Veneto

“Da Gigetto”, giustizia è fatta: Tar restituisce concessione allo storico gestore

La famiglia Tiozzo si era vista respingere il rinnovo del titolo per dei motivi giudicati errati dal tribunale amministrativo.

Vicenda a lieto fine per lo stabilimento balneare “Da Gigetto“, che ha visto riconoscersi i suoi diritti dal Tar del Veneto dopo un angosciante contenzioso. Lo storico lido di Sottomarina di Chioggia (Venezia), gestito da oltre sessant’anni dalla famiglia Tiozzo, lo scorso anno aveva presentato domanda ai sensi della legge regionale 33/2022, che permette di presentare un piano di investimenti per ottenere il rinnovo della concessione passando attraverso un’evidenza pubblica, e quindi nel pieno rispetto della direttiva Bolkestein. Tuttavia, durante l’evidenza pubblica era pervenuta una domanda concorrente e, nella successiva procedura selettiva, il Comune aveva ritenuto non conforme il progetto dello storico gestore, facendo dunque vincere d’ufficio l’altro richiedente, senza nemmeno istituire una gara.

Subito la famiglia Tiozzo aveva presentato ricorso al Tar denunciando alcuni aspetti poco chiari della procedura comunale, e lo scorso maggio il tribunale amministrativo aveva sospeso in via cautelativa il passaggio della concessione, dando allo storico gestore la possibilità di continuare a condurre la sua impresa per l’estate 2023, in attesa della decisione di merito del giudice. Decisione che è arrivata nei giorni scorsi, e che ha dato piena ragione alla famiglia Tiozzo.

Nella sua sentenza, il Tar del Veneto ha preso in esame solo i primi sei dei ventuno motivi del ricorso dell’attuale concessionario, ritenendoli validi e considerando di conseguenza assorbiti tutti gli altri. In sostanza, i giudici amministrativi hanno sottolineato che il Comune di Chioggia non poteva rigettare la domanda della famiglia Tiozzo senza nemmeno prenderla in considerazione: per esempio, l’ufficio demanio aveva addotto tra i motivi di rigetto il mancato rispetto delle distanze di legge per un nuovo manufatto proposto nel progetto della famiglia Tiozzo, ma secondo il tribunale, sarebbe stato corretto chiedere lo spostamento di pochi metri anziché respingere del tutto l’offerta. Questo perché, afferma sempre la sentenza del Tar, il rispetto delle norme urbanistiche può essere verificato nella fase successiva alla procedura selettiva, e non può al contrario essere un motivo ostativo per rigettare una domanda e accogliere d’ufficio quella concorrente, senza nemmeno effettuare una comparazione.

In conseguenza alla decisione del Tar Veneto, la famiglia Tiozzo potrà gestire la concessione anche per l’estate 2024, l’ultima prima della scadenza dei titoli prevista dalla legge italiana. Dopodiché, sul futuro di questa e di tutte le altre imprese balneari dovrà decidere il governo Meloni.

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