Attualità

I balneari del “no alle aste” tornano in piazza a protestare

Convocata per lunedì una seconda manifestazione autonoma in concomitanza in varie piazze italiane

I balneari che chiedono l’esclusione delle spiagge dalle gare pubbliche tornano a protestare nelle piazze di tutte le regioni italiane. Presenti anche alla grande manifestazione di giovedì scorso a Roma, organizzata dalle associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti per chiedere miglioramenti alla riforma delle concessioni in discussione in questi giorni al Senato, i balneari del “no alle aste” hanno organizzato una seconda iniziativa autonoma in programma lunedì alle 10.30 in tutte le Regioni costiere italiane. Dal momento che giovedì scorso, infatti, la richiesta prevalente dei cinquemila imprenditori portati in piazza da Sib e Fiba era il riconoscimento dell’intero valore aziendale in caso di passaggio della concessione, la corretta applicazione della direttiva Bolkestein, il legittimo affidamento e un’adeguata disciplina transitoria, il fronte del “no alle aste” ha deciso di imbastire un’altra manifestazione al fine di ribadire le proprie richieste più radicali di escludere del tutto le spiagge dalla riassegnazione tramite gare pubbliche.

«Ci saranno delle azioni congiunte dalle varie regioni italiane nelle piazze simbolo di ogni regione: Liguria, Toscana, Marche, Sardegna, Basilicata e Calabria sono tra le prime a scendere in piazza per ribadire il nostro no convinto alle evidenze pubbliche e lo stralcio al disegno di legge che è irricevibile», spiega Vicky Ratto, presidente dell’associazione Italia Balneare che è tra le promotrici dell’evento. La Sardegna manifesterà a Cagliari davanti al Palazzo Regione, la Calabria sarà a Catanzaro presso la Cittadella Jole Santelli, la Basilicata si recherà invece a Potenza sotto la sede della Regione, mentre i balneari di Liguria e Toscana saranno a Genova in Piazza De Ferrari.

La scelta del giorno non è casuale: lunedì alle 12, infatti, scade il termine per presentare gli emendamenti al decreto concorrenza, che contiene anche la norma proposta dal consiglio dei ministri per riassegnare le concessioni balneari. «È una data simbolo per continuare a dimostrare a questo governo che quello che sta facendo è un’azione pericolosa e grave, che va costituzionalmente contro i diritti e che non può essere portata avanti», prosegue Ratto. «Per questo motivo scenderemo in piazza, per ribadire ancora una volta il “no alle aste” e tentare un’apertura al dialogo e al buon senso».

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