Attualità

Lo scandalo dei canoni balneari squilibrati e le responsabilità della politica

L'emergenza dei pertinenziali continua a restare irrisolta, mentre sui media si continua a puntare il dito solo contro i presunti canoni bassi.

Era il 15 marzo quando il ministro del turismo Gian Marco Centinaio ha incontrato una delegazione di balneari pertinenziali, promettendo loro una soluzione «nei prossimi giorni». Ma a distanza di due mesi, questi imprenditori colpiti da una grave ingiustizia fiscale sono furiosi: del tanto atteso riordino dei canoni non si sa più nulla e trecento piccole imprese familiari sono sull’orlo del fallimento. In questo servizio video abbiamo ricostruito la questione, sperando che possa fungere da stimolo alla politica nel risolvere questo grave problema.

I balneari pertinenziali sono i titolari di quegli stabilimenti incamerati dallo Stato, che si sono trovati a sostenere aumenti fino al 4000% sui canoni, con cifre di centinaia di migliaia di euro che sono insostenibili per qualsiasi piccola impresa familiare (abbiamo spiegato nel dettaglio la vicenda dei pertinenziali in questo articolo).

Nel nostro video intervistiamo Angelo Pucci, titolare di uno stabilimento pertinenziale in Versilia e tra coloro che ha incontrato il ministro Centinaio due mesi fa. «Ci aspettavamo che il “governo del cambiamento” ci salvasse – dice Pucci – e invece tutti gli emendamenti presentati per tutelarci sono stati puntualmente bocciati. Ho la sensazione che il ministro Centinaio non ce l’abbia raccontata giusta: non vorrei che il governo arrivi a dirci che i maxi canoni pertinenziali vadano mantenuti, e che anzi porti tutti gli altri colleghi nella nostra situazione».

Il ministro Centinaio, l’esponente dell’attuale governo che più si è battuto per la tutela degli attuali balneari (riuscendo a far approvare dal parlamento l’estensione di 15 anni delle concessioni), ha più volte assicurato che il riordino dei canoni sarebbe imminente, ma purtroppo è passato molto tempo senza che si sia vista nemmeno una bozza di legge. La sensazione è che ci siano molte correnti politiche a ostacolare questa riforma, le cui linee guida dovevano essere varate entro lo scorso 30 aprile (questo è l’impegno che lo stesso governo ha messo nero su bianco nell’ultima legge di stabilità).

Il fatto più grave è che riguardo ai canoni balneari si continui a puntare il dito solo contro quelli troppo bassi, come ha fatto lo stesso Centinaio nella conferenza stampa di qualche giorno fa (vedi notizia), mentre si continua a dimenticare che la maggior parte della categoria paga delle cifre eque e che una piccola minoranza si trova a sostenere richieste esorbitanti e ingiuste.

Insomma, la materia dei canoni andrebbe affrontata nella sua complessità e senza dare credito alle semplificazioni mediatiche. Oltre ai canoni, infatti, i titolari di concessioni balneari sostengono molti altri costi di cui nessuno parla mai, come l’Iva al 22% (mentre per tutte le altre imprese turistiche è al 10%) e le spese per il bene della collettività come la pulizia degli arenili e il servizio di salvamento. Di tutto questo e di molto altro parliamo nel video, che consigliamo a tutti i balneari di vedere per essere consapevoli della grave situazione. La vicenda dei pertinenziali deve tenere in allerta tutta la categoria, perché finché il governo non si deciderà ad abolire i maxi canoni Omi, ogni stabilimento balneare rischia di diventare pertienziale da un giorno all’altro.

© Riproduzione Riservata

Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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