Il litorale del Lido di Volano, con la sua duna eolica e la verdeggiante pineta, sta correndo il rischio di sparire, a causa dell’inesorabile erosione marina che minaccia un intero ecosistema. Il Bagno Isa, di Lido di Volano, Comacchio, è una delle realtà più minacciate. Condotto dalla famiglia di Federica Veronesi da oltre un trentennio, il Bagno Isa, ha visto dal 2017 in poi, il progressivo avanzamento del mare, che pian piano ha ridotto la sua capacità ricettiva da duecentocinquanta ombrelloni a dieci. Un chiaro segnale che questa situazione non è più sostenibile e che l’erosione, come una Spada di Damocle, possa cancellare tutte le attività balneari, lungo questo tratto di costa, portandosi via il sostentamento di quanti hanno sempre lavorato nel settore. Veronesi racconta: “ Dal 1994 a oggi, abbiamo perso circa 220 metri di sabbia e l’acqua del mare avanza sempre di più, minacciando non solo la nostra struttura ma anche la duna eolica vicina e l’equilibrio dell’ecosistema locale. Il Lido di Volano è un’oasi unica, con la sua pineta secolare e la fauna protetta, come ad esempio i daini che la popolano. Questo ambiente naturale è un vero tesoro e la sua conservazione è fondamentale per noi e per la comunità locale.”


Veronesi racconta anche che negli anni, ha dovuto rinunciare a garantire l’offerta di giochi per bambini in spiaggia e quelli delle bocce, proprio a causa della perdita di arenile, situazione che oggi le impedisce di poter contare sulle prenotazioni stagionali che, in passato, potevano usufruire di questi servizi. Intanto la parte Istituzionale non è stata a guardare, tentando di porre rimedio almeno in parte al fenomeno. Il 26 novembre scorso si è tenuto a Bagno Isa una visita di rappresentanza degli organi regionali, promossa dal Consigliere Regionale Fausto Gianella, per verificare lo stato del fronte costiero e del cordone di dune nella zona sud del Lido di Volano.
Presenti all’incontro, Manuela Rontini, Sottosegretaria alla Presidenza della Regione con delega alla Protezione Civile; Alceste Zecchi, Responsabile Ufficio Sicurezza Territoriale e Protezione Civile di Ferrara, Antonio Cardi Assessore del Comune di Comacchio con delega all’Ambiente, Portualità e Demanio. In prima battuta si è svolta una verifica dello stato del cordone dunoso naturale, posto a sud, e della duna artificiale a protezione dello stabilimento, proseguendo con la verifica dello stato dei pennelli in legno e della loro recente manutenzione. Sia la duna naturale che quella artificiale mostrano un grave intaccamento, il che significa rischio elevato per l’attività dello stabilimento e per la tenuta della difesa costiera della pineta.


Il fenomeno erosivo ha creato sulla battigia un’ampia insenatura a ridosso dei pennelli che coinvolge la parte destra dello stabilimento, con perdita di diverse decine di metri di arenile in concessione. Lo stato di grave deterioramento dei pennelli non garantisce più la continuità tra i vari pali, con conseguente ridotta capacità di arresto dell’energia scaricata dal moto ondoso e di trattenuta di sabbia.
I problemi erosivi sono aggravati dall’ampliamento e avanzamento delle bocche di porto di Porto Garibaldi, prossime a un ulteriore ampliamento per la costruzione dell’idrovia. Queste hanno progressivamente fermato l’apporto di sedimenti provenienti dalla foce del Reno, fenomeno che negli anni ha permesso l’estensione dell’arenile a Lido degli Estensi. L’ipotesi avanzata di utilizzare per il ripascimento i sedimenti che vanno a colmare i canali di accesso alla Sacca di Goro, è stata scartata per ragioni tecniche, come anche non idoneo è stato ritenuto il posizionamento di scogliere. Durante questo sopralluogo si era quindi deciso che gli interventi sul breve periodo sarebbero consistiti nel manutenere costantemente le dune artificiali lungo tutto il lido, rinforzandole con interventi mirati, nei punti più esposti e critici, per un budget stanziato di due milioni di euro. È allo studio anche un programma di manutenzione dei pennelli frangiflutti, con ulteriori rinforzi. Attualmente il centro abitato non è a rischio ingressioni, ipotizzando gli ordinari eventi atmosferici avversi. Nel lungo periodo però il problema delle ingressioni è destinato a ripresentarsi in quanto il fenomeno erosivo andrà ad accorciare il litorale, intaccando inesorabilmente tutti gli stabilimenti balneari del lido, iniziando proprio dalla zona sud. Si renderà necessario quindi alzare il piano di arenile, fino ad almeno un metro e mezzo od oltre, per contrastare l’abbassamento del livello del suolo rispetto al medio-mare. Questa situazione non rientra ancora nel Piano Urbanistico Generale del Comune di Comacchio (in fase di stesura), ma è auspicabile che la Protezione Civile per la sicurezza del centro abitato e dell’entroterra ricordi che gli argini a difesa del territorio sono costituiti dalla duna provinciale e dall’argine Acciaioli che sono punti sensibili di programmazione strategica e che hanno priorità sul resto. Anche il PUG è stato bloccato dall’attuale amministrazione almeno finché non si discuterà come programmare, tra le altre cose, la gestione dell’arretramento degli stabilimenti del Lido di Volano. Tutto questo con l’incertezza che lascia la Direttiva Bolkestein, ormai in attuazione.


“Nel frattempo” afferma Veronesi: “ Le autorità preposte hanno iniziato a movimentare sabbia, tentando di arginare il problema, ma si tratta solo di una soluzione d’emergenza non utile e strutturale alla risoluzione del problema. Va da sé che l’attività dello scirocco e l’andamento del mare stesso, rendono questi ripascimenti, inutili.”

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