Assobalneari-Confindustria

“Coronavirus: balneari pronti a stringere i denti, ma servono garanzie sul futuro”

Il presidente di Assobalneari torna a chiedere l'esclusione dalla Bolkestein: "Sarebbe un intervento a costo zero per lo Stato"

L’umanità sta vivendo una situazione tragica che nessuno avrebbe mai immaginato di affrontare. Pensavamo che le pestilenze fossero una cosa del passato, e invece siamo nel pieno di una pandemia che sta provocando tanti morti. In questo scenario i danni economici appaiono solo una conseguenza secondaria, che tuttavia rendono infelicemente protagonisti noi imprenditori del settore balneare.

In queste giornate vicine alla Pasqua, caratterizzate da uno splendido sole, ancora non sappiamo quando e se potremo aprire: le misure straordinarie di contenimento sanitario attualmente lo impediscono fino al 3 aprile ed è molto probabile che saranno reiterate più a lungo. Ma anche qualora dovessimo tornare alla normalità entro l’estate, è certo che la stagione sarà in salita. Per questo, Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria torna a chiedere al governo di approvare una norma straordinaria per l’esclusione degli stabilimenti balneari dalla direttiva europea Bolkestein.

Non si tratta di una richiesta che intende approfittare o speculare su questo momento tragico, come qualcuno erroneamente potrebbe pensare. Al contrario, si tratta di un’istanza del tutto ragionevole: con così tanti settori economici in crisi, che avranno bisogno di sostegni economici straordinari per evitare di fallire, il settore balneare è l’unico che potrebbe beneficiare di un intervento a costo zero per lo Stato. Insomma, siamo disposti a stringere i denti per resistere a una stagione molto difficile senza aiuti pubblici in denaro, a patto di avere la garanzia di una prospettiva futura e certa sulle nostre imprese. Si tratta della strada giusta per permetterci di utilizzare le nostre capacità imprenditoriali e ritornare a galla con dignità.

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Fabrizio Licordari

Fabrizio Licordari

Presidente di Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria
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    Gianfranco Cardosi says:

    Credo che sussistano momento ed occasione per approvare la riforma elaborata dalla Commissione Rodotà sui beni pubblici, per sostituire il regime della demanialità e della patrimonialità, disciplinato nel Capo II- Titolo I- Libro III del codice civile, attraverso l’introduzione di una classificazione dei beni pubblici appartenenti a persone giuridiche , che sia fondata sulla loro natura e funzione, in attuazione dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale. Abbandonando l’attuale regime della demanialità, potremmo parlare di “autorizzazioni d’uso di un bene pubblico a fini imprenditoriali” uscendo così definitivamente dai vincoli della Bolkestein e dei Trattati Europei. Poichè strada o iter legislativo-amministrativo per recepire le indicazioni scaturite dall’analisi dello studio Rodotà, sono troppo facili e celeri da percorrere, probabilmente si continuerà a non percorrerla, continuando così a lasciare irrisolto il noto problema che assilla ormai da decenni le imprese turistico-ricreative stabilimenti balneari!

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    Cataldo Mazzone says:

    Bene Grande Presidente Licordari…. sono d’accordo su questa manovra, che purtroppo la vede soffocata attualmente dalle grandi necessità volte ad altri settori…
    io penso che il Governo veda per il momento ancora lontano il settore turistico, ecco il perchè della non considerazione al settore…
    Comunque siamo fiduciosi sul futuro del Turismo Italiano, ma soprattutto nell’incontro che il Governo avrà con le Associazioni.
    Associazione Operatori Turistici di Cirò Marina
    Porge distinti saluti
    il Presidente
    Cataldo Mazzone

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