Attualità

Governo Meloni, i ministri decisivi per i balneari

Imprenditori soddisfatti per Santanché al turismo e agitati per Fitto agli affari europei. L'ago della bilancia è Salvini alle infrastrutture.

Da una parte un’imprenditrice balneare nominata ministro del turismo, dall’altra un vecchio nemico della categoria al dicastero per gli affari europei. I titolari degli stabilimenti balneari italiani sono soddisfatti per metà dalla lista dei ministri del governo Meloni, che la neo premier ha presentato ieri dopo avere ricevuto l’incarico dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Se infatti al ministero del turismo è stata indicata Daniela Santanché, socia del noto stabilimento Twiga di Flavio Briatore, agli affari europei i balneari ritroveranno Raffaele Fitto, autore nel 2009 della prima proposta di riforma del demanio marittimo che introduceva la riassegnazione dei titoli tramite gare pubbliche. E saranno proprio queste due le figure più decisive per concludere il riordino delle concessioni avviato dal precedente governo Draghi con la legge sulla concorrenza: resta dunque da vedere quali saranno gli interessi a prevalere, tra chi senz’altro dimostrerà una certa sensibilità alle istanze dei balneari e chi invece già tredici anni fa riteneva le gare inevitabili e indispensabili, subendo pesanti attacchi di cui non si è certo dimenticato. Ma c’è un terzo importante ministro che potrebbe rappresentare l’ago della bilancia: si tratta del leader della Lega Matteo Salvini, nominato al ministero delle infrastrutture che ha peraltro la competenza diretta sul demanio. La partita, insomma, è ancora molto aperta anche se non manca molto all’esito finale, dal momento che entro il 27 febbraio occorrerà varare il decreto attuativo per completare la riforma di Draghi.

I margini di manovra del governo Meloni

Il governo guidato da Giorgia Meloni dovrà completare la riforma delle concessioni demaniali marittime avviata da Mario Draghi, che ha inserito nella legge sulla concorrenza un provvedimento per riassegnare i titoli tramite gare pubbliche non oltre il 31 dicembre 2024. Il decreto attuativo da varare entro il 27 febbraio 2023 avrà il compito di definire le modalità con cui effettuare i bandi di gara e il calcolo degli indennizzi per i concessionari uscenti, perciò da esso dipenderanno i margini di tutela per la categoria: dall’esecutivo guidato dalla prima premier donna italiana, i cui partiti che la sostengono si sono molto spesi in campagna elettorale per fare promesse ai balneari, ci si aspetta molto per la salvaguardia di un settore così peculiare per l’economia italiana. Dalla riassegnazione tramite gare pubbliche non si può più scappare (a meno che l’Italia non esca dall’Unione europea o privatizzi le spiagge, due scenari entrambi improbabili nel breve termine), ma il governo ha comunque ancora alcuni margini di manovra sul calcolo dell’indennizzo per i concessionari uscenti, che potrebbe ammontare a cifre piuttosto basse (ovvero ai soli investimenti non ammortizzati) oppure molto consistenti (cioè sull’intero valore aziendale delle imprese, come chiedono le associazioni di categoria). Il tema degli indennizzi rappresenta di fatto l’elemento da cui dipenderà la quantità di offerte nelle future evidenze pubbliche: in base alla legge sulla concorrenza, infatti, gli indennizzi saranno a carico dei concessionari subentranti, dunque la partecipazione alle gare potrebbe essere molto diversa a seconda che il potenziale nuovo concessionario debba riconoscere a quello precedente alcuni milioni di euro di valore aziendale oppure solo qualche briciola per gli investimenti non ammortizzati.

Un altro tema su cui il governo Meloni ha ancora spazio per decidere è quello delle tempistiche, giudicate troppo strette da Regioni e Comuni per poter espletare i complessi bandi di gara. A novembre 2021 una sentenza del Consiglio di Stato, annullando l’estensione delle concessioni al 2033 disposta dalla legge 145/2018, aveva imposto di riassegnare i titoli tramite gare entro il 31 dicembre 2023, e su questo termine si è basato Mario Draghi con la legge sulla concorrenza. Ma persino l’ex premier, nonostante la sua inflessibilità nel recepire la sentenza di Palazzo Spada, ha comunque inserito la possibilità di un ulteriore anno di deroga per le amministrazioni comunali che dovessero riscontrare difficoltà oggettive a completare i bandi, prorogando di fatto i termini fino al 31 dicembre 2024. Una sorta di proroga tecnica che il governo Meloni, recependo le istanze delle amministrazioni locali, potrebbe giudicare insufficiente, decidendo di spostare l’ultimatum ancora di un anno o due. Ma solo a patto che la riforma venga davvero completata con le gare, onde evitare la stessa fine fatta dall’estensione al 2033 che, in assenza del riordino previsto dalla legge 145/2018, è stata giudicata dal Consiglio di Stato come una proroga automatica e pertanto in contrasto col diritto europeo.

L’orientamento dei nuovi ministri sui balneari

Tutto ora dipenderà da chi siederà sugli scranni dei ministeri competenti in materia, che per quanto riguarda il demanio marittimo sono diversi: si va infatti dalle infrastrutture al turismo, dagli affari europei agli affari regionali, senza dimenticarsi dello sviluppo economico, delle riforme e del nuovo ministero del mare. Gli imprenditori balneari ripongono ovviamente grandi aspettative sulla loro collega Daniela Santanché, nuovo ministro del turismo; ma a controbilanciare questa nomina c’è una figura che, come detto, vede invece i mal di pancia della categoria: si tratta di Raffaele Fitto agli affari europei, altro dicastero chiave per l’impasse sulla direttiva Bolkestein. Nel 2009, durante l’ultimo governo Berlusconi che abrogò il rinnovo automatico delle concessioni sul demanio marittimo, Fitto fu autore della prima proposta di riforma del settore che prevedeva le evidenze pubbliche, respinta dalle associazioni di categoria che ancora credevano possibile evitare le gare. Di conseguenza, una norma allora molto più favorevole rispetto all’attuale riforma Draghi non arrivò nemmeno in parlamento, le procedure selettive sono rimaste comunque all’orizzonte (oltretutto con meno paracadute per i concessionari uscenti, poiché la giurisprudenza nel frattempo ha chiuso molte tutele prima possibili) e il nuovo ministro agli affari europei, che avrà un’importante voce in capitolo per concludere questa annosa vicenda, non si è dimenticato di avere subito attacchi, insulti e lanci di monetine da parte di una categoria che non se lo è certo fatto amico.

Il terzo attore protagonista in campo è infine il neo ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, su cui i balneari hanno pareri contrastanti: da leader della Lega, Salvini negli anni passati si è più volte espresso contro le gare delle concessioni (presentandosi addirittura alla seguitissima trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” e in svariate manifestazioni con una maglia contro la direttiva Bolkestein), ma durante il governo Draghi ha ammorbidito la sua posizione: la Lega, insieme a tutti gli altri partiti eccetto Fratelli d’Italia, ha infatti votato a favore della legge sulla concorrenza e proprio un mese fa Salvini ha dichiarato di ritenere inevitabili le evidenze pubbliche per le concessioni balneari, ma chiedendo il diritto di prelazione per gli attuali gestori. Da ministro delle infrastrutture, Salvini avrà la competenza diretta sul demanio marittimo e potrebbe perciò rappresentare l’ago della bilancia nella partita in gioco.

Non è poi da sottovalutare il possibile ruolo di altri ministri secondari sul tema, che comunque saranno interpellati in quanto competenti in materia, per spostare gli equilibri: stiamo parlando di Giancarlo Giorgetti all’economia (rappresentante della corrente più moderata della Lega, quella di cui faceva parte anche l’ex ministro del turismo Massimo Garavaglia), Gilberto Pichetto Fratin all’ambiente (che ha avuto un ruolo di primo piano nella stesura della riforma delle concessioni balneari voluta da Mario Draghi), Roberto Calderoli agli affari regionali e Sebastiano Musumeci al ministero del mare. Le voci che dovranno esprimersi sono tante, ma si spera che il nuovo governo faccia in fretta per chiudere nel migliore dei modi possibile una vicenda che si trascina da troppi anni.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Non ci posso credere, quindi qualcuno pensa di avere un altra proroga anche dopo il 2024, cioe’ andiamo a raccontare che 20 anni non sono stati sufficienti per fare i bandi?
    Ma per piacere….

    • Giuseppe Pintauro says:

      Carlo ma ke cavolo vuoi ricordatelo sempre la meloni e sempre stata contraria alle gare, poi te lo ripeto me lo spieghi perche Spagna e Portogallo 75 anni di proroga e a noi 13 no loro nn fanno parte del Europa.poi nn parlare io nn so le altre concessioni ma la mia sta il sangue buttato sacrifici mamma e papà hanno preso il covid sul lavoro e sono morti e secondo te io la do a uno come te la mia concessione di mamma e papà per farli morire una seconda volta. Io vorrei capire te perché tutto sta accanimento ma ke ti abbiamo messo le mani in tasca tua.

      • carlo pizzulli says:

        ti è stato detto milioni di volte,la proroga in spagna non ha nulla a che fare con quella italiana,ed in portogallo e’ incorso una procedura di infrazione.E BASTA….
        tu la concessione non la devi dare a nessuno,decade automaticamennte perchè il demanio non e’ tuo,chiaro???
        e non mettere in mezzo i morti per giustificare altra proroga che non ti spetta,non e’ rispettoso nei loro confronti.

        • Giuseppe Pintauro says:

          Ti posso dire ma vai a… Certamente nn decade niente noi abbiamo fatto sacrifici poi vedremo certamente nn la daremo a uno come te e nn parlare di cose ke nn sai come Spagna e Portogallo nn c’entrano sono paesi del unione europea, poi il Portogallo se ne sta fregato Dell Europa. Nn è come l Italia ke aveva un presidente del consiglio ex direttore della banca d Europa artefice del fallimento della Grecia. Ora invece abbiamo una presidente del consiglio ke dice le coste italiane sono degli italiani, perché ricorda ke si andrà a gara verranno imprenditori dalla estero nn italiani e se è italiani cammoristi.e io nn lo permettero mai ke la mia concessione vada in mano a questi mettitelo bene in testa

          • La tua concessione e’ gia’ decaduta per effetto della sentenza del Consiglio di stato. E tu pensi che non decade niente. Auguri

            • Giuseppe Pintauro says:

              Intanto io lavoro il 2023 e il 2024 poi ki vivrà vedrà io penso lavorerò anche il 2025 poi forse andremo al bando ma con noi vecchi concessionari tutelati o al massimo avremo anche una buona uscita.tu aspetta e spera, poi sai come si dice ki vuole il male altrui il suo sta dietro alla porta

            • Carlo, ma che problema hai? È evidente che speri che la nostra categoria sia mandata a casa, perché? Se tutti hanno il diritto di lavorare, perché noi no? Nel lontano 1973 ad i miei zii fu assegnato un pezzo di arenile in una zona paludare. Oggi, dopo anni di lavoro, insiste una azienda che ha un fatturato. Dimmi una cosa; ma dopo tutti questi anni di lavoro, secondo te, non dovremmo avere neanche una “buona uscita” coma la definite? Dovremmo semplicemente prendere i nostri lettini, ombrelloni ed attrezzature e tornare a casa? Nelle zone abbiamo sviluppato, insieme ovviamente ai comuni, delle attività che hanno un valore in quanto generano utili. Pensi che neanche ci sia dovuto un riconoscimento aziendale? Credi che il nuovo concessionario possa essere un giovane imprenditore? E chi gli darebbe le risorse per installare una nuova struttura, acquistare attrezzature per la spiaggia, il bar, il ristorante? Tu? Lo stato? Se non avranno soldi da investire, secondo te, a chi le assegneranno?

            • Vivi in un altro mondo … e credo che tu possa partecipare al bando per un chioschetto di limonate … ! Il tuo parlare non è da imprenditore , anzi lascia trapelare tanta ignoranza verso gli investimenti che occorrono per fare impresa sul demanio ! Torna a studiare , riordina la tua vita e poi torni sull’argomento con le idee chiare !

            • Io eliminerei la buonuscita anche ai dipendenti, un guadagno indebito oltre allo stipendio che ê il prezzo del lavoro effettivamente svolto,,un po’ come la 13 e 14. altrimenti perché no la 15 o sedicesima?
              Sennò è un po’ come riconoscere il valore dell’ azienda che invece si deve prendere l entrante gratis.

      • Nikolaus Suck says:

        In Spagna e Portogallo non ci sono né concessioni di spiaggia come le nostre né proroghe generalizzate di 75 anni. Il tema è stato smarcato anche su queste pagine, continuare a tirarlo fuori è inutile.

    • I bandi si fanno sulle attività nuove , chi fa quel mestiere da una vita non può pensare di perdere tutto. È questo quello che fa un governo che conserva il Made in Italy e le sue caratteristiche. Sfasciare un sistema che funziona è da liberisti del cazzo e accaparratori di impresa . Trovatevi un lavoro

  2. Chiedo se sia leggittima che la neoministro titolare di uno stabilimento balneare abbia, finanziato il partito Fratelli d’Italia con 26mila euro.
    In altri termini non c e nessun nesso di causalita’ tra essere ministro del turismo avere una concessione e l aver finanziato il proprio partito che poi la scelta come ministro.
    Tuttoapposto

    • Ancora con le stronzate , la volontà popolare è sovrana in democrazia, chi ha votato Meloni e non Calenda sapeva degli stabilimenti balenari e della volontà di evitare le gare o farle in parte. Adesso andate a casa e fate lavorare la gente tranquilla. La vostra politica del libera tutto è finita , o ci affosserete come sta già succedendo con l’energia.

  3. Carlo…. te e tutti i compagni per partecipare alle prossime eventuali evidenze pubbliche (se mai ci saranno e caso mai… tra un pò di anni) , comincia ad andare in Banca e chiedere (come hanno fatto negli ultimi 20 anni tutti gli attuali balneari) un bel mutuo!! Nel frattempo apriti una bella bottiglia di vino buono e scolatela per dimenticare…..

    • Lorenzo Pinto says:

      Cioè, visto che gli attuali balneari hanno fatto la cazzata di arricchire chi c’era prima di loro, comprandogli una concessione temporanea a peso d’oro, ora pretendono di essere risarciti da chi verrà dopo di loro?

      • Anche se fosse? Tu che lavoro fai? Affetti mortadelle dietro un bancone salumi? Allora non devi preoccuparti, a fine mese arriverà il tuo stipendio. Un imprenditore invece, investe con soldi propri o con soldi presi in prestito, quindi, rischia di tasca sua. Mi vuoi dire che questa categoria di lavoratori dovrebbe essere abbattuta?

    • bravissimo..!!! i compagni credono che basta presentarsi in Comune con la barba progressista per vedersi assegnata una concessione demaniale..!!! ecco spiegata la ragione per la quale non le posseggono : hanno le zucche piene di segatura di pioppo (la meno pregiata..!!) per cui….dopo tre volte capiscono al volo e non sanno cosa significhi fare l’imprenditore.!

      • Lorenzo Pinto says:

        Guarda che le ultime giunte comunali che hanno beccato a spartirsi le concessioni, erano di destra. Anzi, proprio meloniane: Sabaudia, Terracina…
        È da un pezzo che i “compagni” non esistono più, so’ tutti furbi…
        Voi vi illudere che una come la Santanchè, che è in politica solo per riempirsi il portafogli, pensi a voi? 🤣
        Quella la gara la fa, perché tanto sua concessione la riottiene.
        Gliene fotte assai di voialtri…

    • maurizo,certo è anche con quelli che ha vinto le elezioni,perchè i soldini aiutano le magre casse del partito.
      i 25.000 euri si aggiuningono agli altri euri di altri lobbisti!

  4. Carlo devi sostenere le proroghe perché aiutano ad arrivare alle aste senza tutele e rilevare le attività “aggratis”…se Centinaio fosse stato più intelligente oggi non avremmo la sentenza del cds per cui bisogna sostenere un proroga e poi fare esposti diretti ai funzionari delle località dove si è interessati come Liguria, Sardegna, Puglia e Toscana nel mio caso. Forza Meloni!!!!!

  5. Anche oggi Carlo insieme a qualcun altro si è svegliato con un pò di bruciore di culo.Andate a comprarvi una bella pomata e un po di goccine che vi fa bene.

  6. Mi dispiace ma questo governo farà il possibile per tutelare un comparto di lavoratori e di persone per bene,al contrario del precedente che ha tutelato i nullafacenti.OGNI COSA VOLGE AL MEGLIO

    • Lorenzo Pinto says:

      Io, a una come la Santanchè, non gli affiderei neanche il cane da pisciare.

      Però non si sa mai, può darsi che abbiate ragione voi…

  7. Carlo, tra indennizzi , fideiussioni , adempimenti e investimenti prepara i BIG MONEY se vuoi una concessione!!!! Senza non si cantano messe ))))

    • Lorenzo Pinto says:

      Fideiussioni, adempimenti e investimenti li affronta chiunque apra o rilevi una qualsiasi attività.

      Per gli indennizzi, qualora mai ci fossero, dovranno per forza tenere conto di quanto effettivamente dichiarato al fisco da ogni balneare nelle passate gestioni.
      Scommetto che scopriremo un esercito di “poveracci”, che gestivano le spiagge in cambio di un piatto di lenticchie…

    • Fa pensare granello che la categoria dei balneari sia veramente così ignorante sul contratto di concessione che prevedere una durata utile a far rientrare dell’investimento e avere una remunerazione..io non ho problemi a pagare i big Money perché dentro a un contratto di concessione, cioè il vostro desiderato indennizzo, divengono parte dell’investimento di cui rientrare per cui allungano il contratto ed essendo comunque un contratto a tempo non potrà essere così BIG BIG BIG perché renderebbe la concessione infinita. Spero di essermi spiegato.

  8. Paese di quaquaraqua..paese fallito politica mediocre…venduta e voltagabbana,abrogato rinnovo automatico,annullata legge centinaio,nessun paese adotta bolkestein dove non gli conviene,ma chi viene a investire in un paese di venduti?art 12 bolkestein solo in caso di scarsità si va evidenze pubbliche,doppio binario unica soluzione adottata dal 2006 in poi.non ci resta che santanche e meloni gli altri mediocri e voltagabbana.w le donne

  9. Cambiare la categoria giuridica della concessione e immetterle per legge in un sistema dove il privato e io pubblico hanno stretto un patto e a meno di gravi inadempienze chi ha una propria attività sul demanio deve continuare a lavorare. Per i liberisti puri e quelli che pensavo di prendersi la vita altrui come se fosse un gioco , mi spiace per voi sono tempi bui. E fatevi due calcoli i balneari pensano tra gli elettori e ve ne siete accorti .

    • Lorenzo Pinto says:

      Certo, Luigi: chi si aggiudica azienda sul demanio infatti continuerà a lavorare.
      Dopo essersi aggiudicato la sua porzione di demanio tramite regolare gara.
      O forse ti sei comprato il pubblico demanio, Luigi?

      • L’azienda l’ho fatto io , quindi quella è mia , il demanio fa da contorno, ma di certo la differenza la fanno i servizi e non la spiaggia , siete fuori dal mondo , ma era prevedibile , il demanio è di tutti, l’azienda ha fatto valorizzare il demanio, lo stato deve nn poco a questi lavoratori

        • Se luigi è l’azienda a fare la clientela non avrai problemi ad acquistare un terreno più all’interno dove portare l’azienda e i clienti..credo che per un imprenditore come te sia una sfida facilmente realizzabile.

          • ma sti comunisti non spariscono mai? hanno distrutto l’italia e non gli basta, maledetti!!!
            signor lorenzo e carlo voi non capite, la spiaggia dove c’è il mio stabilimento quando ancora apriva era una duna alta 6 metri zozza e piena di erbacce (mai prese una di quelle spine rotonde sotto i piedi???), la gente ci andava a drogarsi e sovente lasciare le siringhe. NON ci andava un anima al mare in quella zona.
            Bene il comune, la regione, e lo stato se ne sono fottuti ed ora che l’ho reso quello che è con sudore, lacrime e lavoro pensate che me lo faccio togliere…e no cari!!!
            parlate di demanio voi altri, guardate che il demanio lo pago ogni anno e si prende anche una grande fetta del mio introito, ma che caxxo dite, andate a lavorare.

            • Alberto sei imbarazzante perché la duna e le “sterpaglie” sono ciò che permette a te di avere l’attività e senza le sterpaglie che tu hai tolto piano piano la natura ti toglierà la sabbia e te la prenderai con l’amministrazione che non ha protetto una cosa mobile come la spiaggia. L’amministrazione deve poter rifare i bandi a scadenza per verificare se c’è ancora qualcosa da assegnare! Bene che la santanche abbia esplicitato il conflitto di interessi di molti politici cosi ne guadagna l’immagine della categoria..un grazie anche alle parole competenti di alberto, il piallatore di dune e della sua vegetazione.

            • Nikolaus Suck says:

              Cioè facci capire? Hai distrutto il paesaggio e la vegetazione protettiva di macchia sbancando una duna di sei metri, per “il tuo stabilimento”? Stai dicendo questo? Sarebbe un danno ambientale enorme pure se non fosse in zona protetta. Quelle “spine rotonde” e le loro radici sono graminacee fondamentali per la costruzione e la tenuta della duna e per prevenire l’erosione costiera. Mi ricordi Cetto La Qualunque quando parlava dello stabilimento suo: “Qui c’erano solo pietre vecchie, tombe, anfore, elmi, scudi, pezzi di colonne, insommamente macerie. Io l’ho bonificato, è tutta roba mia!”

        • Lorenzo Pinto says:

          Come hai fatto tu l’azienda, così la farà un altro, investendoci i suoi soldi, se dovesse assegnarsi la fetta di demanio che prima era in concessione a te.
          Se invece te la riassegni, continuerai tu.
          Non vedo il problema.
          Per quanto sia complesso gestire una spiaggia, lo è sicuramente meno di tante altre attività imprenditoriali, oltretutto non stagionali.
          O credete di essere gli unici che mettono su un’impresa in Italia?

          • un po’ come il demanio senza le nostre aziende che non a caso volete a costo zero per capirci .
            Bravo suck, faglielo capire.

            • Proviamo max a separare le due cose, demanio e azienda, e facciamo l’asta così potremo verificare quanto è il valore della tua azienda rispetto al demanio.

  10. Anche crosetto ha partecipazione in aziende che lavorano con la difesa,però almeno ha fatto finta di cedere le quote ai familiari,la Santachè avrebbe dovuto almeno fare finta di cedere le proprie quote del Twiga ;).

    Del resto siamo in un paese in un eterno conflitto d’interesse a destra come a sinistra.

    Ci affideremo alla magistratura nella speranza di avere un Autorità indipendente.

  11. Le leggi le fa il parlamento è una buona legge sulle concessioni metterebbe tutti al riparo, basta evitare la parola proroga, perché tale non deve essere abbiamo bisogno di altro, che ci identifichi per quello che abbiamo fatto e per ciò che faremo, come una risorsa per il paese. Ecco una legge che indetifichi le imprese attuali come un unicum da salvaguardare senza la possibilità alcuna che un novello venga a rubare il mio modello, perché questo è uno di quei settori dove la concorrenza creerebbe danni enormi. Sciami di speculatori che penserebbero al proprio tornaconto immediato , qui invece nei bagni c’è la storia è il cuore della gente che ci ha lavorato una vita. Prima di scrivere riflettere

        • Nikolaus Suck says:

          Io sto facendo proprio questo e devo dire che finora lo spettacolo mi piace. Le deleghe PNRR a Fitto invece che a Salvini, e la sottrazione delle deleghe sul demanio alla Santanché per palese conflitto di interessi, sono altre due belle puntate e vanno proprio nella direzione che avevo immaginato.

          • Certo come no , sono dieci anni che la Meloni dice le stesse cose, fino ad un mese fa, quindi resta seduto , la delega tolta o Fitto non cambiano nulla e lo sai

            • Nikolaus Suck says:

              Solo che ora governa. E non grazie a voi. Stai a vedere, e vediamo chi ha ragione. Buona visione.

  12. Luci
    Nonostante le fondamenta gettate da Draghi per la riforma sulle concessioni balneari, che verranno sicuramente messe a gara (Inderogabile in quanto parte del DDL sulla Concorrenza) non avete capito o fate finta di non volere capire che ormai siete entrati in un ingranaggio più grande di voi e indietro non si torna. Forse vi conveniva far cadere il Governo Draghi qualche mese prima, perché di tanto sono stati capaci i vostri rappresentanti politici, feccia della società italiana.
    Saluti ai figli del sole / Luci

    • Non c’è nessun pnrr collegato , qui o ci riusciva draghi a buttare giù tante famiglie o nn ci riusciva nessuno. Adesso un governo può legittimamente rifiutarsi di fare riforme insensate perche lontane dalla propria visione di economia. La Meloni salvini e forza Italia parlano di no alle gare da 10 anni signori miei. Non possono pensare di tradire elettorato, né mai lo faranno, finalmente un governo di destra che ragiona a favore di imprese e famiglie . Possono fare tutte le infrazioni che vogliono quei soldi sono ben spesi , si spenderebbe molto di più di welfare per campare 100.000 addetti diretti e indotto connesso che perderebbero il lavoro .

      • Lorenzo Pinto says:

        Famme capì: il demanio è pubblico, il guadagno è vostro e le infrazioni ve le dobbiamo pagare tutti noi? 🤣
        A coso, ma va’ un po’ a zappare…

        Per ogni addetto che esce ce ne sarà uno che entra, o pensi che ci metteranno dei robot a piantare ombrelloni?
        E l’indotto continuerà a lavorare con chi si assegna le concessioni, voi o altri.

        • L’unica zappa è quella che dovresti avere tu in mano , garante della divisione dei pani e dei pesci con il culo e il sudore degli altri , ma ti è andata male , molto male . Mettiti comodo e guarda

          • Lorenzo Pinto says:

            Stai tranquillo, mi compro pure il popcorn.
            Per ora, vedo che non sarà manco la “vostra” Santanchè a gestire la situazione dei balneari, per evidente conflitto d’interessi, come in molti sostenevano.

  13. Carlo, ma che cavolo ci stai a fare su questa pagina?? ti fa godere sparare a zero su onesti lavoratori, che difendono con tutte le armi il loro lavoro

    • Onesti lavoratori che difendono il loro lavoro?
      Avete continuato a lavorare con i beni della collettivita, grazie a proroghe illeggittime.
      Onesta e illeggittimita’ sono due concetti che non stanno insieme.
      Cmq come volevasi dimostrare:
      Santache probabilmente si dimittera’ o consegnera’ le deleghe sulle concessioni.
      Avete fatto bingo, bravi continuate cosi, ad affondare il settorw

    • Ingranaggio o non ingranaggio, noi concessionari non abbiamo mai avuto paura delle sfide. Abbiamo paura dei ladri di aziende con la scusa di essere i padroni di casa .Vedremo le evoluzioni, che stavolta vedranno attori tutti gli interlocutori.
      Addio Draghi ..

      • Nikolaus Suck says:

        Mica tanto addio. Guarda bene le caselle riempite, le deleghe, i tempi, e qualche altro dettaglio “politico”, e magari ti si accende una lucina.

  14. Lasciando perdere le vostre discussioni con individui che non meritano neanche risposta…..io non credo che fitto ripescato dall’oltre tomba dalla Meloni dia contro alle idee della sua premier per lo più che gli hanno affidato anche il pnrr ,voi che dite??

    • Lorenzo Pinto says:

      Fitto è uno che è stato capace di svendere persino gli ospizi della sua regione agli speculatori…
      Per non parlare della Santanchè: una che sta in politica solo per arricchirsi e che dovrebbe risolvere i problemi di tutto il comparto turistico, invernale ed estivo…
      Con questa banda di arraffoni incapaci ci sarà da piangere per tutti, non solo voi balneari.
      Vedrai.

  15. Lascia perdere Carlo , non capiresti , io non voglio il demanio per sempre , voglio continuare a lavorare sullo stesso perché ho fatto bene , ho la mia vita è quella della mia famiglia connessa ad una concessione e lo stato non può far finta di nulla, infatti ragionare come draghi o come buona parte della magistratura significa applicare de plano senza un minimo di ragionamento le norma liberiste europea, che mandano al macero imprese familiari. Ora lo scontro è tra chi difende l’imprese quella piccola soprattutto e non il twinga e chi vuole affossarla, vediamo se la vostra disumana moralità troverà riscontro oltre draghi e Calenda. Ragionare da affaristi o da finti liberisti con la scusa del pubblico bene significa non aver capito nulla, quello lo possono fare i giudici perché obbligati ma la politica ha altri obiettivi, soprattutto quello di difendere chi lavora con tutti i permessi e le autorizzazioni da tanti anni non chiedendo nulla a nessuno. Poi draghi naturalmente doveva anche capire che 30.000 disoccupati, ops forse il triplo o il quadruplo erano un piatto che si doveva piangere lui.

    • Lorenzo Pinto says:

      Se hai fatto bene il tuo lavoro, vai a gara sereno, e continuerai a lavorare.
      Il vero problema secondo me, è che questa specie di ministri che dovrebbero salvarvi, sono i primi che vi fotteranno le aziende.
      Questo tipo di “destra” è semplicemente una banda di speculatori, non meno dannosa di Draghi. Già lì abbiamo visti tutti all’opera, negli anni passati.
      Stai sicuro che la Santanchè il suo Twiga se lo riprende, ed è l’unica cosa che le interessa.

  16. All’estero non sarebbe stata eletta perché c’è un forte conflitto di interessi (socia insieme a Briatore di una società che gestisce un bagno balneare)…….. dovrebbe lasciare la società vendendo le sue quote…..

  17. E là premier che ha fatto tanto di conferenza stampa sulla questione , non c’è bisogno del ministro , qua sono 10 anni che la Meloni dice sempre le stesse cose, conflitto o no qua c’è poco da fare , fatevene una ragione i conservatori al governo , eletti dal popolo , dopo 11 anni la democrazia è la possibilità di fare le cose seriamente. Le spiagge sono una priorità

    • sperate nel nuovo Governo….. ma intanto i primi passi effettuati vanno nella direzione della politica di Draghi…… vedremo Se il nuovo Governo sarà disposto a mettersi contro l’Europa per tutelare gli interessi dei balneari oppure mettersi d’accordo con la stessa effettuando le aste con eventuali garanzie per i vecchi concessionari.. Le priorità sono altre e sono più urgenti dei balneari

      • Il passaggio di consegne non poteva essere diverso , l’Europa pensi all’energia perché dei balneari non frega proprio a nessuno, solo a quei 4 gatti degli ambientalisti che vogliono loro le concessioni e a quattro invidiosi del lavoro altrui. Tanto è vero che valete quanto un pugno di mosche . Tornate nel vostro giardino di casa sentite a me .

        • Nikolaus Suck says:

          I Balneari in senso stretto hanno espresso lo 0,01% dei voti di FdI. Volendo essere molto ottimisti includendo anche parenti lontani, amici e indotto (che in realtà se ne frega o anzi guadagnerebbe dal cambio), si potrebbe arrivare, forse, al 3-4% totale. QUESTI sono “4 gatti” e “un pungo di mosche” rispetto agli elettori totali. Vatti a vedere i MIGLIAIA di commenti negativi e inviperiti che fuori di qui si prendeva un Lollobrigida quando parlava di concessioni e doppi binari.

            • Nikolaus Suck says:

              Esatto. Una caterva di voti anche da non balneari e che non la pensano affatto come voi, che siete una minoranza. Ripeto, stai a vedere (se quello che già stai vedendo non basta).

  18. Non c entra nulla l ambientalismo e’ l invidia, occorre solo garantire a tutti la possibilita’ di geztire la cosa pubblica premiando i progetti migliori.
    Non buttiamo sempre tutto in vacca

    • Non capisco perché si voglia dare al Ministro Fitto il ruolo di nemico dei balneari.
      Nel 2010, con lungimiranza politica alla quale non siamo più abituati, Raffaele Fitto predispose una bozza di legge nella quale veniva anche riconosciuta una indennità al concessionario pari al valore della azienda calcolata con perizia giurata da un professionista.
      La categoria in allora non era matura per un cambiamento ma ora, dopo dieci anni di batoste legali, stiamo lottando per quello che Fitto aveva già scritto.

    • La Meloni con il governo Berlusconi ja recepoto la d.bolkestein, parliamo di atti giuridici e non di chiacchere viste su youtube.

      • Carlo, la legge italiana dal 2000 al 2009 prevedeva il rinnovo automatico delle concessioni, molti di noi, proprio per questo, hanno pagato una follia per quella concessione, firmando davanti ad un notaio dello stato e arricchendo un privato. Gli oneri di gestione dal 2010 in poi (concessione a parte) sono aumentati in maniera esponenziale (per esempio IVA da zero a 22% sulla spiaggia, poi TARI e poi mille altre gabelle “politiche”). In pratica non si riesce più a rientrare degli investimenti (folli, ma col senno di poi sono bravi tutti) fatti per “comprare” lo stabilimento che per legge era, allora, nostro a vita. Stabilimento non il demanio, come tu sostieni, abituato evidentemente a frequentare esclusive spiaggie fuorilegge che impediscono abusivamente l’accesso all’arenile o addirittura facendolo pagare. Dal mio punto di vista occorreva stabilire subito le regole dei bandi e lasciare 30 anni di tempo agli attuali concessionari per rientrare e capire se investire o no sul futuro conoscendo prima il funzionamento delle gare. In pratica alcuni di noi rimmarranno con il cerino in mano (e centinaia di migliaia di euro di debiti) se non verrà riconosciuto il valore aziendale. La politica su questa questione ha fatto pena ma vedrai quanto schifo ancora ti toccherà e ci toccherà vedere dopo le evidenze pubbliche “italiane”. Spero di sbagliarmi e che il futuro invece riservi sorprese positive per me e per i Carlo vari.

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