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Canoni pertinenziali, 300 stabilimenti balneari non apriranno più

I sindacati Sib e Fiba chiedono al governo una moratoria per riformare la parte della legge 296/2006 che assoggetta i canoni demaniali marittimi delle pertinenze ai valori OMI

Abbiamo apprezzato la risoluzione che i parlamentari del Pd Silvia Velo, Caterina Bini e altri hanno rivolto al governo per richiamare l’attenzione dell’esecutivo su un problema che si sta trascinando da anni nell’indifferenza: quella relativa ai canoni demaniali pertinenziali.

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In questo periodo stanno, infatti, ‘venendo al pettine’ i nodi di una norma del 2006 sulla determinazione dei canoni demaniali marittimi che, con l’applicazione di spropositati valori OMI per le opere incamerate dallo Stato, ha portato quei canoni a valori tali da non poter essere corrisposti e, di conseguenza, oggi diverse centinaia di imprenditori si trovano tra l’incudine di Equitalia e il martello della revoca della concessione demaniale perché non sono in grado di pagare migliaia di euro; pertanto rischiano di perdere la propria impresa e migliaia di dipendenti e collaboratori di restare senza lavoro.

Siamo di fronte a veri e propri drammi che stanno portando all’esasperazione e alla disperazione così tante famiglie, mettendone in gioco l’avvenire e le certezze costruite con il lavoro di generazioni. Sono anni che le associazioni di categoria segnalano questa emergenza senza ottenere nemmeno ascolto. Ora non è più possibile non affrontare e risolvere questo problema. Ci rifiutiamo di credere che lo Stato, per di più in un momento così drammatico per l’occupazione, diventi il ‘braccio armato’ nella distruzione di imprese e, nel contempo, siamo determinati a difendere con ogni mezzo i tanti posti di lavoro, di esperienza, di qualità di un’offerta turistica che non riguarda solo stabilimenti balneari ma anche alberghi, ristoranti, discoteche, bar e campeggi.

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Abbiamo chiesto al ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni e al viceministro Stefano Fassina un incontro urgente per trovare assieme le necessarie soluzioni. Carte alla mano, dimostreremo come si tratti di una situazione che le imprese non possono più reggere e la cui soluzione non può prescindere dalla volontà del governo di porvi rapidamente rimedio prima che sia troppo tardi.

Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti ribadiscono la propria intenzione di sostenere con forza questo segmento importante del turismo balneare, e se ancora una volta non troveranno ascolto da parte degli organi istituzionali, sono pronte a scendere in piazza davanti al parlamento e al ministero delle finanze per difendere con la dovuta determinazione il futuro delle imprese coinvolte e soprattutto la dignità del lavoro.

comunicato congiunto di Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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