Cna Balneari Lazio

”Le gare per le spiagge si possono evitare: un Comune lo dimostra”

L'amministrazione di Fondi elabora un PUA e mette nero su bianco che oltre la metà dei litorali è ancora concedibile, prima di espropriare le spiagge già occupate.

Il Comune di Fondi si schiera contro le evidenze pubbliche degli stabilimenti balneari ed elabora un importante documento che dimostra la “non scarsità” delle spiagge. Di conseguenza, con oltre il 50% dei litorali non ancora in concessione, secondo l’amministrazione comunale sarà possibile evitare le gare per le imprese già in essere.

A diffondere la notizia è la Cna Balneatori di Latina, che ha collaborato attivamente alla stesura del documento elaborato dal Comune di Fondi. Com’è noto, una delle richieste principali di Cna Balneatori a livello nazionale è di verificare, attraverso l’Agenzia del demanio, se in Italia esiste una scarsità delle spiagge tale da giustificare la messa a gara delle concessioni già esistenti. Infatti, secondo l’articolo 12 della direttiva europea Bolkestein che ha aperto allo scenario delle evidenze pubbliche delle concessioni balneari, le procedure comparative vanno avviate solo “qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali“.

«A dimostrare, per primo, che nel nostro Paese non c’è scarsità di risorsa è il Comune di Fondi», spiega un comunicato di Cna Balneatori. «Proprio l’amministrazione fondana, grazie alla collaborazione con i rappresentanti della Cna locali, è giunta in accordo con il coordinamento provinciale all’introduzione, all’interno del dispositivo al PUA cittadino, di un semplice passaggio che racchiude in sè un grande significato tecnico per tutta la categoria».

Nello specifico, nel documento viene citato proprio l’articolo 12 della direttiva Bolkestein, ed è proprio qui che l’associazione di categoria è intervenuta, andando a fotografare lo stato attuale dei metri lineari di costa bassa concessionata nel comune in questione e attestando la presenza di una cospicua porzione di litorale ancora concessionabile, «attualmente superiore di gran lunga al limite del 50% imposto ulteriormente dal regolamento regionale n. 19 del 12/08/2016», afferma la Cna. 

Molto soddisfatto per il risultato è il presidente provinciale di Cna Balneatori Giovanfilippo Di Russo, che commenta: «La concertazione tra i dirigenti Cna di Fondi e l’amministrazione comunale ha permesso di esplicare con chiarezza la volontà di salvaguardare le aziende cittadine, escludendo in maniera chiara la possibilità di applicazione dell’articolo 12 della Bolkestein».

«Il prossimo step – aggiunge Di Russo – è quello di stimolare le altre amministrazioni comunali rivierasche, affinché si introduca in tutti i PUA locali lo stesso forte concetto, che potrebbe sancire in futuro la non inerenza del comparto balneare con la direttiva Bolkestein, grazie alla presenza indiscussa della risorsa spiaggia da concedere in uso».

«Siamo certi che in provincia di Latina – conclude il presidente provinciale – in quasi tutti i comuni dove la Cna Balneatori è presente, la risorsa spiaggia è abbondante e disponibile, ed è inevitabile considerare che, in condizioni di questo tipo, decade uno dei principi cardine della direttiva servizi, che porterebbe alle aste le nostre aziende. Per questo difenderemo il nostro lavoro in tutte le sedi nazionale ed europee, e siamo già a lavoro in altri comuni per rafforzare questo concetto, sicuri di ottenere ottimi risultati. La strada è ancora lunga, ma pare che il sentiero imboccato sia quello giusto».

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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