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Non c’è nessun condono per gli stabilimenti balneari

I media stanno facendo credere che il governo abbia approvato una generica sanatoria per tutti i titolari di spiagge. In questo video spieghiamo come stanno davvero le cose.

In questi giorni i media generalisti stanno facendo credere che il governo, con il “decreto agosto”, abbia approvato una sanatoria sui debiti di tutti gli stabilimenti balneari. Si tratta di una fake news che smentiamo in questo video, spiegando come stanno davvero le cose.

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La norma contenuta nel “decreto agosto” risolve solamente la situazione delle circa trecento imprese pertinenziali, vittime di un errato meccanismo di calcolo sui canoni demaniali che ha fatto schizzare le cifre alle stelle e generato decine di contenziosi. Abbiamo illustrato i contenuti e gli intenti della norma salva-pertinenziali due giorni fa, nell’articolo “Canoni balneari, decreto agosto risolve contenziosi per 300 imprese pertinenziali“, che racconta anche la complessa vicenda di queste sfortunate aziende.

Invece agenzie di stampa, giornali e televisioni (e anche qualche politico, come per esempio Carlo Calenda in un post su Facebook pieno di imprecisioni) stanno facendo credere che il governo abbia approvato una generica sanatoria per tutti gli stabilimenti balneari. Alcune testate parlano addirittura di condoni, come per esempio Il Fatto Quotidiano e La Stampa. Come spieghiamo nel video, si tratta di notizie false o manipolate.

Puntuali come l’estate, queste campagne mediatiche hanno l’effetto di alimentare l’odio dell’opinione pubblica nei confronti dei titolari di stabilimenti balneari, basandosi su notizie infondate e distorte. Non sappiamo se i giornalisti lo facciano apposta e in malafede, oppure se fanno solo male il loro lavoro, senza preoccuparsi di approfondire i contenuti di una legge e limitandosi a leggerla superficialmente per ricamarci sopra articoli sensazionalistici. In entrambi i casi si tratta di comportamenti molto gravi, poiché colpevoli di disinformare i cittadini.

Con questo video non si intendono rappresentare interessi di parte, bensì solo spiegare le cose come stanno, per amore della verità. Nessuno nega che i canoni sono squilibrati: c’è chi paga poco e c’è chi paga troppo. Ma è disonesto mescolare le carte in questo modo, spacciando una legge che risolve un’ingiustizia subita da pochi sfortunati con una norma che favorirebbe gli interessi di tutti i balneari.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2010 è uno dei giornalisti italiani più esperti e autorevoli in materia di turismo balneare, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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      Buongiorno Bruno, le abbiamo risposto nell’altro articolo. In questi giorni di ferie la nostra redazione è in numero ridotto e possiamo impiegare un po’ più di tempo del solito a esaminare i tanti quesiti che ci vengono posti.

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    Ho una concessione di un’area Dem. MARITT. Mercantile scad 31/12/2020 per un manufatto di 24 mq. accatastata come grotta rifugio ricreativo. di cui sono proprietario superficiario dove pago i 366 euro di concess. + IMU,TARI e tassa Regionale. Spero di poter usufruire dell’estensione fino al 2033, pensate che, queste grotte situate sotto la falesia del Passetto di Ancona dovranno subire un canone minimo di euro 2500. Ringrazio anticipatamente per una evv. risposta Franco.

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