nel turismo balneare e relativo indotto.
    Questo metodo ha funzionato alla grande e deve fare scuola e non deve essere preso di mira.
    LO STATO MANTENGA LA PAROLA DATA e non si nasconda dietro a sentenze fatte a comando dopo una consultazione Draghi – Patroni Griffi, oppure dietro la scusa Europa.
    La legge 88 nonostante l’abrogazione lascia le concessioni esistenti fino al 2010 TITOLI DA CONSIDERARSI PER SEMPRE AUTOMATICAMENTE RINNOVABILI, cosa diversa è per le nuove concessioni rilasciate dopo tale data, purtroppo.

    • Nikolaus Suck says:

      Non sprecare caratteri maiuscoli e cubitali, hai torto. Da chi quella legge l’ha letta eccome, insieme ai relativi lavori preparatori: nel “bla bla bla” c’è che si tratta di “misure di carattere straordinario e transitorio”, NON perpetuo, e sono state abrogate pochi anni dopo. Soprattutto, un’interpretazione diversa è possibile eccome anzi si impone perché più aderente al dato testuale e al significato proprio delle parole, in base al principio “in claris non fit interpretatio”: rinnovo “automatico” non significa rinnovo PERPETUO, significa appunto AUTOMATICO e nient’altro, ovvero senza necessità di rifare ogni volta la domanda e il procedimento, diversamente da come in precedenza. Ma restano e vengono riaffermati sia la scadenza (che c’è sempre ed è “di sei anni in sei anni”, che è il periodo temporale di cui tenere conto, altrimenti bastava dire semplicemente che non c’è scadenza e/o che le concessioni sono appunto “perpetue”, ma non è stato fatto), sia la necessità del rinnovo, anche se “automatico”, ma non per questo “sicuro” o “dovuto” in ogni caso (altrimenti bastava dire che non serviva proprio).
      Inoltre nel riportare a caratteri cubitali la sola parte che ti interessa dell’art. 10 (“interpretandolo” male), ti sei dimenticato dell’importantissimo resto del testo, oltre la sesta riga, ovvero “FATTO SALVO il secondo comma dell’articolo 42 del codice della navigazione”, che quindi si continua ad applicare e va considerato. E tale disposizione diceva e dice che “Le concessioni di durata superiore al quadriennio o che comunque importino impianti di difficile sgombero sono REVOCABILI per specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse, A GIUDIZIO DISCREZIONALE dell’amministrazione marittima. La revoca non dà diritto a indennizzo.” Ovvero l’amministrazione in qualsiasi momento, anche prima e a prescindere dalla scadenza, poteva, discrezionalmente, revocare e toglierti la concessione, per qualsiasi motivo di interesse pubblico, anche solo di farci una spiaggia libera o una nuova gara, senza nemmeno darti niente. La negazione alla radice di qualsiasi presunta “perpetuità”.
      Quindi lo Stato non ha dato nessuna “parola”, tanto meno di “perpetuità”, ma solo una semplificazione procedimentale di non dover rifare ogni volta la domanda e il procedimento per il rinnovo.
      Questo dava maggiore “stabilità”? Certo, visto che veniva meno la decadenza automatica prevista prima e salvo disdette, revoche o candidature migliori (nel qual caso l’automatismo cessava e andava rifatto il procedimento comparativo, salva la prelazione) si poteva continuare direttamente a lavorare senza dover prima attendere il procedimento di rinnovo; ma non per questo anche un “diritto” perpetuo, che è tutt’altra cosa.
      Inoltre il rinnovo della concessione è una vicenda amministrativa del titolo, che segue il principio “tempus regit actum” ovvero è disciplinato dalle norme in vigore al momento del rinnovo stesso. E siccome il rinnovo automatico è stato abrogato nel 2010, tutti i rinnovi, anche quelli delle concessioni “esistenti fino al 2010”, oggi devono tenere conto di tale abrogazione e vanno disposti secondo le regole attuali, che non prevedono più il rinnovo automatico. Quindi non è vero che le concessioni “esistenti fino al 2010” sono da considerarsi “per sempre automaticamente rinnovabili”, questa è fantascienza giuridica. Anzi, seguendo tale ragionamento, da un lato sarebbero da considerarsi “per sempre automaticamente rinnovabili” solo le concessioni rilasciate nel vigore di tale disciplina cioè tra il 2001 ed il 2010 (e non tutte quelle fino al 2010), e dall’altro lato si sarebbero dovute e dovrebbero considerarsi “per sempre automaticamente decadute alla scadenza”, e mai rinnovabili automaticamente, perché rilasciate con regole differenti, tutte quelle rilasciate prima del 2001 e quando le norme prevedevano appunto la decadenza ad ogni scadenza. Il che sarebbe discriminatorio e infatti non è mai venuto in mente a nessuno.

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