Sib-Confcommercio

Capacchione (Sib): “Balneari insieme a Comuni e Regioni per ripartenza settore”

L'intervento del presidente del Sib-Confcommercio al summit del G20 Spiagge di Riccione

«Serve un’alleanza fra imprenditori balneari, Comuni e Regioni per un inderogabile e urgente intervento legislativo che metta in sicurezza giuridica la balneazione attrezzata italiana e faccia ripartire il settore». È quanto ha dichiarato ieri a Riccione Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, nel suo intervento al convegno “Concessioni demaniali: un confronto tra i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria” nel corso dei lavori del G20 Spiagge, il network nazionale delle destinazioni balneari con almeno un milione di presenze turistiche, impegnato per definire al meglio il futuro delle coste italiane.

«La ripartenza è ancora più necessaria a causa della congiuntura economica avversa per il conflitto bellico in corso che si somma agli effetti negativi di una non ancora superata epidemia», ha continuato Capacchione. «Gli imprenditori balneari con i Comuni e le Regioni sono le parti lese di uno Stato latitante e pasticcione».

«L’imminenza delle elezioni amministrative e la prossimità di quelle politiche possono indurre a posticipare un intervento normativo non più procrastinabile. Bisogna, quindi, scongiurare la tentazione di fuga dalle proprie responsabilità della politica che è chiamata ad affrontare e risolvere il problema della morte annunciata di decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che hanno costruito un modello di balneazione attrezzata che il mondo ci invidia», ha concluso il presidente del Sib.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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  1. Maredinverno says:

    Volevo chiedere una cosa all avvocato Suck o a chi ne sia a conoscenza
    I miei avvocati mi dicono di stare tranquillo avendo avuto il rinnovo al 2033 dopo procedura di pubblicità, trasparenza ecc… rinnovo ottenuto il 9 dicembre 2019 dall ufficio delle entrate pagando il dovuto
    ora loro mi dicono per la legge Madia non avendo commesso né io né il funzionario del comune un illecito devo stare tranquillo essendo trascorsi più di 18mesi dalla proroga alla sentenza del CDS.

    • Maredinverno a scanzo di equivoci noi nella nostra associazione locale un ricorso lo abbiamo fatto poi se serve o no non lo so ma secondo noi piuttosto che niente è meglio piuttosto…….una cosa è certa è meglio avere qualcosa di scritto poi si vedrà……

    • Nikolaus Suck says:

      Buonasera e grazie della domanda. Ho però qualche difficoltà a risponderle,
      1) perché me lo chiede come avvocato mentre io qui scrivo da privato che esprime le proprie opinioni e convinzioni (anche se ovviamente usando le mie nozioni, più o meno limitate);
      2) perché se ha, e ha già chiesto, ai “suoi avvocati”, di cui ovviamente si fida e che per risponderLe si suppone abbiano studiato tutte le norme e sentenze pertinenti, come professionista non sarebbe per me corretto criticare il loro operato e le loro conclusioni;
      3) perché senza conoscere la situazione e tutti i documenti è impossibile rispondere seriamente. Ad esempio cosa significa “procedura di pubblicità, trasparenza ecc…”, e secondo quali norme?
      SE però volesse la mia opinione personale in via del tutto generale no non sarei d’accordo. Direi che dopo la Plenaria le proroghe disposte dai Comuni possono essere considerate atti solo ricognitivi di un effetto prodotto direttamente dalla disposizione di legge, e non provvedimenti amministrativi contenenti una valutazione autonoma. Così li avevano considerati anche le ultime sentenze Pasca del TAR Lecce sub judice, che per questo ne avevano negato addirittura la autonoma impugnabilità. Ma allora non possono nemmeno “consolidarsi” ai sensi della Madia per cui il termine di 180 giorni (che in ogni caso non è blindato e inderogabile sempre e comunque) non viene proprio in considerazione. Piuttosto, con la disapplicazione dell’effetto di legge le proroghe comunali che su quello si basano è come se non esistessero e sarebbero altrettanto “disapplicabili” senza nemmeno doverle annullare, in autotutela o in giudizio. Quindi, magari avrà materiale per provare a combattere, ma la conclusione di semplicemente “stare tranquillo”, così come la riferisce Lei, mi sembrerebbe un poco affrettata. Ma, ripeto, è una mia valutazione personale e senza conoscere ed avere studiato la situazione e i documenti concreti. Saluti.

  2. tenga conto che se la tesi dei suoi avvocati è giusta, si ritornerebbe di fatto all’applicazione della 145, con estensione della normativa in base al principio di proporzionalità anche ai comuni che di fatto non hanno esteso. La sentenza AP ha un efficacia diretta su tutti i rinnovi, quindi a meno che non ci sia un intervento legislativo a breve la sua proroga non ha validità, perché contraria alla normativa europea (tesi come sappiamo tutti abominevole) . Se poi il legislatore corregge il tiro evitando di fare proroghe generalizzate ma indirizzando le estensioni caso per caso in base a ciò che la direttiva stessa indica le probabilità di estensione sono alte in presenza dei presupposti richiesti. Le forza politiche sono quasi tutte daccordo sul riconoscimento dei valore aziendale, devono passare dalle parole ai fatti, non escludo che questa materia faccia detonare il governo se forza la mano.

    • Teo Romagnoli says:

      Il valore aziendale è una bufala verranno riconosciuti valori bassissimi non ci possiamo accontentare di questo, bisogna puntare all’ esenzione dalla bolkestein . I presupposti ci sono.

  3. direi che stai toccando tasti ovvi, insieme a maree di ricorsi per vari motivi in caso di riassegnazione con gare.Purtroppo, gli effetti collaterali tragicomici,, da Repubblica delle banane, niente interessano a chi ha come obbiettivo e nulla più, la fine della legislatura e con lei della carriera politica dei più.

  4. Antilobby says:

    ……. Su mondo balneare c’è un articolo della sentenza del TAR Toscana n. 79 del 2022 che mette in dubbio la validità delle concessioni balneari rilasciate senza evidenza pubblica con adeguata pubblicità……. Prova a leggere l’articolo e ti puoi scaricare la sentenza….

    • Maredinverno says:

      Non mi sembra che centri qualcosa sulla mia fattispecie…io non ho fatto investimenti…ho solo prorogato come tanti con la 145 e dal giorno dell estensione alla sentenza di ottobre 2021del CDS sono passati 21 mesi…io sono stato per 30 giorni sull albo pretorio del comune…ho fatto tutto quello che serviva per trasparenza e pubblicità…

      • Secondo proprio Capacchione l’atto di proroga è considerato non valido a causa della sentenza che ha solo ribadito che non era possibile estendere tutti…la pubblicazione sull’albo pretorio non è un bando tanto che non ci sono i criteri di comparazione e su questo si era espresso il TAR TOSCANA contro Piombino che aveva fatto i punti blu in questo modo. Ovviamente io sono di parte per cui vediamo i risultati dei ricorsi che fatti per tempo chiariranno il problema in tempo per i bandi.

          • Antilobby says:

            …. Potrei sbagliare….. la tua proroga l’hai avuto per mezzo della citata 145/18 che è stata dichiarata illegittima nella parte che concedeva una proroga indistintamente generalizzata a tutti anche se è stato emesso un atto formale senza che vi siano stati effettuati criteri di comparazione …..

          • Nikolaus Suck says:

            Sempre che si applichi e possa applicare, la legge Madia nella sua “radicalità” è stata successivamente temprata e precisata dalla giurisprudenza e non è così blindata e insuperabile.

  5. la domanda di maredinverno mi sembrava chiara: il fatto di avere un atto regolarmente registrato con pagamento di tassa di registro (2%dei canoni fino al 2033)
    passato ampiamente il periodo in cui l’ amministrazione comunale in autotutela poteva recedere, che titolo di rivalsa da al concessionario , quantomeno nei confronti di chi lo ha emesso?
    io non ho capito la risposta, se qualcuno la ha. Forse lo sa patroni Griffi.

  6. Siamo sicuri che tutti questi convegni, incontri e tavole rotonde servano a qualcosa o piuttosto a sottolineare quanto sia divisa la categoria e quindi elettoralmente ininfluente? Siamo sicuri che comuni e regioni saranno in grado di modificare in qualche modo ciò che è stato scientemente deciso da un decreto governativo successivamente ad una mirata campagna denigratoria atta a rendere invisa la categoria all’opinione pubblica? Spero tanto di sbagliarmi ma non ho nessuna fiducia in questa politica.

    • Teo Romagnoli says:

      Pienamente d’accordo con te Claudio e aggiungo l’ unica speranza è che il prossimo governo riprenda la linea del gennaio 2021 quando scriveva 29 pagine chiarissime all’ europa dicendo che le concessioni balneari italiane non sono soggette alla bolkestein!

      • Nikolaus Suck says:

        Purtroppo questo non lo decide il Governo, nessun Governo, ma spetta alle istituzioni UE. Quelle 29 pagine, che riprendono argomentazioni già affrontate, chiarite e superate a livello UE, portano dritte dritte alla prossima fase della procedura di infrazione.

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