Norme e sentenze Sib-Confcommercio

“Cittadini non sono legittimati a invocare gare concessioni balneari”

Lo afferma una sentenza del Tar di Palermo

Il Tar di Palermo, con la sentenza del 27 maggio 2021 n. 819/2021, ha rigettato il ricorso di alcuni cittadini palermitani che chiedevano di non applicare la legge 145/2018 e di effettuare la messa a gara di una porzione di demanio marittimo oggetto di una vigente concessione demaniale marittima. Il Sindacato italiano balneari – Confcommercio è intervenuto in questo processo a sostegno del concessionario interessato e per maggiore supporto ha deciso anche di partecipare personalmente all’udienza di discussione insieme agli altri avvocati del collegio difensivo.

Nella pronuncia, il Tar di Palermo ha riconfermato il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale il comune cittadino non è legittimato ad adire l’autorità giudiziaria per invocare la messa a gara delle concessioni demaniali marittime.

Con questa sentenza il Tar di Palermo ha pertanto escluso la legittimazione in quanto «la loro iniziativa giurisdizionale si risolve in un’inammissibile azione “popolare” volta a ottenere un controllo generalizzato sulla legittimità degli atti adottati dall’Amministrazione regionale in tema di proroga delle concessioni demaniali marittime, la quale è in contrasto con il carattere di giurisdizione soggettiva della giustizia amministrativa». Significativo è anche la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio per questa loro azione temeraria.

«Siamo soddisfatti di questa importante sentenza – commenta il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione – che rafforza la decisione che abbiamo assunto di intervenire come sindacato rappresentativo del settore in tutte le controversie giudiziarie riguardanti i balneari nonché di partecipare personalmente alle relative udienze al fine di rendere ancor più evidente l’interesse dell’intera categoria di difendere questo importante comparto dell’economia nazionale. In tale ottica siamo già intervenuti in diversi altri procedimenti giudiziari (dalla Toscana alla Puglia, dalla Campania al Lazio) e continueremo a farlo ovunque sarà necessario a tutela dei balneari italiani».

Per approfondire

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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  1. Questa spocchia che hai mi fa ribrezzo. Innanzitutto questa sentenza ricalca uno dei quesiti posti da Griffi. Risponde al rinvio richiesto da Pasca un mese fa circa. Quindi secondo l’autorevole diario dell’Olimpo l’agcm dovrebbe fare causa in tutti i comuni italiani per garantire pari trattamento. Ah dimenticavo non gliene frega nulla all’agcm di fare applicare la legge in modo uguale dappertutto. Vai a lavorare

    • diario a questo punto ti potrei anche denunciare in base a quello che ha emesso il tribunale di palermo cosi invece di nasconderti uscirai allo scoperto da quel vigliacco che sei……io so chi sei….hai capito lurido sciacallo…

      • Mi sfugge, Ernesto, l’oggetto della denuncia, forse “istigazione alla salvaguardia di interessi personali attraverso istituzioni pubbliche all’uopo preposte”?..se sai chi sono sei sempre il benvenuto alla mia porta per un buon caffè.

        • io no sto scherzando diario ti verro a cercare altro che salvaguardia….le tue opere di beneficenza non purificano il tuo animo nero .anche io ho scritto (naturalmente non avendo nessuna risposta)al tuo amico sciacallo rustichelli per sapere come vengono spesi i nostri soldi e poi ho inviato il tutto alla guardia di finanza di roma affinche faccia luce su certe questioni del tuo amico corrotto e dico corrotto due volte.ci vediamo molto presto .il caffe non lo voglio…se vuoi incontrarmi sono al quartiere gasparri di ostia….

          • Addirittura un quartiere per Gasparri..hai fatto bene a fare le tue azioni, io ho segnalato il tema ad alcune testate giornalistiche sperando che entri nel dibattito politico in previsione delle prossime elezioni così da non costringere i cittadini a ricorrere al TAR per chiedere ciò che si attende ormai da anni…speravo nelle vostre manifestazioni ma non se ne è parlato affatto.

  2. Nikolaus Suck says:

    Ma quando mai Carlo, è una sentenza che era ovvia e scontata, anche senza l’intervento inutile del sindacato e che con i quesiti del CdS non ha proprio nulla a che fare. Se un cittadino qualsiasi impugna un atto senza vantare e dimostrare un interesse specifico e qualificato e un pregiudizio concreto e individuale, il ricorso è inammissibile, punto. È semplice ed è così da sempre.

  3. carlosde1977@libero.it says:

    Non è così. Alcune società hanno fatto ricorso e vinto contro la proroga in alcuni comuni. Non era scontato che il Tar sollevasse il problema.

    • Nikolaus Suck says:

      In questo caso sì invece, e qui è solo di questo caso che si sta parlando, in cui la mancanza di posizione differenziata dei semplici cittadini ricorrenti è talmente palese che viene da chiedersi come ai loro legali sia venuto in mente di proporre il ricorso. Infatti la condanna alle spese oggettivamente risibile sembra una specie di bacchettata sulle dita.

  4. Avv. Suck buongiorno. Le faccio una domanda, se me lo concede. Lei ha capito perché Griffi, visto che Pasca è praticamente isolato, abbia deciso di convocare la plenaria per l’importanza dell’argomento oppure perché ha ritenuto che Pasca abbia sollevato una serie di argomentazi utili e valide? grazie mille

    • Nikolaus Suck says:

      Carlo premesso che si tratta sempre solo di un pensiero personale e non posso azzardare speculazioni su cosa succede nella,testa del Presidente del CdS, dal tenore della convocazione a me sembrerebbe che sia in primo luogo per l’importanza dell’argomento e per mettere un punto fermo unico il prima possibile. Senza nulla togliere al fatto che le argomentazioni del TAR Lecce siano statuizioni che anche se isolate vanno affrontate con il giusto rispetto pure per contestarle e smentirle. Vedremo.

      • Aggiungo che il ricorso avverso la sentenza del TAR Lecce è stato assegnato alla V Sezione che si è pronunciata con una serie di sentenze gemelle che riconoscevano la validità delle proroghe, sebbene senza entrare nel merito, mentre la VI Sezione ha portato argomentazioni ben più corpose e strutturate. Questa situazione porta ad un contrasto interno al Consiglio di Stato che, giustamente, il Presidente Patroni Griffi ha voluto prevenire prima che la situazione diventi ancora più caotica di quella attuale. Ci manca solo che dopo le P.A. che aplicano in maniera diversa la legge, ci si metta anche il massimo organo delle giustizia amministrativa.
        Ad ottobre tutte queste chiacchiere saranno solo parole al vento.

        • Buongiorno avv Mistral. Quindi secondo Lei le parole al Vento erano quelle della 5 sezione? In pratica lei ritiene che che l’esito sia scontato?la ringrazio

          • Ovviamente non posso fare previsioni, ma la V Sezione non ha effettuato alcun tipo di approfondimento, ha dato per scontata la validità delle proroghe e finito lì.
            Da questo punto di vista è molto più apprezzabile lo sforzo di Pasca, soprattutto le sentenze del 2021 che sono leggermente diverse e più convincenti di quelle del 2020, sebbene notevolmente eccentriche non solo rispetto alla giurisprudenza dominante, ma anche rispetto ad alcuni punti fermi della primazia del diritto europeo su quello nazionale e del potere di disapplicazione.
            L’Adunanza Plenaria, comunque si pronunci, assumendo in pieno il suo ruolo nomofilattico, spazzerà via ogni dubbio su quale debba essere l’interpretazione che la giurisprudenza amministrativa (e le strutture della PA) deve dare al complesso delle norme in vigore che, mi piace ricordarlo non sono solo quelle di fonte parlamentare o governativa, ma anche quelle della UE e delle Regioni, ognuno nel suo ambito di competenza.
            Parole al vento sono quelle che spesso si leggono nei commenti totalmente privi di cognizione di causa. Una cosa è la realtà come è, altra cosa è come si vorrebbe che fosse. Dopo la pronuncia dell’Adunanza Plenaria tutte le fantasiose interpretazioni lette in questa sede diventeranno parole vuote che gli stessi che le hanno pronunciate rinnegheranno, ma così è il gioco dei social.
            Tuttavia ottobre potrebbe non essere risolutivo, perché l’Adunanza Plenaria potrebbe sollevare la questione di legittimità costituzionale, e allora se ne parlerà nel 2023 e dintorni. Speriamo di no.

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