Emilia-Romagna

I balneari di Cervia puntano sul consorzio per affrontare le gare delle concessioni

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033, la Cooperativa bagnini riesuma il suo "piano B"

La Cooperativa bagnini di Cervia ripropone l’idea del mega-consorzio per partecipare collettivamente alle future evidenze pubbliche delle concessioni balneari. Presentato al pubblico nel 2017 – erano i tempi in cui il parlamento discuteva il disegno di legge “Arlotti-Pizzolante” che voleva introdurre la riassegnazione delle spiagge tramite gara – il progetto era stato accantonato dopo l’estensione delle concessioni al 2033 istituita dalla legge 145/2018, ma in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato tale proroga e imposto le gare entro due anni, la Cooperativa ha riesumato il suo “piano B“. E così ieri pomeriggio, nel corso di una partecipata assemblea all’Hotel Dante, i duecento balneari cervesi sono tornati a discutere sulla loro strategia di allearsi tra loro e con le altre realtà imprenditoriali della città (dagli alberghi ai ristoranti ai negozi) in modo da creare un unico soggetto economico con la forza necessaria per competere alle future evidenze pubbliche.

«Se siamo arrivati a questa drammatica situazione, anche noi balneari abbiamo alcune colpe», ha esordito Danilo Piraccini, delegato alla Bolkestein della Cooperativa bagnini di Cervia. «La categoria si è isolata anziché creare relazioni con gli altri soggetti del comparto turistico; di conseguenza si è generata una percezione distorta sul nostro lavoro, come è emerso dalle recenti campagne mediatiche. Per questo occorre aprire una nuova fase di alleanza con le altre forze economiche della città: il turismo balneare infatti si basa sulla spiaggia ma alimenta anche ristoranti, hotel, tabaccai e barbieri, perciò tutte le attività hanno interesse a mantenere l’attuale modello».

«Per gli eventuali imprenditori esterni interessati a ottenere una spiaggia in concessione, le evidenze pubbliche richiederanno grandi investimenti – ha proseguito Piraccini – e ciò comporterebbe un inevitabile aumento dei prezzi, con ripercussioni su tutta la filiera: dai fornitori italiani che subiranno il blocco degli investimenti agli hotel che non potranno più includere la spiaggia nella loro offerta. Anche per questo è importante che noi attuali concessionari possiamo continuare a svolgere il lavoro che abbiamo sempre fatto bene e con le competenze e le attrezzature già a nistra disposizione; ma dobbiamo fare i conti con la realtà e accettare che dovremo passare dalle evidenze pubbliche. Se non iniziamo a prepararci sin da ora, lasceremo spazio ai competitor esterni per approfittare della nostra debolezza; se invece sapremo reagire con intelligenza e allearci tra noi, saremo più forti per garantirci il nostro futuro».

All’assemblea è intervenuto anche l’assessore regionale al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini, che ha fatto il punto della situazione sulla riforma delle concessioni: «Occorre risolvere la questione una volta per tutte, restando nel perimetro del diritto europeo, al fine di dare ai balneari la possibilità di continuare a svolgere serenamente il proprio lavoro, lavorando in particolare su elementi di garanzia come il riconoscimento del valore aziendale e dell’esperienza professionale. Buona parte delle forze politiche di maggioranza oggi è allineata sull’impianto da suggerire al governo per il riordino delle concessioni, per cui confido che sia terminata la fase in cui si è solo rinviato il problema a suon di proroghe, senza risolverlo. Il ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato, annunciato da alcune associazioni di categoria, è legittimo e comprensibile, ma nel frattempo bisognerà lavorare a una soluzione sul piano politico».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. rocco jerino says:

    e vai!!!!!! si inizia, dico a voi proclamatori delle aste ed europeisti incalliti, ecco un’esempio di cosa succederà ancor di più sarà difficile aprire un’attività propria e basata sul singolo che sceglie come intraprendere e gestire la sua attività. Qui si parla di soldoni, cari ragazzi!!!!! qui si parla che come succederà a Cervia succederà in altre spiagge, qui si parla che ci sarà proprio un monopolio e forse anche un monopolio di società estere, qui si parla che le concessioni non saranno durature e per questo chi arriva prima aprirà il mercato e parteciperà alle future aste escludendo i pochi. Non vi piace il poter comprare un’attività avviata pagare il giusto e poterla rivendere. bene acchiappatevi questo……

  2. Rimbambito Giovanni ci sarai tu, consorzio significa che un gruppo di imprese si consorziano per raggiungere un’ obbiettivo. Conseguentemente ognuno partecipa per la propria concessione che andrà inserita nel consorzio.

    • Rocco questa possibilità c’era anche prima con le ATS, associazione temporanee d’impresa, che vengono istituite per partecipare anche ai bandi per cui in termini di concorrenza non cambia nulla con il consorzio o meno.

  3. peluso antimo says:

    Lo stato ci ha abbandonato non ci ha protetto i nostri politici si sono lavato le mani dando la patata bollente al Consiglio di Stato bisogna organizzare una marcia su Roma una sotto palazzo Spada e far capire i sacrifici dei balneari e di tutta la comunità basta blablabla bisogna agire

  4. Roberto 🛶 says:

    I balneari di Cervia, Milano Marittima e altri lidi creano un consorzio, dove in pratica si associano tutti gli stabilimenti balneari e partecipano all asta uniti e con un solo progetto . L unione fra imprenditori fa la forza Di contro chi vuole partecipare all evidenza pubblica poi deve fare un progetto e acquistare 200 stabilimenti balneari.

    • Speriamo, anche se fare un piano senza avere ancora le nuove regole in mano (che tra l’altro potrebbero essere modificate ancora più volte dai nuovi governi) non è proprio un modello per organizzare il lavoro e gli investimenti.

    • Nikolaus Suck says:

      Manco per sogno. Le offerte partono dai, e si devono conformare ai, bandi di gara. Se non è l’amministrazione a mettere a bando 200 stabilimenti (e non lo farà mai per mille ragioni che non ti sto a spiegare), nessuno potrà fare un’offerta per acquistarli. Smettetela di sognare e siate realisti.

  5. Se e’ regolare non so…..forse potrebbe intervenire l’Antitrust.Chiedo agli Avvocati,potrei aver detto una stupidaggine.

    • Nikolaus Suck says:

      Nono è giusto. Si chiama intesa restrittiva della concorrenza, è vietata dall’art. 2 della legge n. 287/1990 nonché nulla e sanzionabile. Ma a loro e ai loro eccellenti consulenti e legali piace complicarsi la vita.

      • Gerardo+spira says:

        Ma scusate, chi ha diffuso le modalità di gara? Chi ha detto che ai bandi saranno ammessi consorzi per accaparramento monopolistico? Stiamo parlando di concessioni. Il Parlamento ha diversi modi di pensare alle concessioni per favorire il lavoro ai giovani…

  6. Roberto 🛶 says:

    Gli impianti di risalita sono gestiti da anni attraverso consorzi. Per quanto riguarda l amministrazione ,e ovvio che un progetto unitario fatto bene , garantito da tanti imprenditori e tante forze coinvolte rappresenta una opportunità . Le amministrazioni magari si fidano di questi balneari considerato che le poche evidenze pubbliche che sono state fatte, si sono dovute rifare perché poi chi aveva vinto aveva idee che erano in dissonanza con l amministrazione.

    • Nikolaus Suck says:

      Negli impianti di risalita i consorzi sono utili e necessari perché i comprensori sciistici a servire e coprire abbracciano territori molto vasti che appartengono a più comuni, in alcuni casi anche regioni. Non è il caso delle spiagge.

    • Secondo me sarà tutto in mano ai comuni che dovranno bandire le gare ! Sarà il metodo e la premialità dell’ offerta non solo economica che farà la differenza ! Dunque nel rispetto della Bolkestain i comuni dovranno fare bandi europei con attenzioni alle imprese uscenti ! Gli avvocati del settore dovranno studiare e dare il loro contributo! Solo alla morte non c e rimedio !

    • Gerardo+spira says:

      Le garanzie pubbliche si attuano con la partecipazione dello Stato. Sistema pubblico privato. In tal modo si garantiscono accessi ai cittadini, unici proprietari, e si controllano i conti.

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