Toscana

Grosseto ha esteso le concessioni balneari al 2033 con delibera a evidenza pubblica

Prima di applicare la legge 145/2018, l'amministrazione ha reso noto l'avviso per evitare eventuali contestazioni di incompatibilità con il diritto europeo. Ma non sono arrivate osservazioni.

Il Comune di Grosseto ha esteso le concessioni balneari fino al 2033 ai 48 stabilimenti della città, con una procedura particolarmente degna di rilevanza. Infatti, per applicare quanto previsto dalla legge 145/2018, su indicazione del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dell’assessore al demanio Riccardo Megale, l’amministrazione prima di protocollare la nuova scadenza sui titoli ha pubblicato l’avviso in evidenza pubblica rendendo noti tutti i dati dei concessionari, il numero degli stessi, la data di scadenza e lo scopo delle concessioni e lo scopo delle concessioni. Nessuna osservazione è arrivata entro il termine del 12 maggio stabilito dal Comune di Grosseto, che ha così potuto confermare l’estensione al 2033 delle 102 concessioni demaniali marittime del suo litorale, intestate a 48 imprenditori.

«Abbiamo comunicato questa buona notizia personalmente ai balneari, con le lacrime agli occhi ed estremamente emozionati – spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – perché ci tenevamo che fossero i primi a conoscere questa novità sul loro futuro, in una situazione di grande criticità e difficoltà per tutto il tessuto economico locale che sta attendendo con coraggio le direttive sull’estate in arrivo. Crediamo che questo importante passo avanti, che tra l’altro siamo tra i primi a fare in Italia, sia motivo di nuovo slancio e speranza per gli operatori del settore. Dobbiamo essere forti e coraggiosi e questa è la dimostrazione che insieme possiamo fare tanto. Ringrazio l’assessore al gemanio Riccardo Megale, il segretario comunale Luca Canessa, il dirigente Nazario Festeggiato e tutta la struttura comunale per questo risultato storico».

Aggiunge l’assessore Riccardo Megale: «È un grande giorno: il nostro Comune dice sì all’estensione delle concessioni demaniali esistenti fino al 2033 e in un momento di estrema difficoltà, sia per il tessuto economico sia per l’ente stesso. Nonostante questo, in collaborazione con le associazioni di categoria abbiamo chiuso una partita importante e lo abbiamo fatto con una vittoria. Fino al 2033 i gestori potranno continuare la loro attività nonché prevedere e ammortizzare nel tempo investimenti strutturali che prima sarebbero stati azzardati o addirittura impossibili».

A esprimere soddisfazione per il buon esito della procedura sono tutte le associazioni provinciali di categoria, che hanno collaborato in queste settimane con l’amministrazione comunale di Grosseto.

Così il presidente di Fiba-Confesercenti Grosseto Simone Guerrini: «La notizia arriva in un momento particolarmente difficile e avere certezze è fondamentale per le nostre imprese. Nei mesi scorsi ci siamo confrontati costantemente con gli amministratori dei Comuni della costa sapendo di avere una legge dello Stato la 145/2018, che costituiva il punto di riferimento per avanzare le nostre richieste. Il Comune di Grosseto, attraverso l’assessore al demanio Riccardo Megale e al dirigente dell’ufficio competente, ha operato con sollecitudine consentendoci ora di guardare al futuro. Il settore balneare rappresenta un segmento importante del prodotto turistico della destinazione Maremma e l’estensione della durata delle nostre concessioni fino al 2033 ci permette, anche in un momento così complesso, di poter pensare che potremo garantire i nostri servizi, salvaguardare il nostro lavoro e quello dei nostri dipendenti».

Aggiungono il presidente di Sib-Confcommercio Grosseto Enrico Franceschelli e il portavoce di Cna Balneari Grosseto Adalberto Sabbatini: «Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti in favore degli imprenditori della costa grossetana, che si sono visti comunicare dal Comune di Grosseto l’atteso prolungamento delle concessioni fino al 2033. Ora l’amministrazione comunale sta avviando l’iter per le istruttorie di ogni singola concessione. Si tratta di un’ottima notizia non solo per gli stabilimenti balneari della costa grossetana ma per tutta la categoria, perché di fatto è stata spianata la strada che porta al superamento della direttiva Bolkestein. Un risultato che giunge a conclusione di un lavoro importante e faticoso, svolto in sinergia tra i nostri sindacati provinciali e il comune capoluogo, attraverso i numerosi incontri che abbiamo avuto con l’assessore al demanio Riccardo Megale e allo staff dell’ufficio competente. Una spinta positiva, che ci darà quel minimo di certezze per poter fare degli investimenti per il futuro, nonostante la difficilissima stagione estiva che ci aspetta e che ci prepariamo ad affrontare con grande senso di responsabilità».

L’iter normativo

La norma che ha consentito questa azione da parte del Comune di Grosseto è il decreto legislativo 112/1998 con il quale sono state conferite dallo Stato alle Regioni le funzioni relative al rilascio delle concessioni demaniali marittime. «La Regione Toscana, in attuazione di questa norma statale, con la legge regionale 88/1998 ha deciso infatti di attribuire ai Comuni le funzioni concernenti le concessioni demaniali marittime», spiega una nota del Comune di Grosseto. «In Toscana per scelta regionale spetta quindi ai Comuni la gestione delle concessioni demaniali marittime con scopo turistico-ricreativo, e vanno invece allo Stato i proventi dei canoni che gli stessi concessionari versano».

In merito alla legge 145/2018 che ha disposto di estendere le concessioni balneari fino al 2033, prosegue la nota dell’amministrazione comunale, «la norma ha generato non poche perplessità, perché questa legge è andata immediatamente in conflitto con il principio eurocomunitario risalente alla direttiva Bolkenstein del 2006, la quale recita che quando ci sono un numero di autorizzazione disponibili per una determinata attività, ma vi sia anche un limite per la scarsità di risorse naturali e delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri sono tenuti ad applicare la procedura di selezione tra i candidati potenziali. Questa procedura deve presentare garanzie di imparzialità e trasparenza, quindi si traduce di fatto in una evidenza pubblica che la legge 145/2018 non aveva espressamente previsto. Quindi si sono in qualche modo determinati tutta una serie di dubbi e di perplessità tra coloro che ritenevano di dover andare avanti con l’estensione “secca” senza dover prevedere procedure imparziali e trasparenti di avvisi pubblici come prevede la Bolkestein e chi riteneva che esistendo una legge statale la si dovesse applicare tout court. Varie sentenze e la giurisprudenza, soprattutto quella del Consiglio di Stato, sono stati lapidari sostenendo che il principio comunitario prevale rispetto alla legge nazionale. I Comuni si sono cominciati a muovere e a pensare di applicare una procedura coerente e con la legge nazionale ma anche con il principio eurocomunitario della Bolkestein. Il Comune di Grosseto lo ha fatto con la delibera 98 del 22 aprile 2020, nella quale abbiamo rispettato i principi comunitari e le leggi nazionali per le concessioni esistenti, tenendo conto che abbiamo un territorio che consente l’esercizio della libera concorrenza e che ci permette quindi di dare ancora ulteriori concessioni demaniali marittime non ancora assegnate. Quindi da una parte abbiamo fatto ricorso a un meccanismo procedimentale che armonizza la legge statale 145/18 con la Bolkestein; dall’altra abbiamo attivato gli uffici affinché producano gli atti per rilasciare nuove concessioni. Di conseguenza abbiamo proceduto all’avviso di evidenza pubblica garantendo comunque eventuali osservazioni nel rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità. Osservazioni che non sono arrivate. Adesso la speranza è che nessun governo disfi quanto fatto con fatica da questo Comune».

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    Il comune di Piombino aveva tentato questa strada ma l’AGCOM aveva contestato che fosse necessario indicare i criteri di comparazione e non fosse sufficiente pubblicare l’istanza di parte sull’albo pretorio del comune…mah, non si capisce nulla!

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    Il TAR della Toscana con la sentenza 215 del 2019 ha disposto l’annullamento della procedura fatta dal comune di Piombino perché non erano stati indicati prima i criteri di comparazione delle istanze concorrenti…secondo me è una procedura rischiosa.

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