Attualità

Dopo il voto europeo, si riapre il dossier balneari

Domani il tavolo interministeriale sulla riforma delle concessioni, in scadenza fra pochi mesi

Dopo il trionfo elettorale, per il governo di Giorgia Meloni è tempo di tornare al lavoro. Uno dei dossier più importanti riguarda quello delle concessioni balneari, su cui l’esecutivo è chiamato a prendere una decisione a stretto giro. Per domani è convocato a Palazzo Chigi un nuovo appuntamento del tavolo interministeriale sul demanio marittimo e forse sarà occasione per sapere qualcosa di più sugli intenti concreti della maggioranza. Finora gli esponenti di Fratelli d’Italia sono stati piuttosto silenti, forse temendo cali di consenso rispetto a un tema impopolare, ma ora che il voto è acqua passata e il partito ha sfiorato il 30%, è possibile scoprire le carte.

Le concessioni balneari scadranno il 31 dicembre 2024 per effetto della legge 118/2022 del governo Draghi, che ha strappato un anno in più rispetto alla scadenza imposta dal Consiglio di Stato, ma solo a titolo di proroga tecnica finalizzata a concludere le procedure selettive. Il nuovo esecutivo trainato dal centrodestra ha ulteriormente spostato il termine al 31 dicembre 2025, ma l’ennesimo rinvio ha aperto un trambusto giuridico senza precedenti: Palazzo Spada ha infatti più volte disapplicato le proroghe, anche con recenti sentenze piuttosto dure, poiché i rinnovi automatici e generalizzati sulle concessioni di beni pubblici sono in contrasto col diritto europeo.

Per il settore delle concessioni balneari serve una riforma più strutturale e definitiva, che pochi giorni fa il ministro agli affari europei Raffaele Fitto ha promesso «entro le prossime settimane». La scadenza dei titoli è vicina ed è urgente decidere come saranno rinnovati, per quanto tempo e secondo quali criteri. Gli imprenditori del settore confidano che il governo lo faccia mantenendo le promesse fatte due anni fa, prima delle elezioni politiche nazionali, quando la leader di Fratelli d’Italia gridava all’esclusione dalle gare per i concessionari storici. Ma allo stesso tempo, si chiedono anche perché finora non siano state mantenute. Prima c’era una Commissione europea in scadenza; ora invece sta per partire una nuova legislatura che vedrà probabilmente la riconferma di Ursula von der Leyen, con cui Giorgia Meloni ha stretto ottimi rapporti. C’è da sperare che li sfrutti per negoziare le migliori tutele possibili.

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