Basilicata

Lo sfogo di un balneare: “Lo Stato sta espropriando migliaia di piccole imprese familiari”

«Sugli stabilimenti balneari si sta compiendo un tipico esproprio proletario: oggi che ci siamo evoluti, ci tolgono l’intera impresa e il nostro lavoro». È lo sfogo di Pasquale Faraco, titolare del Lido La Conchiglia di Policoro in Basilicata, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni balneari al 2033 e imposto la riassegnazione tramite gara entro due anni. «Una sentenza ambigua e arbitraria – afferma l’imprenditore lucano – che arbitrariamente legifera una proroga al 31 dicembre 2023 e che ha provocato l’attacco da sciacalli dei mass media, come se noi balneari fossimo il più pericoloso clan malavitoso d’Italia».

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Prosegue Faraco: «Per noi balneari la pronuncia di Palazzo Spada è stata un colpo sparato al cuore. Sembra di vivere in un film dove potenti clan oligarchi cercano, per favorire i loro interessi e i loro amici e vessandoti in tutti i modi possibili, di espropriarti l’azienda al fine di riciclare il loro denaro sporco. Dopo tanti anni di onesto lavoro nelle nostre piccole e micro imprese balneari a gestione familiare, nostra unica fonte di reddito e attività svolta con sacrificio, passione e dedizione».

«Sono veramente avvilito e senza parole: viviamo in uno Stato dispotico e vile, dove non sono più garantiti il diritto al lavoro e il valore della proprietà aziendale», conclude il balneare lucano. «Ormai non serve neanche più impegnarsi con sacrificio e dedizione per crearsi un lavoro autonomo e indipendente come una piccola impresa balneare, sana e onesta. E mi stupisce che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non abbia speso neanche una parola nei confronti di migliaia di famiglie balneari che stanno per perdere il lavoro e le aziende».

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