Opinioni

ITB Italia al tavolo del MIT: «Prima delle gare va verificata la scarsità della risorsa»

La posizione del presidente Giuseppe Ricci

ITB Italia torna ad alzare la voce sul tema delle aste balneari. In un documento inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il Tavolo tecnico sul bando-tipo, l’associazione presieduta da Giuseppe Ricci ribadisce un no netto alle gare per le concessioni demaniali in essere, chiedendo al Governo di bloccare ogni schema di bando e di tutelare le imprese uscenti.

accessori spiaggia

Perno centrale delle osservazioni depositate è l’interpretazione fornita dall’associazione sulla recente giurisprudenza europea: secondo ITB Italia, l’ordinanza della Corte di Giustizia UE del 10 luglio 2026 conferma che la direttiva Bolkestein non può essere applicata in modo automatico. L’associazione sostiene infatti che lo Stato abbia l’obbligo di verificare concretamente la scarsità della risorsa spiaggia a livello nazionale, prima di avviare qualsiasi procedura selettiva; una condizione che, secondo ITB, non è stata dimostrata ed è condizionata dalla mancanza di una mappatura definitiva e dei piani di utilizzo del demanio (PUAD) regionali.

Alla luce di questa lettura, l’associazione chiede l’abrogazione delle norme sulla concorrenza varate dal Governo Draghi e sollecita un intervento legislativo nel DDL Concorrenza per garantire la continuità aziendale dei concessionari.

Abbiamo chiesto al presidente di ITB Italia, Giuseppe Ricci, la posizione dell’associazione a seguito degli ultimi sviluppi legali.

«Lo sbaglio, fino ad oggi, è senz’altro quello di non aver insistito nel prendere in considerazione la tesi che avevamo proposto qualche anno fa durante un incontro al Ministero delle Finanze, ovvero il diritto di superficie con riscatto delle aree dove insistono le nostre strutture», dichiara Ricci. «L’idea fu accantonata e nessuno ha più ripreso l’argomento. Secondo la nostra interpretazione delle recenti pronunce europee, in assenza di una dimostrata scarsità della risorsa a livello nazionale, le concessioni non dovrebbero andare a gara. Per questo riteniamo che debba essere applicato l’art. 10, comma 1 della Legge 16 marzo 2001, n. 88, ripristinando il regime di rinnovo automatico alla scadenza».

«In sintesi conclude Ricci, crediamo che la scarsità di risorsa non sussista e che i gestori debbano poter continuare a condurre le proprie attività balneari».

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