Sib-Confcommercio

“Da Bonelli beceri attacchi contro i balneari: i suoi dati sono fuorvianti”

Capacchione (Sib): "Il deputato dei Verdi contesta i canoni che lui stesso ha contribuito a determinare"

«Ieri abbiamo fatto un appello, rivolto a tutti, a evitare polemiche strumentali stante la delicatezza della questione balneare, riguardante decine di migliaia di famiglie di lavoratori autonomi che rischiano di perdere lavoro e il frutto del loro lavoro. Ma purtroppo siamo costretti a constatare che questo nostro appello non è stato raccolto da tutti: è il caso del deputato Angelo Bonelli che, pur di attaccare i balneari, utilizza dati non corretti e fuorvianti». Lo denuncia il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, commentando le parole del deputato dei Verdi Angelo Bonelli in merito alla proposta di proroga delle concessioni balneari di un anno presentata dai partiti di centrodestra.

Prosegue Capacchione: «Il giro d’affari stimato per i balneari è un settimo rispetto a quello indicato da Bonelli, e da questo vanno pure detratte le spese e le tasse. Per i balneari, infatti, il costo fiscale è particolarmente vessatorio: ricordiamo che mentre per tutte le aziende turistiche l’aliquota Iva è del 10%, per gli stabilimenti balneari è più del doppio, il 22%. Inoltre, gli stabilimenti balneari sono obbligati a pagare l’Imu ancorché siano affittuari e non proprietari, e pagano la Tari anche per periodi in cui sono chiusi e per aree improduttive di rifiuti, in spregio al principio di diritto europeo “chi inquina paghi”».

Ancora, precisa il presidente del Sib, «il gettito dei canoni indicato da Bonelli non solo non comprende quanto incassato direttamente da alcune Regioni a statuto speciale (come la Sicilia), ma, soprattutto, non contiene le maggiorazioni regionali, che arrivano anche al 100% in più. Comunque i balneari da sempre chiedono di rivedere questi criteri sbagliati e ingiusti, perché c’è chi paga tanto e chi poco. Criteri che, giova ricordare, sono stati determinati con la legge 296/2006 quando Bonelli era, alla Camera dei deputati, il capogruppo di uno dei principali partiti dell’allora governo. Per cui questi canoni Bonelli non solo li ha approvati, ma ha anche contribuito a determinarli».

Conclude Capacchione: «La questione balneare è drammatica, e merita serietà e anche onestà intellettuale. Proprio ciò che ancora una volta sono mancati a Bonelli».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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