Federbalneari

“Le proroghe tecniche sulle concessioni balneari sono illegittime”

Maurelli (Federbalneari) fa chiarezza sul rapporto fra la scadenza dei titoli al 2033 e la validità dei permessi fino al 2021

In questi giorni sulle concessioni balneari stiamo assistendo a un dibattito assurdo e schizofrenico, che impone alle istituzioni di fare chiarezza senza introdurre ulteriori elementi di contraddizione che minano ancor più la certezza del diritto. Siamo di fronte a una norma vigente che stabilisce in modo chiaro quale sia l’oggetto della volontà dello Stato in merito alle concessioni demaniali con scadenza al 31 dicembre 2020, nel pieno esercizio del proprio potere di individuare l’interesse pubblico prevalente e nell’identificazione di quest’ultimo nel superamento della crisi economica quale priorità riconosciuta nell’attuale situazione di pandemia.

L’articolo 182, secondo comma della legge 77/2020 è particolarmente chiaro:

  1. la norma dispone il mutamento del termine finale della concessione tranne che per i casi in cui il rapporto si sia interrotto per revoca o decadenza e lascia all’amministrazione comunale solo il compito di provvedere a verificare presupposti e requisiti assumendo un atto meramente ricognitorio, la cui assenza fa venir meno la certificazione dell’avvenuta proroga ma non l’effetto determinato dalla norma stessa;
  2. se ciò non bastasse, si prevede esplicitamente che il concessionario prosegua la sua attività a fronte del pagamento del canone;
  3. se ciò ancora non fosse sufficiente, a chiarire il quadro giuridico si dispone il divieto di procedure a evidenza pubblica per l’assegnazione dei relativi titoli, con ciò identificando l’interesse pubblico previsto quale criterio di assegnazione nell’art. 37 del Codice della navigazione nella priorità della prosecuzione del rapporto tra il bene demaniale e l’attuale titolare della concessione.

Ci pare onestamente che non ci sia molto spazio per gli equivoci, ma a quanto pare ne circola qualcuno. Non si può infatti accettare che davanti a queste garanzie ci sia chi riesce a trasformare un termine stabilito (e prorogato con la legge 159/2020) solo in relazione alla validità di permessi e titoli edilizi che niente ha a che fare con la durata delle concessioni stabilita senza possibilità di dubbi dall’articolo 182, secondo comma della legge 77/2020.

In questo quadro, l’unica cosa che può essere oggetto di nuova previsione legislativa non è certamente una “proroga tecnica” – che del resto risulterebbe totalmente avulsa dai tradizionali istituti giuridici del settore – ma eventualmente l’obbligo per l’amministrazione comunale e regionale di quantificare il canone previsto per ciascuna concessione, determinando la condizione per la prosecuzione del rapporto concessorio, come previsto dalla norma statale e anche in assenza della certificazione del Comune. Non possono infatti ritenersi ammissibili le estemporanee interpretazioni di chi non ha il coraggio e la responsabilità di applicare una legge dello Stato e si arroga il diritto di dettare indirizzi individuando mediazioni che non rispettano il tenore della legge e creano confusione in una situazione già abbastanza dibattuta.

Tutto questo affannarsi senza un reale approfondimento giuridico rischia di compromettere un lavoro serio che ora vede davanti a sé il bivio di una riforma del sistema altrettanto chiara e caratterizzata dal coraggio di scendere sul terreno della competitività, ma senza abdicare alla sovranità nazionale e con essa al diritto di determinare i principi che governano il comparto del turismo balneare italiano e in particolare di individuare un punto di caduta nel rispetto delle libertà economiche di matrice europea, ma fuori dalla direttiva Bolkestein.

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Marco Maurelli

Marco Maurelli

Presidente nazionale Federbalneari Italia dal 2020. In precedenza direttore nazionale Federbalneari Italia e presidente Federbalneari Lazio.
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    gianni baz says:

    Buongiorno,
    grazie e condivido, tuttavia cosa si può fare praticamente se per la procura di Genova la 145 e seguenti 77 non vanno applicate e sono contrarie alle normative UE ?
    Non è facile trovare risposta soprattutto a Genova prima che la bomba sta esplodendo…

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    Marco ma cosa c’è di illegittimo?!!!! Solo la Procura è illegittima. C’è una legge dello Stato da applicare e va fatto da tutti, o qualcuno in questo paese ha la facoltà di fregarmene delle leggi? L’Europa si è fatta viva a due anni di distanza dalla pubblicazione della legge 145/2018 soltanto perché qualcuno molto interessato e con forte peso sulle istituzioni ha fatto pressione, altrimenti all’Europa era stato chiaramente spiegato il varo della L. 145/2018. Ora, come in altre occasioni negli anni passati, si da così tanto peso ad una messa in mora da parte dell’UE contro i balneari quando in Italia abbiamo accese mediamente 85 infrazioni di cui nessuno parla mai! Taciamo e applichiamo la legge!!!

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    Nikolaus Suck says:

    “Oggetto di nuova previsione legislativa” può essere tutto e qualsiasi cosa, la legge è per definizione libera e sovrana.
    Incontra l’unico limite della Costituzione. Questa a sua volta contiene e determina un vincolo esterno di conformazione all’ordinamento europeo.
    Se l’Europa, unica competente a interpretare i propri atti, dice che la concessione demaniale rientra nella Bolkestein e che la legge 145/2008 è contraria alle regole eurounitarie, è così e basta e l’Italia salvo riuscire a dimostrare il contrario (e la veco difficile anche se ci sto studiando su) si deve conformare. L’incertezza del diritto la creano interpretazioni strumentali e distorte di operatori e finanche alcuni Giudici.
    È vero che solo la legge può e deve risolvere la questione. Ma non può farlo andando contro l’Europa. E avere reiterato con il 77/2020 una norma che questa aveva e ha dichiarato già in contrasto può solo portare a un’altra procedura di infrazione per direttissima e senza nemmeno passare per la messa in mora. E quella la paghiamo tutti.

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      l’art. 182 è molto più “intelligente” perché ha inserito l’emergenza covid, quindi il carattere “eccezionale” e “derogatorio” dando alla norma il carattere di extra ordinem che, di regola, supera ogni altra disposizione…riflettiamoci un pó…

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    Ma non si è chiesto come mai se fosse stato tutto legittimo a quest’ora ci sarebbe tutto questo caos ? Siamo seri , lo sa meglio di me che non è così . Le proroghe sono sempre state illegittime , è inutile che elenca le leggi perché potrei replicare con le molteplici sentenze che dicono che sono illegittime , non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire , la giustizia farà il suo dovere , si intravede già l’ascesa di un governo tecnico , qualcuno che faccia le cose che la politica non farebbe mai pur volendo, poi si vedrà

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    Alessandro says:

    Le proroghe automatiche sono illegittime punto. Giurisprudenza comunitaria costituzionale e Consigli o di Stato a iosa. Il codice della navigazione non esclude le procedure ad evidenza pubblica favorendo il vecchio concessionario. È prevista la procedura ad evidenza pubblica di cui all’art 18 regolamento di esecuzione del codice navigazione. Il Consiglio di Stato sez. VI sentenza 168 del 2005 già allora indica va la strada per un’interpretazione comunitariamente orientata della disciplina del rinnovo ovvero la pubblicazione delle domande e la possibilità di domande concorrenti. In quella sentenza si faceva salvo il diritto di insistenza, cosa diversa dal rinnovo automatico, perché la preferenza per il vecchio concessionario vi sarebbe stata soltanto a parità di offerta. Ma spiega temi una cosa….ma se per ipotesi passa sse la proroga al 2033, in prossimità della futura scadenza ne verrebbe chiesta un’altra per altri 20 o 30 anni? E su quali basi giuridiche…?

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    Strano, avevo capito la legge 145 del 2018 era una proroga chiesta per ri-organizzare un settore complicato, e importante come il demanio, e non una proroga automatica, magari in questi anni si riuscirà a dimostrare che le concessioni demaniali che fanno gola a tanti sono concessioni di beni e non di servizi, ho la chiara sensazione che tanti giochino sulle parole e sul lavoro e la fatica altrui

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    Vi è un ERRORE FONDAMENTALE. Si è da subito parlato ed argomentato della Bolkstein (direttiva SERVIZI) come indirizzata a 30.000 stabilimenti balneari! La reazione del popolo, istintiva, con nulle conoscenze normative, ignoranti della differenza esistente tra demanio generale e demanio particolare ed , ancor più, per ideologia politica, ha sollevato il facile è semplicistico grido “ le spiagge sono di tutti!! Finalmente qualcuno ha fatto chiarezza! LE CONCESSIONI BALNEARI SONO CIRCA 7.000! Le altre sono: ristoranti, pizzerie, chioschi, campeggi, sale da ballo, bar, pub, club , scuole di vela…etc! Se tutto questo fosse stato detto alcuni partiti politici non avrebbero potuto cavalcare per loro interesse questa situazione. Prova ne è quello che accade ad Ostia!

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    Giusto Mirko e probabilmente a tutti questi che scrivono fanno gola le concessioni. E allora che si presentino alle nostre porte e ci facciano delle offerte allettanti e valuteremo. D’altronde alla maggior parte di noi lo Stato ha concesso un bene, la sabbia sulla quale abbiamo costruito e fatto rendere le nostre aziende, non delle aziende chiavi in mano pronte da gestire. Cosa vogliono che ce ne andiamo con un calcio nel c..o lasciandogli la pappa pronta? Nemmeno morti ricordatevelo!!! E non menatela con le infrazioni europee perchè come gia detto noi italiani ne stiamo pagando in media 85. Andate ad informarvi per cosa spendono tanti soldi degli italiani.

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    Roberto a mio parere ti puoi tenere le chiavi e la struttura che puoi anche ricostruire nel tuo giardino…se perdi la concessione ripristini l’area e ti porti via la tua roba così che uno possa avviare la sua attività secondo i suoi progetti. Non si vuole certo appropriarsi dei beni altrui.

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    Esatto hai detto proprio bene hai costruito sulla sabbia , hai costruito sapendo benissimo che eri in prestito e non era terreno tuo ma dello STATO quindi di TUTTI , infatti dovevi costruire una struttura di facile rimozione propio perché la devi levare una volta scaduta la concessione ,la sabbia non era e non sarà MAI di tua proprietà , la struttura te la puoi anche portare via perché non c’è ne frega proprio niente della tua struttura vecchia . Saluti

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    C’è un equivoco per cui elgiusto fare chiarezza. L’intervento riguarda le proroghe tecniche di qualche mese ideate da alcune amministrazioni per rimanere nel guado di una solo apparente discrezionalità. La norma dispone di per sé il mutamento del termine al 2033 che le amministrazioni si limitano a certificare la nuova scadenza, dopo aver
    verificato che non sussistono motivi di cessazione della concessione a causa di provvedimenti di revoca o decadenza.

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    Molti comuni nn sanno cosa fare poiché nn sono dotati di strumenti e soprattutto di tecnici competenti e come detto in altri commenti, molti interessi personali, in Sardegna abbiamo dei tecnici incompetenti vedi il comune di Calasetta

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    Abbi pazienza Tore ma il sequestro dello stabilimento a Calasetta è il minimo visto come stava deturpando l’ambiente ed è la dimostrazione che senza bandi certi i concessionari considerazione il bene comune come fosse una proprietà personale. Ostia è ovviamente l’altro ottimo esempio non certo causato dalla mafia o dal comune ma dall’ingordigia di quei concessionari e prima di parlare male del bando provate a leggere i criteri come il ripristino dell’accessibilità, 30 punti con deposito per pagare i lavori nel caso che l’aggiudicatario non li faccia 👏👏👏

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