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Condinanzi nominato giudice Corte Ue

Il professore è profondo conoscitore del demanio marittimo. Sua la risposta del governo Conte bis per difendersi dalla procedura di infrazione sulle concessioni balneari.

La Conferenza dei governi degli Stati membri dell’Unione europea ha nominato Massimo Condinanzi come nuovo giudice della Corte di giustizia europea. Il suo mandato inizierà il prossimo 7 ottobre e durerà fino al 2030. Condinanzi è professore di diritto dell’Unione europea alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Milano. Si tratta di un nome noto tra gli imprenditori balneari italiani: sua è infatti la firma nella risposta che il secondo governo Conte diede all’Unione europea, per difendersi dall’avvio della procedura di infrazione sulle concessioni balneari. Era il febbraio del 2021 e quella lettera fu molto apprezzata dalla categoria dei balneari, poiché conteneva delle precise argomentazioni giuridiche a difesa dei titolari di stabilimenti. Nonostante la puntuale risposta, la procedura di infrazione è stata comunque avviata ed è tuttora aperta, ma il “documento Condinanzi” viene ancora oggi utilizzato e citato tra le tesi difensive delle associazioni di categoria.

Il professor Condinanzi subentrerà in Corte Ue a Lucia Serena Rossi, che era stata nominata giudice nel 2017. Anche lei era un nome noto agli imprenditori balneari, ma per altri motivi: da profonda conoscitrice del demanio marittimo, Rossi è stata consulente prima per la Regione Emilia-Romagna e poi per il governo italiano, in particolare affiancando il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi, e ha sempre sostenuto l’inevitabilità delle gare sulle concessioni balneari.

L’esperienza in materia di demanio marittimo rappresenta insomma una costante tra questi due italiani nominati giudici nella Corte di giustizia europea, che si è espressa più volte sulla questione delle concessioni balneari. L’ultima è stata ad aprile 2023, quando è stata ribadita l’illegittimità delle proroghe automatiche. Nelle prossime settimane la Corte Ue dovrà pronunciarsi sulla compatibilità col diritto europeo dell’articolo 49 del Codice della navigazione, che prevede gli espropri senza indennizzo degli stabilimenti balneari al termine della concessione. Ma è probabile che la pronuncia arriverà prima di ottobre, quando cioè la carica di Condinanzi non sarà ancora effettiva.

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