Veneto

Le suore vittime della Bolkestein, addio al lido della solidarietà

Scaduta a Chioggia una concessione dove si organizzavano attività sociali per bambini. Un'azienda ha fatto domanda per ottenere l'area a scopo di lucro, e l'ordine religioso che attualmente la gestisce non sarebbe in grado di competere.

L’applicazione della direttiva Bolkestein non riguarda solo gli imprenditori balneari che rischiano di perdere le loro attività commerciali, ma anche alcune organizzazioni di volontariato che si occupavano di solidarietà sulla spiaggia. È il caso di una concessione demaniale a Chioggia, in Veneto, che era gestita da una comunità religiosa e che dal prossimo anno passerà di mano per trasformarsi in uno stabilimento a scopo di lucro.

La notizia, riportata dal quotidiano locale Il Gazzettino, riguarda la concessione attualmente in capo alle Serve di Maria Addolorata, un ordine religioso fondato a Chioggia nel 1873 da padre Emilio Venturini. Tra le attività delle suore c’è la gestione dell’Oasi Amhaoro, un’area demaniale di oltre 3500 metri quadrati, dove insieme ad alcune associazioni e gruppi di volontariato, venivano organizzate numerose attività con bambini e ragazzi a sfondo sociale e solidaristico. Tuttavia anche questa concessione, come in tutto il resto d’Italia, è scaduta il 31 dicembre 2023 per effetto della legge 118/2022 del governo Draghi.

Secondo quanto riporta Il Gazzettino, le suore non si sono avvalse della possibilità data dalla legge regionale 33, che avrebbe loro permesso di ottenere una nuova concessione passando attraverso un’evidenza pubblica. E così lo scorso 19 aprile è arrivata al Comune di Chioggia la domanda di un’altra società locale, che ha chiesto di poter gestire quel tratto di costa. Si tratta della Società Padana R.E. srl, che ha presentato un progetto di realizzazione di impianti sportivi e ricreativi. L’istanza è stata pubblicata il 14 maggio sull’albo pretorio comunale, aprendo così i termini per la presentazione di altre istanze concorrenti: se dovessero arrivare altre domande, l’amministrazione comunale avvierà una procedura comparativa per decidere il vincitore dell’area. «È abbastanza scontato che le suore non abbiano la possibilità di presentare un progetto concorrente adeguato ed è quindi presumibile che perderanno la concessione», scrive Il Gazzettino.

Il fatto ha ricevuto la condanna bipartisan da parte dei consiglieri regionali Jonatan Montanariello (Pd) e Marco Dolfin (Lega), che hanno diramato una nota congiunta: «Queste sono le cose che a noi non piacciono della Bolkstein. E ricordiamo che stiamo ancora aspettando le soluzioni da parte del governo. Non si può scaricare tutto sui Comuni. Proprio per questo si dovrebbe escludere dall’obbligo delle gare chi gestisce aree con alcuni tipi di finalità, diverse dalle logiche di mercato. Motivo per cui chiederemo alla Regione Veneto di prevedere elementi protezionistici per chi ha una finalità sociale».

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