Cna Balneari

Cna Balneari: “Riforma spiagge deve coinvolgere attuali imprese”

L'associazione invita il governo a "salvaguardare l'attuale modello" anche col riordino delle concessioni

«Il riordino della normativa del demanio marittimo non può essere dettato dai pronunciamenti della giustizia amministrativa. Invitiamo il governo ad attivare il confronto con le associazioni di settore, partendo dalle disposizioni della legge 145/2018 in seguito rafforzate dai decreti “Rilancio” e “Agosto” del 2020, per definirne indirizzi, criteri direttivi e tempistiche». È quanto sottolinea una nota di Cna Balneari alla luce dei recenti orientamenti del Consiglio di Stato che escludono la sussistenza di un diritto in capo agli attuali concessori alla prosecuzione del rapporto oltre il 31 dicembre 2023, data entro la quale, anche in assenza di disciplina legislativa, essi cesseranno di produrre effetti.

Prosegue Cna: «È fondamentale che governo e parlamento, nello scrivere la riforma del demanio, tengano conto della salvaguardia dell’attuale modello balneare attrezzato italiano, costituito da trentamila imprese».

«È necessaria una riforma complessiva con la condivisione delle imprese esistenti, delle Regioni e delle pubbliche amministrazioni territoriali per individuare strumenti e misure efficaci che, a giudizio di Cna Balneari, tengano conto dell’impatto socio economico derivante dalla decadenza generalizzata di tutte le concessioni in essere e quindi del valore complessivo dell’offerta turistica costiera», conclude la nota.

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Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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