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Il Veneto regolarizza le concessioni demaniali

La proposta di legge dell'assessore Finozzi in un comunicato stampa della Regione Veneto, che pubblichiamo integralmente

Il 2015 è alle porte per quanti sono interessati alla gestione di concessioni di demanio marittimo per uso turistico, che scadranno in applicazione della direttiva europea cosiddetta ‘Bolkestein’, emanata nel 2006. Fra tre anni, insomma, le concessioni di questo tipo potranno essere assegnate solo tramite gara d’appalto e per una durata prestabilita.

Il Veneto, ancora una volta, intende anticipare le mosse su questo fronte strategico e chiarire le regole del gioco, in un settore economico che sta dando risultati positivi al Paese e al Veneto. Lo farà con un disegno di legge di modifica alle norme generali sul turismo, la cui bozza è stata illustrata questa mattina dall’assessore regionale al turismo Marino Finozzi ai rappresentanti degli operatori e dei nove Comuni costieri dove insistono le 655 concessioni oggi esistenti.

Su questo fronte, l’Unione Europea ha aperto dal 2009 una procedura d’infrazione per inadempienza contro l’Italia, che non ha ancora fornito risposta, non ha emanato norme o procedure definitive per il dopo 2015, né ha dato attuazione completa al federalismo demaniale, rimasto sulla carta. Operatori e istituzioni vagano dunque nella nebbia e nell’incertezza, con negativi riflessi su eventuali investimenti migliorativi dell’offerta turistica.

Comuni e rappresentanti dei concessionari hanno condiviso i contenuti del progetto, che Finozzi si è impegnato a presentare in Giunta entro dicembre. E hanno anche condiviso il metodo del confronto preventivo, che permette di partire da un provvedimento ad un avanzato grado di perfezionamento, per di più sulla base degli esiti di un incontro avvenuto a settembre con la Commissione europea.

In sostanza, vengono previste concessioni senza investimenti, della durata di 5 anni e per le quali si procederà con procedure semplificate, e concessioni con investimenti, a procedura ordinaria, la cui durata potrà variare tra i 6 e i 30 anni a seconda dell’investimento migliorativo. Il miglioramento dell’offerta riguarderà sia l’investimento diretto sull’area in concessione, sia la quota di concorso del concessionario alla spesa per il miglioramento e la valorizzazione del turismo, dei servizi ai turisti, la conservazione e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, effettuati dalla Regione o dal Comune.

Nessun rinnovo automatico, come vuole l’Unione Europea, mentre viene confermato il diritto di indennizzo per il concessionario uscente e viene chiarita la durata delle concessioni. I dettagli attuativi, rispetto alle singole problematiche turistiche del territorio verranno regolati dai Comuni sulla base dei criteri generali indicati dalla futura legge.

“Il Veneto era stata la prima regione ad emanare norme in materia, in parte cassate dalla Corte Costituzionale – ha sottolineato Finozzi – e riprende in mano l’iniziativa in un comparto, quello delle spiagge, dove, a due anni dalla notifica della procedura di infrazione, non c’è ancora risposta da parte dello Stato. Non possiamo attendere, dobbiamo agire per rispetto del nostro sistema turistico e per dare chiarezza agli investitori su ciò che accadrà dopo 2015, in un Veneto che è la prima regione d’Italia nell’economia dell’ospitalità. Siamo certi che questa iniziativa ci permetterà di migliorare ancora di più la nostra offerta turistica”.

Fonte: comunicato stampa Regione Veneto

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