Itb Italia

I balneari possono salvarsi solo se le associazioni lotteranno unite

“Simul stabunt vel simul cadent”, che significa “o staranno insieme o cadranno insieme”, è un antico detto latino che si può benissimo applicare oggi al destino dei balneari italiani, situati davanti a un drammatico bivio: o lottano insieme o inesorabilmente tutte le concessioni balneari andranno a gara nel 2023, come da recente imposizione del Consiglio di Stato. È dunque importante, anzi è vitale per il destino delle nostre imprese che tutte le associazioni balneari collaborino nella difesa dei giusti diritti acquisiti, superando antiche e stupide rivalità e trovando un’intesa sulle iniziative da mettere in campo in difesa del nostro lavoro. Itb Italia, Assobalneari-Confindustria, Federbalneari, Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari, Oasi Italia e Confartigianato Imprese Balneari dovranno trovare un modo unitario di collaborare per portare avanti le nostre rivendicazioni e non trovarsi da un giorno all’altro nel 2023, con le concessioni messe in gara d’appalto, e quindi praticamente scippate e magari concesse su un piatto d’argento ad altri.

Dobbiamo prepararci ad affrontare questa difficilissima situazione e la prima cosa da fare è organizzare con i vertici delle varie associazioni di categoria un incontro per definire le strategie di difesa dei nostri diritti, perché noi il nostro dovere lo abbiamo sempre fatto, e siamo pronti a scendere in piazza in tanti, con i nostri lavoratori e le nostre famiglie. Dobbiamo farlo tutti insieme, perché se saremo uniti supereremo questo difficile momento, altrimenti sarà la fine di un mondo di relazioni umane e di attenzione ai bisogni dei nostri ospiti in favore di impersonali e gigantesche imprese multinazionali (quando anrà bene, altrimenti sarà la malavita ad allungare le mani anche qui).

È importante ricordarci tutti che il made in Italy va salvaguardato, come dicono sempre politici, esperti e illustri personaggi che si susseguono al potere e al governo del nostro paese: a queste persone vanno ricordate le leggi fatte fino a ieri e cancellate oggi. È emblematico il caso dell’articolo 37 del Codice della navigazione e dell’articolo 10 della legge 88/2001, abrogati per finire con la decisone di andare alle aste nel 2033… diventato all’improvviso il 2023. Tutto ciò non è serio, anzi sembra quasi il gioco dei bambini “scherzetto o dolcetto”, salvo il fatto che qui di dolcetti non se ne vede l’ombra.

Le amministrazioni locali nel tempo hanno predisposto strumenti urbanistici e piani regolatori della spiaggia, e noi balneari siamo sempre stati pronti ad adeguarci per dare nuovi servizi, attrezzare nuove strutture e rendere le spiagge sempre più accoglienti. Per esempio, con la legge 104/1992 abbiamo adeguato bagni, cabine, scivoli e accessibilità in tutte le nostre concessioni, consci del fatto che se non avessimo operato così avremmo messo a rischio le nostre licenze. Ebbene, oggi non voglio – e come me la pensano dozzine di migliaia di operatori turistico balneari – sentirmi dire che era solo uno scherzo, che era tutto finto e che tutti questi sforzi e impegni economici erano destinati a finire nel nulla. Itb Italia, con le altre associazioni di categoria, vuole vincere questa battaglia per la sopravvivenza. Noi balneari sappiamo cosa significa avere l’acqua alla gola, e non per niente siamo abituati a lavorare in acque tempestose e a salvare persone che stanno per annegare.

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Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
  1. Cosimo Altamura says:

    Concordo in pieno. Aggiungerei di considerare , se necessario, la possibilità di …..”scioperare” quando e se sarà opportuno. Mi riferisco ad una azione nazionale, naturalmente.

  2. se siete in questa situazione è colpa di quella parte della politica che vi ha appoggiato con la proroga nel 2018 senza prima approvare un riforma del settore demaniale che recepiva la direttiva europea e nel contempo, ove era possibile, tutelare i titolari della concessione in scadenza (ad esempio una norma che prevedesse un diritto di prelazione, a parità di condizioni di offerte, a favore del vecchio titolare della concessione). La verità che vi faceva comodo rimanere in questa situazione per non perdere i vostri privilegi (rinnovi automatici, ecc…). Infine On.Tremonti provo ad aumentare i canoni demaniali e gli siete saltati addosso.

    • Massimo Guerra says:

      Ti faccio una domanda tu che lavoro fai? Ti piacerebbe se tutti iniziassero a dire che tutti i dipendenti con posto garantito dopo sei anni vanno a casa lasciando il posto ad altri per aumentare la produttività, e tu ti eri organizzato la tua vita con mutuo macchina famiglia da mantenere, cosa faresti dimmi……..

  3. Ancora oggi sono costretto a leggere ed ascoltare chi , senza alcun contraddittorio, vuoi per ignoranza o per ipocrisia continua a mettere in relazione l’importo dei canoni, stabilito dallo stato, con il fatturato del comparto balneare senza tener conto delle reali entrate per lo stato con IVA, Irpef, contributi Imu ecc. In questo senso mi preoccupa il silenzio dei rappresentanti di categoria che come avete giustamente sottilineato si perde in mille rivoli e sigle seguendo ognuno la propria strada che ci ha portato a questo risultato.

  4. Vorrei fare umilmente notare a chi caldeggiava le aste per dare nuova vita ad ipotetici investimenti di eventuali nuovi gestori che la sentenza del Consiglio di stato ha per il momento ottenuto l’effetto contrario, ovvero il blocco di tutti gli investimenti reali che i balneari avevano messo in atto. La logica conseguenza sarà la crisi di tutto il settore industriale legato al turismo balneare che dopo la batosta del 2020 dovrà sopportare altri 2 anni di incertezze.

    • 5 anni poveri..in versilia un amico commercialista che aveva a mano una decina di bagni mi disse che sec lui a veder i fatturati il bagno era il peggior investimento sulla faccia della terra…poi conosci quei proprietari e hanno tutti 4 5 case, soldi a palate…state buoni che in un paese serio il 99% dei balnearie

      batosta? ma se i bagni nel 2020 2021 hanno fatto i soldi a vagonate…

  5. Che, questo articolo del Presidente Ricci, diventi la Stella polare di tutti i balneari, senza se e senza ma! Ciò che sta succedendo è qualcosa di molto più grave della mancanza di serietà.

  6. Ma di che parlate se non sapete un cavolo io nella mia concessione avuta dopo 4 anni di lotta ho un contratto di rinnovo ogni sei anni e ho investito a parte i soldi 15 anni di lavoro ora levandomi il mio lavoro ho mi mantenete questi che sparate cazzate così tanto per o mi pagate 15 anni della mia vita messa a disposizione per l accoglienza dei turisti italiani ed esteri perché nello stesso contratto concessione firmato ho degli obblighi uno di questi è garantire il turismo bla bla bla bla e bonuuuu non rompete le pal…..

  7. Francesco Schiano Lo Moriello says:

    Ma ditemi, cosa potrò fare mai a 65 anni se non il balneare? visto che metto ombrelloni da quando avevo 8 anni?

    • Vai in ……pensione visto che sei da 57 ANNI CHE HAI IN MANO UNA CA—O DI CONCESSIONE , ma almeno statti zitto no ?
      Per carità

    • In genere a 65 anni si va in pensione e ci si gode i soldi giustamente guadagnati. Poi si lascia il posto ai giovani che devono lavorare; a questo servono le aste. Anzi, uno dei criteri premianti dovrebbe essere l’età oltre al progetto imprenditoriale. Se no i giovani in Italia non lavorerebbero mai.

  8. io ad esempio ho un nuovo progetto che dovevo realizzare, ho dovuto sospendere tutto prima di andare ad impalagarmi con banche e fornitori, voglio dire nel mio piccolo almeno 90.000,00 € che non metto in circolo, tanto c’è il reddito di cittadinanza per i più propensi a svolgere attività lavorative, i 4 amici del bar…..oppure arriveranno gli investitori tra due anni……….ah l’Italia che bel paese….

  9. “ Ehi antilobby , libertà di espressione per carità, ma almeno cerca di conoscere gli argomenti di cui parli : i balneari sono concessionari di beni o meglio di un bene che è dello stato e non concessionari di servizi quindi la bolkestain non è applicabile, ciò è alla base di tutto , questo è il nocciolo della questione che tutti fate finta di non capire , apri gli occhi si vogliono vendere l’Italia

    • Nikolaus Suck says:

      Cerca tu di conoscere gli argomenti di cui parli. Il tuo “nocciolo della questione” è stato affrontato e superato da tempi, oltre alla giurisprudenza nazionale ed europea guardati la delibera ANAC n. 556/2019 sulle concessioni serventi.

  10. Ahahhaha adoro vedere voi pagliacci disperarvi, è ora di restituire il mare agli italiani, se tutte le spiagge tornassero libere di sicuro avremmo anche più turisti visto che a nessuno piace pagare (meglio dire rapinare) 50€ al giorno per le vostre stupide spiagge private

    • Conosco un tuo omonimo no vax no greenpass no Europa no draghi (che per lui è un complotto della finanza mondiale), ruba lo stipendio a un datore di lavoro lassista, arrotonda coltivando e vendendo da tanti anni erba, e sui balneari esprime lo stesso palese godimento che non ti vergogni di esternare tu. È il minimo dire che davvero ti fa poco onore esprimerti così.

    • Spiagge libere per tutti! Basta privatizzazioni sulla pelle dei contribuenti.
      Il mare è di tutti e le coste pure. Cosa ha guadagnato il popolo dall’arricchimento dei concessionari? Un esproprio sistematico e la deturpazione di troppe spiagge e coste con colate di cemento! Solo in Italia poteva succedere delle mafiosita’ del genere. Un vero scandalo.

  11. Avv. Lucano says:

    La vergognosa sentenza del consiglio di Stato , fredda e portatrice di interessi europei riguardanti il pnrr ha praticamente paralizzato l’indotto in pochi giorni. Ora io mi chiedo come faranno a reggere questo manicomio altri 3 o 4 anni tra ricorsi , incertezze e manifestazioni che si susseguiranno a breve speriamo nel solco della civiltà e nn della rabbia . C’era la necessità assoluta di stravolgere un settore? Non c’erano altre soluzioni? La colpa è di tutti , ma come sempre ci rimetteranno famiglie , piccole imprese e lavoratori. Tanti danni già in pochi giorni.

  12. mario scara says:

    io proporrei a tutti i concessionari di chiudere, vorreivedere tutte quelle persone che oggi sparlano sui concessionari buttando fango, quando poi queste strutture finiranno in mano alla delinquenza, perche loro si che hanno i soldi, poi come adesso che rimpiangiamo la vecchia politica, noi Italioti siamo un popolo che deve scomparire per poi rinascere.

  13. Caro avv. Lucano, forse una responsabilità in questo casino giuridico, l’hanno avuto anche gli avvocati, i quali hanno “illuso” i balneari ingenerando in loro aspettative, nonostante il quadro giurisprudenziale indicava il percorso da seguire, già da diversi anni. Molti dovrebbero risarcire il danno che si è contribuito da cagionare, a tutti quelli che hanno continuato ad investire i propri sacrifici in iniziative che potranno avere effetti drammatici. Il balneare è uno che vuole lavorare, chi ha il dovere deve supportarli, ma deve farlo nel rispetto delle leggi. E se le leggi sono da modificare che vengano modificate da chi ha titolo di farlo.

  14. Almeno, dico almeno per non dire “condicio sine qua no” è fondamentale il diritto di prelazione.
    Se non come titolari o come gestori, che almeno chi ha esercitato questa professione per X anni possa continuare a farlo dignitosamente in termini di lavoro e guadagno.
    Inoltre c’è da risolvere il problema “imposte” che lo Stato preleva.

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