Sindacati e associazioni

“La qualità delle coste italiane parte dai balneari che l’hanno creata”

Battiato (Base Balneare) commenta le parole del commissario europeo Breton sulla mappatura dei litorali

«Appare evidente come il quesito strumentale dell’eurodeputata Rosa D’Amato fosse un suggerimento per indurre una risposta in termini negativi da parte del commissario Thierry Breton». Lo afferma Paolo Battiato, vicepresidente dell’associazione Base Balneare, intervenendo sul dibattito generato dalla risposta del commissario europeo al mercato interno Breton all’interrogazione proposta dalla deputata italiana dei Verdi D’Amato sulla congruità dei criteri utilizzati per la mappatura delle coste italiane, elaborata dal tavolo tecnico costituito dai ministeri competenti e dalle principali associazioni balneari. «In primis appare logico chiedersi perché un europarlamentare italiano faccia una interrogazione di questo tipo al commissario europeo Breton. La risposta purtroppo è semplice e chiara: la lobby di chi vuole forzatamente raggiungere l’obiettivo delle aste coinvolge veramente tanta gente», sottolinea Battiato.

«Nel momento in cui il governo italiano cerca di chiarire alla Commissione europea che le nostre risorse in termini di quantità di coste balneabili non sono affatto carenti, giunge il soccorso rosso (in questo caso verde, ma va bene lo stesso) per spostare i termini da quantità a qualità!», prosegue Battiato, riferendosi al passaggio in cui Breton afferma la necessità di una “analisi qualitativa” per la mappatura. «La parola “qualità”, peraltro, non è stata mai pronunciata dalla Corte di giustizia europea», evidenzia il vicepresidente di Base Balneare.

«Ma venendo al dunque, in cosa si dovrebbe identificare la qualità?», si chiede Battiato. «L’Italia ha un profilo costiero variegato e comunque differente non solo da Regione a Regione, ma anche da Comune a Comune; infatti abbiamo spiagge con diversi tipi di sabbia, quelle con i ciottoli, le scogliere, le falesie…. e potremmo continuare ancora nelle definizioni del tipo di costa. Nella mappatura redatta in maniera estremamente attenta dal tavolo tecnico, e portata con forza e impegno dal governo italiano sui tavoli europei, l’analisi delle aree da inserire è stata sviluppata partendo non dalla quantità, ma appunto dalla qualità. Sono state esaminate le tipologie di costa nonché le aree effettivamente balneabili, e si è analizzato ciò che in molte parti d’Italia è già più che utilizzato. Infatti è opportuno sottolineare che le aree utili (qualitative) non sono semplicemente le spiagge: oggi moltissime aree di scogliera sono diventate gettonatissime dai bagnanti, sia per la bellezza dei mari sia per la capacità dei titolari di concessioni balneari di trasformare in paradisi delle aree che inizialmente potevano sembrare inaccessibili».

Conclude Battiato: «Se di qualità si deve parlare, allora è giusto farlo partendo dalla grande qualità dei balneari Italiani che hanno inventato un mestiere e sono stati capaci di recuperare a tale scopo interi tratti che la libera balneazione non avrebbe mai immaginato, perché di difficile fruizione. Vogliamo dunque penalizzare o premiare la grande capacità italica, l’imprenditorialità e la visione che i balneari siciliani, campani, pugliesi, liguri hanno avuto? È facile fare un lungo elenco di concessioni demaniali marittime che oggi permettono la fruizione di aree altrimenti sconosciute ai più, perché difficilmente raggiungibili. La mappatura effettuata dimostra questo, la grande qualità italiana nel curare e fruire delle proprie coste, la grande capacità dei balneari italiani di creare paradisi meravigliosi, la grande quantità di aree ancora libere e che garantiscono che la risorsa costa non sia scarsa».

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