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Decreto Infrazioni, due terzi degli emendamenti riguardano i balneari

Le votazioni iniziano domani. Le proposte insistono soprattutto sul tema degli indennizzi, ma i margini per migliorarli sono molto stretti.

Sono 244 gli emendamenti segnalati al decreto Infrazioni che riguardano l’articolo 1, quello sulle concessioni balneari. Si tratta di oltre due terzi del totale dei 380 emendamenti sopravvissuti alla prima scrematura. Il decreto Infrazioni introduce nuove norme per chiudere 16 procedure di infrazione, ma quelle che riguardano le concessioni balneari sono le più attenzionate dalle forze di maggioranza e opposizione. Il capitolo non è dunque ancora chiuso, anche se Palazzo Chigi non sembra disposto a effettuare modifiche su un testo concordato con la Commissione europea, che dà tempo fino al 2027 per concludere le gare.

In particolare le forze di maggioranza – in forte imbarazzo a causa delle promesse non mantenute dalla premier Meloni, che si era impegnata a evitare le gare per le concessioni storiche – puntano a riaprire la partita suggerendo qualche correzione sul tema degli indennizzi. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno presentato una sessantina di emendamenti al primo articolo del testo, sul quale le commissioni Giustizia e Finanze della Camera dei deputati inizieranno a votare da domani.

Tuttavia, dopo il lungo negoziato con Bruxelles, conclusosi con la norma inserita nel provvedimento licenziato lo scorso settembre, i margini sono ormai estremamente stretti. Inaugurando la fiera di settore TTG-InOut di Rimini, la ministra del turismo Daniela Santanchè ha detto che «i balneari dovrebbero essere contenti» del decreto, mentre le associazioni di categoria sono tornate all’attacco parlando di «una brutta legge che va modificata». Con le imminenti elezioni regionali in Liguria ed Emilia-Romagna, due regioni in cui il comparto turistico balneare ha un certo peso, il tema potrebbe rappresentare per l’esecutivo una nuova complessa matassa da sbrigliare.

Secondo la maggioranza, qualche spiraglio potrebbe aprirsi sugli indennizzi. Su questo nodo, tutte e tre le principali anime della maggioranza hanno avanzato proposte, in qualche caso anche sovrapponibili. Una delle richieste è di ampliare dal 20% al 50% la quota dell’importo riconosciuto dal concessionario subentrante entro il termine indicato nel bando, con il rilascio di una fideiussione a copertura della rimanente somma. Inoltre, Fratelli d’Italia e Lega propongono di non limitare il calcolo degli indennizzi agli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati negli ultimi cinque anni, bensì di fare riferimento a quelli «relativi a immobilizzazioni materiali e immateriali e al valore aziendale dell’impresa». Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi ha poi presentato un emendamento per limitare il temuto strapotere delle grandi aziende: «Al medesimo offerente non possono essere rilasciate più di due concessioni su tutto il territorio nazionale», recita la proposta. Forza Italia chiede invece di consentire agli hotel con una spiaggia di fronte alla struttura di averne «l’affidamento diretto» per una «durata annuale, che sia funzionale all’esercizio della loro attività e di dimensioni proporzionate alla rispettiva capacità ricettiva».

Il dossier completo con gli emendamenti che riguardano i balneari (pdf, 68 pagine) può essere scaricato dal pulsante qui di seguito.

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