Norme e sentenze

Concessioni balneari, Tar: “Pandemia giustifica deroga al principio di concorrenza”

Per la giustizia amministrativa è corretta la normativa emergenziale che ha disposto l'estensione dei titoli

Alcune pronunce giurisprudenziali intervenute in questi giorni hanno affermato la validità e l’efficacia della normativa emergenziale emanata dal governo e dal parlamento lo scorso anno per garantire la continuità lavorativa dei balneari nelle more dell’applicazione della legge 145/2018, che ha disposto l’estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 2033.

L’articolo 182, secondo comma, del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito con la legge 17 luglio 2020 n. 77, impedisce «l’assegnazione, con procedure di evidenza pubblica, delle aree oggetto di concessione» e, nel contempo garantisce che «l’utilizzo dei beni […] da parte dei concessionari è confermato verso pagamento del canone previsto dall’atto di concessione».

Orbene, questa norma è stata applicata dall’Autorità di sistema portuale di Napoli per una proroga biennale rinnovabile in favore dei concessionari. A fronte del ricorso di un presunto controinteressato che chiedeva l’annullamento del provvedimento e lo svolgimento della gara, il Tar di Napoli con l’ordinanza n. 768/2021 del 26 aprile ha deciso «di respingere la domanda di sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato, atteso che lo stesso costituisce applicazione di una normativa emergenziale, in giustificata e temporalmente limitata deroga agli ordinari principi di concorrenza, in considerazione degli effetti dell’attuale situazione sanitaria e del conseguente bilanciamento dei contrapposti interessi, così come definito dal legislatore nazionale».

Analoga decisione è stata adottata dal Tar dell’Aquila in una controversia relativa, questa volta, al mancato rinnovo di una concessione da parte del Comune di Giulianova. Infatti il tribunale amministrativo abruzzese, con la sentenza n. 231 del 23 aprile 2021, ha chiarito che l’articolo 182 secondo comma del decreto 34/2020 «trova fondamento in un motivo imperativo di interesse generale afferente ragioni “di sanità e di salute pubblica” e “di salute e sicurezza dei lavoratori dipendenti e autonomi” che appare giustificare eccezionalmente, anche secondo la prospettiva normativa di rango euro unitario, l’estensione della durata temporanea delle concessioni demaniali in corso».

Per i giudici amministrativi, pertanto, non si può non tener conto degli effetti che ha avuto la pandemia sull’attività dei concessionari e anche sul funzionamento degli uffici. Queste decisioni indubbiamente positive non eliminano comunque la necessità e l’urgenza di un intervento chiarificatore del governo in ordine alla legge n. 145/2018, così come del resto chiesto anche dalla Conferenza delle Regioni e dall’Anci.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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  1. é circa un anno che cerco di comprare una spiaggia….. cifre folli…
    in più nel 2020 la maggior parte delle spiaggie che ho visto ha dichiarato di aver GUADAGNATO UGUALE O DI PIU rispetto agli altri anni quindi in principio per cui per colpa della pandemia AVREBBERO DIRITTO AD UNA PROROGA DI 10 ANNI a canoni irrisori MI SEMBRA QUANTO MENO ASSURDO….
    mi sembra un offesa per tutti quei ristoratori.. baristi… proprietari di club e discoteche che AVENDO UN PADRONE DI CASA PRIVATO hanno sempre pagato le tasse i canoni d’affitto e si trovano con CONTRATTI IN SCADENZA…
    é una vita che i balneari HANNO VITA FACILE A SPESE DELLA COLLETTIVITÀ….. é ora che inizi lo stato DI DIRITTO anche nel settore balneare e la LIBERA CONCORRENZA…
    sperando di riuscire quando prima a diventare un gestore di stabilimento…
    un saluto a tutti…

    • Quando un giorno diventerai un balneare ed io mi auspico il più breve possibile ,ti accorgerai che non è tutto oro quello che luccica,e che dopo tanti anni di sacrifici per farti una clientela ed avviamento, arriva l Europa e ti obbliga a partecipare ad un bando e magari la tua concessione viene data ad un altra persona.poi mi dirai.

  2. Nikolaus Suck says:

    O magari l’Europa non ti obbliga a fare niente e non duce nulla di nuovo ma ti ricorda solo una cosa che c’è sempre stata, ovvero che al bando devi partecipare perché la concessione è scaduta. È scaduta perché la scadenza c’è sempre stata. C’è sempre stata perché si tratta di risorse pubbliche della collettività. Come tali non possono essere date a vita ad uno solo e per il loro sfruttamento devono poter periodicamente concorrere tutti e a parità di condizioni. Perché non conta solo l’interesse privato e imprenditoriale tuo ma anche, e anzi di più, quello generale, pubblico e collettivo. E se, anche grazie alla tua esperienza, sei e resti il migliore magari la concessioni la rivinci e te la tieni.

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