Itb Italia

“Caro Draghi, salviamo i balneari col diritto di riscatto”

La lettera aperta di Giuseppe Ricci (presidente Itb Italia) al capo del governo

Eccellentissimo presidente Draghi, quale presidente di un’associazione di gestori di stabilimenti balneari, vorrei chiederle se è normale che, dopo quindici anni e dieci governi, ancora non si sia risolto il problema dell’errata applicazione della direttiva Bolkestein alla nostra categoria. Come ormai sanno tutti coloro che operano nel settore, noi in realtà non c’entriamo nulla con l’applicazione della direttiva: uno stabilimento balneare non è uno stand estemporaneo; siamo noi che abbiamo costruito, organizzato e gestito strutture ricettive (ristoranti, spogliatoi, docce…), impianti per l’intrattenimento dei bambini, risorse e apparati per la sicurezza dei bagnanti (scafi, torrette d’avvistamento…)! Ma tutto ciò è passato inosservato: dai tempi dei nostri nonni noi aspettiamo il riconoscimento del nostro ruolo di tutela delle spiagge e di milioni di turisti… e questo sempre nel rispetto delle regole emanate dagli enti locali e delle leggi dello Stato che garantivano noi e i nostri investimenti.

La qualità del nostro servizio è certificata dalla possibilità per tutti (ricchi o poveri che siano) di poter usufruire dei servizi balneari: non possiamo perciò permettere che, messe all’asta, le nostre concessioni finiscano in mano a multinazionali del divertimento che ne faranno un altra cosa… e, temo, a volte non lontana da intrallazzi, traffici strani, macchine lavatrici di interessi sporchi: francamente non ci regge il cuore vedere il frutto delle nostre fatiche di generazioni essere cancellate così.

Carissimo presidente, togliere e mettere a repentaglio il futuro di migliaia di lavoratori è un delitto, così come lo è stata la cancellazione dell’articolo 37 e dell’articolo 10 dalla legge 88/01 che dava giuste, anche se minime, garanzie a chi ha sempre creduto e investito in questa attività: è una forma di violenza nei confronti di chi ha lottato per decenni per favorire lo sviluppo del turismo balneare. Eppure negli ultimi 15 anni abbiamo assistito a innumerevoli passerelle politiche e abbiamo ascoltate fantasiose, quando non impossibili, soluzioni per il futuro del nostro turismo.

Un secolo è passato da quando andare a fare la “balneatura” era un privilegio di pochi ricchi, mentre ora, grazie al nostro lavoro, andare al mare a fare turismo balneare è possibile a tutti: oltre che per le nostre opere d’arte, tanti stranieri vengono in Italia per fare turismo balneare, facendone così un asset portante della nostra economia e da cui tutti i cittadini, operatori e fruitori hanno tratto vantaggi e soddisfazioni.

Ma davvero si può pensare che le spiagge e il turismo balneare non abbiano più bisogno di chi da decenni vi lavora? E che una semplice proroga di 13 anni possa compensare decenni di impegni, investimenti e tutela del nostro prezioso turismo balneare? O forse è tempo di dare il giusto riconoscimento all’impegno della nostra categoria, riconoscendo il diritto di riscatto per le proprie imprese, legalmente e regolarmente costituite e su cui tanto abbiamo investito? O forse, a quale altra soluzione equa e dignitosa si potrebbe pensare se non a un diritto di riscatto per una categoria che da sempre al mattino apre gli ombrelloni e si pone al servizio di turisti e bagnanti?

Per noi e per l’interesse dei nostri cittadini e di tutti i turisti, questa è una soluzione equa e giusta, che garantirebbe un forte introito alle casse dello Stato nonché la presenza di gestori balneari conosciuti, seri, competenti e che da decenni danno lustro al nostro turismo balneare. Verranno, così, protette le nostre spiagge da avventurieri, riciclatori di denaro sporco, dilettanti allo sbaraglio. Ma soprattutto questa soluzione, oltre a garantire anche la tutela delle spiagge, salverebbe le nostre famiglie che hanno sempre creduto nel turismo balneare impegnandovi anche tutte le proprie risorse economiche.

Presidente, ci ascolti. Ascolti la voce di chi da tanti anni lavora sulle spiagge: noi con le altre associazioni potremmo contribuire a una soluzione equa e soddisfacente per tutto il settore, del problema legato all’improvvida direttiva Bolkestein. A nome mio e degli altri rappresentanti della categoria, le auguro buon lavoro e… buon bagno sulle nostre spiagge!

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Giuseppe Ricci

Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
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    Teo Romagnoli says:

    La miglio soluzione per tutti! Garanzia per lo stato, per i turisti e per gli imprenditori. Si può chiedere di meglio?

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    Tutela imprese says:

    il problema e che non riusciamo a far cambiare approccio all’europa , perche il diritto di insistenza era una buona norma , non dava proroghe eterne , poteva essere modificato operatore con una valutazione dello stato su investimenti e modalità di utilizzo del bene, riconosceva dignità e dava certezza al settore, toglierlo è stata una sciocchezza. Ora si deve partire da una valutazione degli interessi in gioco , le concorrenza è un principio che ha una finalità, quella di migliorare il servizio e far incassare lo stato, allora a questo punto pensare ad un legge che non proroga in automatico ma lascia ogni 6 anni spazio alla PA di valutare l’operato degli imprenditori insistenti raggiunge gli obbiettivi. Il mercato sarebbe aperto sulle nuove concessioni da assegnare , come avviene ogni anno regolarmente, si introduce il concetto viste le regole e europee della proprietà commerciale e dell’avviamento in caso di cambio gestione, la PA valuta e decide se hai meritato il diritto di insistere. Fare le aste significa dire alle imprese c’è il rischio di perdere, invece va ricosciuto alle stesse la possibilità di avere un giusto diritto di restare se ho lavorato bene e ho fatto economia e sviluppo.

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    Nikolaus Suck says:

    Tema già trattato qui il 20 marzo scorso. Stavolta la “lettera” è scritta (o rivista) in modo più accorto, restando vaghi sull’oggetto del “riscatto” ed evitando di parlare esplicitamente di sdemanializzazione, ma la cosa continua a non essere fattibile. Parlare di riscatto “per le proprie imprese” o non ha senso ed è inutile, perché le imprese sono già “vostre” e non hanno bisogno di essere riscattate da nulla; oppure, se riferito alle spiagge e al suolo, è impossibile perché si tratta di demanio nazionale necessario, imprescindibile ed indisponibile in senso assoluto, non solo per legge ma per principio generale e per ragioni geopolitiche non solo nazionali ma anche internazionali (e non solo “europee”). Non basterebbe una norma, bisognerebbe cambiare un intero ordinamento.
    Significativa la conclusione: Benvenuto sulle “nostre” spiagge….!

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    Suck, è evidente che sei completamente “fuori”, ci spiegheresti cosa significa “le imprese sono già vostre” se poi, non hai a disposizione l’area dove necessariamente devi poter utilizzare tutta una serie di attrezzature acquistate per farla funzionare questa impresa, con la PROPRIA CLIENTELA in precedenza conquistata con tanta fatica? Inoltre, faresti mai investimenti di centinaia di migliaia di euro se non di milioni, se non hai CERTEZZE sul futuro? Anche se riesci a realizzarla, faresti mai ristrutturazioni e innovazioni, spendendo altre cifre considerevoli, se poi, il prossimo anno o fra due o tre, rischi di perdere tutto? È evidente che questo “sistema” porterebbe DEGRADO e SPECULAZIONI di ogni tipo, facendo perdere interesse e competitività con i Paesi concorrenti. Queste sono nozioni molto elementari, che ognuno dovrebbe conoscere, pur non essendo avvocato! Ecco perché, la proposta del Presidente Ricci, diventa molto interessante, per TUTTI gli italiani. (Magari, riesci a farti eleggere nella commissione, per determinare il valore del riscatto! 😜)

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    … assurdo……
    vuole solo difendere UN PRIVILEGIO a danno di chi vorrebbe SERIAMENTE E ONESTAMENTE entrare nel mercato delle spiaggie….
    almeno dicesse… alzate il canone a livello degli altri ma no….
    vuole pagare POCO O NULLA È LO VUOLE PURE A TEMPO INDETERMINATO E SENZA CONCORRENZA…

    IMBARAZZANTE…..

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    Nikolaus Suck says:

    Renzo come già detto, e questo ennesimo intervento lo conferma, risponderle ancora e sempre sulle stesse cose è una perdita di tempo. A partire dal fatto che le attrezzature sono vostre e ve le potete anzi dovete portare dove volete, che nessuno ha detto che le concessioni durino uno, due o tre anni (ha ragione Diario, continua ad accorciare, sarà un caso?), che gli investimenti sono e devono essere collegati e proporzionati alle durate legali che sono sempre esistite e non ad aspettative o speranze a vita mai previste da nessuna legge, e che “tutti gli italiani” non comprendono solo voi e i vostri clienti. QUESTE sono, in effetti, nozioni molto elementari, oltre che spiegate e ripetute mille volte. Se lo stesso non ci arriva o non ci vuole arrivare, non ci si può fare niente.

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      Suck! Ancora a tavola? Ma come lo vogliamo chiamare lo stabilimento? Bagno “Il foro”? Se riuscite a metterci le mani sopra e chi vi manda più via. Se sono restati tutti questi anni questi 4 ignoranti a voi azzeccagarbugli chi vi ammazza! Sarebbe un bel colpo eh?

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        Nikolaus Suck says:

        Andrea a parte che non ho mai detto “a tavola” ma grosso modo ore pasti, la stessa battuta, che già non è un gran che, riciclata all’infinito diventa noiosa.

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    Faccio Considerazioni a tutti quelli che argomentano in punto del DIRITTO! Il Diritto non esiste, è solo un rapporto di forze politiche! Andando quindi a cosiderazioni che ANTICAMENTE ERANO DETTE “ secondo il buon padre di famiglia, osservo come di seguito: nel 2020 fidandomi delle leggi e normative NAZIONALI ho rilevato uno stabilimento balneare investendo 3 miliardi di lire!!! (Circa 1.500.000 euro) . SUCCESIVAMENTE È INTERVENUTA UNA DIRETTIVA EUROPEA LE CUI CONSEGUENZE SONO: 1) MIO FIGLIO HA PREFERITO EMIGRARE ALL’ESTERO ANZICHÉ RESTARE NELL’INCERTEZZA!!! 2) NON RIESCO A CEDERE L’AZIENDA NEPPURE AD UN PREZZO STRACCIATO!!!!!!!! Domando quindi a A TUTTI QUELLI CHE LEGIFERANO IN PUNTO DI DIRITTO: SAPETE COSA SIGNIFICHI PERDERE UN FIGLIO??? ED UN CAPITALE SUDATO PER TUTTA UNA VITA??? Ripeto, SAPETE COSA SIGNIFICHI PERDERE UN FIGLIO!!!!!!!

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      Fabio,nel 2020 lei si è fidato ciecamente di una legge,la 145,attaccabile sotto tutti i punti di vista e lasciata si può dire a metà,con la seria prospettiva di una procedura di infrazione europea e,come se non bastasse,in piena pandemia e ha sborsato tre miliardi delle vecchie lire per una concessione?A me pare che abbia giocato d’azzardo,ma di brutto! Chi si dovrebbe far carico adesso del suo errore colossale?Noi? Lo Stato?Sinceramente mi fa quasi più schifo chi ha “venduto” ad una cifra simile una concessione che allo stato attuale vale meno di una cicca.Che tristezza!

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    Suck, è vero hai detto più volte, anzi tantissime volte, un sacco di fesserie. Le strutture, anche quelle di difficile rimozione, con tutte le attrezzature (cadute dal cielo) di 30.000 piccole imprese le portiamo a casa tua, cancelliamo le partite iva e veniamo a mangiare, tutti, sempre a casa tua! Il presidente Ricci ha fatto una proposta onesta: pagare in maniera adeguata, riscattando l’area in concessione, con il doppio risultato di maggiori introiti per lo Stato e dare certezze agli imprenditori balneari, stimolando investimenti e creando sviluppo, così come avviene in tutti i Paesi del mondo. Tutto il resto sarà “merdazza” e truffa! Davvero stiamo perdendo tempo!!!

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      Avv. Lucano says:

      Inutile argomentare , stiamo parlando di interessi contrapposti tutti meritevoli di tutela per carità, la concorrenza resta un principio lodevole e che apprezzo ma in questo specifico caso non può ledere gli interessi non solo economici ma oserei dire di dignità di un intero settore . Ho spiegato abbastanza chiaramente che se andiamo a sbattere la testa sulla miriade di norme e di principi da esaminare , tutti staranno a recriminare qualcosa. Ho spiegato che la questione è politica e non giuridica, ma anche giuridicamente se ne può uscire eccome. Ora, tocca alla politica , sono sicuro che non saranno i tribunali a decidere la vostra sorte. Sono fiducioso sulla possibilità di trovare soluzioni adeguate, perché mettere in ginocchio cosi tante persone ( non privilegiati come vogliono far credere) non solo è ripugnante ma non appartiene al mio ideale di stato di diritto che tutela le imprese sane e tutti i lavoratori onesti. Vi consiglio di raccontare le vostre storie e i sacrifici fatti per arrivare dove siete arrivati hanno più valore di una norma buttata in un codice del 1950 o di una direttiva del 2006.

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      Nikolaus Suck says:

      La sorte delle “strutture di difficile rimozione” è già regolata dalla legge, con norme nazionali che esistono da tempo e non europee, e che chi le ha realizzate conosceva e doveva conoscere.
      Ripeto che la proposta di Ricci è semplicemente irrealizzabile perché le aree sono demanio c.d. necessario e indisponibile, ovvero che deve essere take per forza e non può essere “sdemanializzato” come sarebbe necessario fare.
      Non solo. Anche se si potesse non vi servirebbe a niente. Perché quando si sdemanializza un bene pubblico non lo si può dare a chi ci sta sopra e basta, ma per stabilire chi può “riscattarlo” serve sempre e comunque, indovini un pò, una GARA pubblica!
      E non per l’Europa, ma per leggi nazionali fondamentali che esistono dal 1923 e 1926 ed esprimono principi generali dell’ordinamento che non si possono cambiare.
      Quindi sì, è vero, con queste proposte “state perdendo tempo”.

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    ma sarebbe un problema per i soliti proaste una volta vinta la gara per la concessione, rilevare la azienda con il fatturato al valore dell’ azienda in base al suo fatturato, garantirne un aumento, assumere lo stesso personale?
    Direi di no , e allora direi che siamo tutti d’accordo o no??? aspetto risposte, ma intelligenti.

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