Eventi Sicilia

Concessioni demaniali marittime, convegno all’Università di Palermo

L’Università di Palermo organizza un convegno dal titolo “Le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative e portuali”, in programma il 10 gennaio alle ore 9.30 nell’aula magna del Dipartimento di scienze politiche (via Maqueda 324, Palermo).

I lavori saranno aperti dal direttore del dipartimento Costantino Visconti, alla presenza del ministro del mare Nello Musumeci, dell’assessore regionale al territorio e ambiente Elena Pagana, del presidente dell’Autorità portuale di Palermo Pasqualino Monti e del presidente della Camera di Commercio di Palermo Alessandro Albanese.

La relazione d’apertura sarà a cura di Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo all’Università di Palermo e promotore del convegno. Seguiranno gli interventi di Antonio Barone (Università di Catania), Loredana Giani (Università di Roma), Maria Immordino (Cga Sicilia), Nicola Romana (Università di Palermo) e Fabrizio Tigano (Università di Messina).

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«La complessa tematica delle concessioni demaniali marittime è divenuta di estrema attualità, sia a livello nazionale che regionale, per le delicate questioni di diritto europeo insorte, ma anche per la rilevanza economica del settore, significativa soprattutto nell’isola», recita la presentazione del convegno. «La procedura di infrazione sul regime italiano di assegnazione delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative della Commissione europea risale al 2008. Da lì tentativi di rinvio da parte dei legislatori di Stato e Regione, ai quali una legge nazionale (la 118/2022) ha posto fine, dopo reiterati provvedimenti sollecitati da giudici amministrativi e penali, prevedendo tempi stretti (2023-24) per gare e scadenza delle concessioni. A fine 2022 l’aumento del 25% dei canoni concessori, mentre si preannuncia un ricorso alle Sezioni unite della Cassazione contro le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. L’obiettivo del convegno è quello di esaminare e possibilmente delineare il contesto ordinamentale entro il quale potrà intervenire il legislatore, a partire dalle preannunciate iniziative sul decreto milleproroghe all’esame delle Camere».

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  1. Tutti abbiamo conosciuto la determinazione di Draghi, che, con l’ausilio dei suoi ex principali sostenitori grillini del suo governo, ha fortemente voluto, usando ogni mezzo, per poter “applicare” la BOLCKSTEIN, e soddisfare, così facendo, i suoi amici di Bruxelles. Tutti sappiamo, che la famosa direttiva, è stata la “stella polare” del CDS che ha emesso le famose sentenze gemelle, grazie alle quali, il “nostro” Draghi, ha potuto “legiferare” in tempi strettissimi (pur senza alcuna necessità), nello stesso tempo, si accingeva a definire i decreti attuativi, nonostante la caduta del suo governo (provvidenzialmente fermato). Ora però, in molti si chiedono, se la bolckstein, è un diritto europeo, e non invece, un SOPRUSO EUROPEO che autorizza tutti gli Stati membri a fare “shopping” di coste italiane e di migliaia di storiche piccole imprese familiari, che hanno saputo ben avviare e gestire a proprie spese, un comparto diventato strategico per la nostra economia, oltre che fiore all’occhiello per la Nazione. Sopruso, anche perché, gli italiani non potranno mai avere le stesse opportunità dei popoli europei per ovvissimi motivi. Pertanto, la BOLCKSTEIN, che ancora non sì capisce se è una legge (vedasi ricorso alla CGUE del TAR DI LECCE), va assolutamente ripudiata, in quanto, assurda, gravemente discriminante e dannosa per il nostro popolo, quindi inaccettabile, coloro che la invocano, non sono “normali”.

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