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Lazio, più spiagge libere e via alle evidenze pubbliche: ok alla riforma

La Regione ha approvato le nuove regole che rivoluzioneranno la gestione delle coste laziali

di Alex Giuzio

Più spiagge libere e niente più rinnovo automatico delle concessioni: la Regione Lazio ha approvato nei giorni scorsi la nuova legge sulla regolamentazione del demanio marittimo che cambierà radicalmente le coste laziali. Un atto forse reso necessario anche dalle recenti inchieste sulle infiltrazioni malavitose che hanno messo le mani sul litorale di Ostia agendo in piena illegalità, con le forze dell’ordine che hanno accertato notevoli abusi edilizi portando a diverse disposizioni di abbattimento.

La nuova legge regionale sulle spiagge del Lazio dispone che le concessioni per la gestione degli arenili non siano più rinnovate automaticamente, bensì assegnate tramite gare a evidenza pubblica. Un provvedimento, questo, che si adegua alla direttiva europea detta ‘Bolkestein’ che ha portato in Italia all’abrogazione del cosiddetto 6+6 (ovvero il rinnovo automatico delle concessioni ogni sei anni), ma che dall’altra parte non ha atteso il varo dell’imminente riforma nazionale del settore balneare, per la quale i sindacati di categoria stanno trattando proprio al fine di escludere le imprese balneari dalle evidenze pubbliche o almeno di ottenere una lunga proroga.

La legge laziale prevede inoltre che almeno il 50% dei litorali sia completamente libero oppure libero con servizi (le cosiddette "spiagge libere attrezzate"). In caso di mancato rispetto della percentuale, i Comuni non potranno più rilasciare nuove concessioni e saranno tenuti a stabilire i criteri per rispettare la norma.

Un altro importante aspetto della nuova legge regionale riguarda la destagionalizzazione, per la quale sono stati istituiti nuovi incentivi e nuove regole al fine di assicurare la piena fruizione delle coste lungo tutto l’arco dell’anno e non solo per la stagione estiva.

Maggiori dettagli sulla riforma sono disponibili nel sito della Conferenza delle Regioni, cliccando qui.

Come ha commentato il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la nuova legge per la gestione delle coste laziali è «una riforma storica, attesa da 22 anni, che porta il Lazio all’avanguardia tra le regioni italiane».

Esprime soddisfazione anche Fabrizio Fumagalli, presidente del Sindacato italiano balneari del Lazio: «Con questa riforma si sono aperte le porte al futuro turistico della costa del Lazio. Ci auguriamo che da fanalino di coda del turismo balneare italiano (circa il 2% contro l’8% della vicina Toscana) sapremo rimontare questi ritardi, ma oggi esprimiamo la nostra grande soddisfazione per una norma che attendevamo da 20 anni e che ci ha visti partecipi grazie a un costante e corretto confronto con l’assessore Guido Fabiani e i suoi uffici. I Comuni hanno oggi grandi responsabilità, e ci auguriamo che sappiano rapidamente adeguare i loro Piani comunali di utilizzo degli arenili, salvaguardando e valorizzando le spiagge libere ed evitando il proliferare di tanti nuovi chioschetti. Ma il demanio dello Stato deve essere salvaguardato anche dal malaffare – prosegue Fumagalli – e a tal proposito rammentiamo che a Ostia è sulle spiagge libere che si è insediata la malavita».

Più critico è invece Maurizio Criscuolo, presidente regionale Cna Balneatori Lazio, che afferma: «Al capitolo sulle regolamentazioni si poteva lasciare una porta aperta verso il ‘doppio binario’ proposto dal governo, evitando il recepimento della direttiva Servizi che prevede le procedure di evidenza pubblica. Su questo e su altri argomenti importanti per il futuro delle aziende balneari laziali ci confronteremo a breve come Cna Balneatori in Regione».

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