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A Gaeta 20 nuove concessioni: equilibrio tra spiagge libere e tutela delle imprese

Proposta del movimento civico Gaeta Sociale

Il Piano di utilizzo degli arenili (PUA) di Gaeta riporta al centro del dibattito la gestione del demanio marittimo, l’equilibrio tra spiagge libere e aree in concessione e le prospettive del comparto turistico. Sul tema è intervenuto il movimento civico Gaeta Sociale, presentando alle istituzioni e agli operatori una proposta di indirizzo per il futuro del litorale.

L’iniziativa punta a superare l’incertezza che interessa il settore e chiede un quadro di regole stabili, trasparenti e coerenti con le direttive europee. La proposta affronta contestualmente la tutela delle imprese storiche e la possibilità di favorire nuovi investimenti per la riqualificazione dei servizi turistico-balneari.

Pianificazione costiera e nuove concessioni

Il Piano di utilizzo degli arenili, approvato all’inizio del 2026, viene indicato da Gaeta Sociale come lo strumento centrale per programmare lo sviluppo della costa e regolamentare il rapporto tra spiagge libere e attività in concessione.

Secondo l’analisi del movimento, il piano comunale garantirebbe oltre il 50 per cento di spiagge libere e, parallelamente, renderebbe possibile l’assegnazione di 20 nuove concessioni. L’obiettivo dichiarato è ampliare l’offerta di servizi sul litorale senza compromettere la libera fruizione degli arenili da parte della collettività.

L’assetto proposto mira a produrre ricadute economiche sul territorio attraverso il recupero di tratti di costa degradati, la qualificazione dell’accoglienza turistica e l’attivazione di nuove opportunità occupazionali.

Salvaguardia delle imprese storiche e nuovi ingressi

Tra i punti qualificanti del documento figura la salvaguardia delle imprese balneari esistenti, del loro valore aziendale e dei livelli occupazionali sul territorio. Gaeta Sociale chiede che nei futuri criteri di gestione venga riconosciuto il ruolo delle attività che hanno assicurato continuità di servizi a residenti e turisti.

La proposta sollecita l’integrazione tra la protezione degli investimenti storici e l’apertura a nuovi operatori, con un’attenzione particolare all’imprenditoria giovanile. Il movimento chiede infine all’amministrazione decisioni rapide e procedure trasparenti, per trasformare il PUA in uno strumento operativo idoneo a garantire certezza di programmazione a tutto il comparto balneare.

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