Norme e sentenze

“Bolkestein vale anche per ambulanti”, Tar smentisce tesi dei balneari

Il tribunale amministrativo del Lazio ha applicato la direttiva europea anche al commercio su aree pubbliche, spegnendo una delle ultime speranze rimaste a favore dei balneari che chiedono l'esclusione totale dalle gare

La direttiva Bolkestein vale anche per le concessioni dei mercati ambulanti, che vanno riassegnate tramite gare pubbliche in base ai principi stabiliti dalla recente sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni di spiaggia. Lo ha affermato il Tar del Lazio con la sentenza n. 539/2022 pubblicata lo scorso 18 gennaio (presidente Pietro Morabito, estensore Michelangelo Francavilla), che demolisce una delle ultime tesi rimaste a favore delle istanze dei balneari che chiedono l’esclusione totale dalle evidenze pubbliche previste dal diritto europeo. Infatti la stessa legge 145/2018 che aveva disposto la proroga al 2033 delle concessioni di spiaggia (poi annullata lo scorso novembre dal Consiglio di Stato) aveva anche del tutto escluso le concessioni degli ambulanti dall’applicazione della direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, scatenando le proteste dei balneari che denunciavano la disparità di trattamento subita. Invece, la recentissima pronuncia del Tar Lazio ha stabilito che le gare pubbliche previste dalla Bolkestein devono essere istituite anche per i posteggi dei mercati ambulanti.

Secondo il tribunale amministrativo laziale, che ha respinto il ricorso della titolare di una concessione per il commercio sulle aree pubbliche, «è indiscutibile che i posteggi per l’esercizio del commercio nel Comune di Roma Capitale siano un bene limitato, considerato anche il ristretto carattere territoriale del Comune concedente, l’attuale assenza di concorrenzialità del settore e l’elevata attrattività che rivestono per gli operatori di tali attività, specie nel contesto caratterizzato da profili di unicità e assoluta particolarità quale è quello di Roma»: un concetto che, se applicato alle concessioni balneari, metterebbe la parola fine all’annoso dibattito sulla “scarsità della risorsa spiaggia”, utilizzato come argomento a favore dei balneari che chiedono l’esclusione dalle gare in quanto la Bolkestein prevede delle eccezioni per le risorse non scarse. Se le spiagge potrebbero esserlo considerate a livello nazionale, dal momento che circa il 50% delle coste italiane non è assegnato in concessione, ciò non è invece valido a livello comunale, come ha ribadito il Tar Lazio che ha tenuto conto delle specificità territoriali per le concessioni degli ambulanti: in questo caso si tratta di Roma, mentre per i balneari si guarderebbe alle zone turistiche di maggiore attrattività come la Versilia o la riviera romagnola, dove esistono esigue porzioni di spiaggia libera.

Per compiere questo ragionamento, il Tar del Lazio ha ampiamente citato la sentenza 18/2021 dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, la quale ha affermato che «il concetto di scarsità va invero interpretato in termini relativi e non assoluti, tenendo conto non solo della “quantità” del bene disponibile, ma anche dei suoi aspetti qualitativi e, di conseguenza, della domanda che è in grado di generare da parte di altri potenziali concorrenti». In conclusione il tribunale amministrativo – sempre citando la recente pronuncia di Palazzo Spada – ha dunque affermato che la Bolkestein è una direttiva autoesecutiva e che va applicata anche al settore del commercio su area pubblica per tutelare il principio della concorrenza.

Realista e preoccupato è il commento di Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari – Confcommercio, in merito alla sentenza del Tar Lazio: «La pronuncia applica anche agli ambulanti sia la Bolkestein che, conseguentemente, i principi giuridici affermati dalla plenaria del Consiglio di Stato dello scorso novembre per i balneari, a conferma di quanto da noi immediatamente evidenziato sugli effetti devastanti di queste sentenze che non si limitano ai balneari, bensì a tutti coloro che operano su suolo pubblico: dagli stabilimenti balneari agli ambulanti; dalle strutture ricettive a quelli della somministrazione, persino a dehors e tavolini su suolo pubblico. È bene che tutti ne siano consapevoli per evitare pericolose illusioni e posizioni velleitarie. Noi certamente lo siamo e costituisce il fondamento della nostra iniziativa sindacale».

Il testo della sentenza

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Teo Romagnoli says:

    Ma sti giudici cosa fumano..? La terra è un a risorsa limitata..all’ asta…per fortuna che la politica che fa le leggi e i sig. Magistrati la devono SOLO applicare..Arginate dunque questo assurdo dilagare di schegge impazzite che fanno danni alle perso e..altrimenti troveremo tanti incompetenti a gestire la cosa pubblica in nome d’una Co coerenza che c’è e sempre xi sarà..

  2. Ma quando saranno terminate i terreni edificabili saranno messe all’asta anche le attuali abitazioni private per lo stesso principio di scarsità?
    Perché non mettono all’asta allora anche tutti gli immobili, appartamenti e quant’altro possono nascere vicino a siti importanti ( Colosseo, Arena di Verona etc. ) che sono della comunità?
    TUTTA L’Italia all’asta vai!!!!
    Ps. Parlo da imprenditore, non da balneare. Questi stanno uscendo di testa….

    Un abbraccio e un incoraggiamento a tutti gli IMPRENDITORI ( quelli veri!! Tenete conto che in ogni settore ci sono gli speculatori e dai commenti letti precedentemente, evidentemente da gente completamente estranea al settore e gelosa, state facendo di tutta l’erba un fascio).

    Saluti.

  3. Sbaraccare e spiagge libere finalmente.
    Alcuni stanno là da generazioni pagando canoni ridicoli. Non era una situazione sostenibile ne corretta.

        • Non è un augurio, vorrei solo farti riflettere sul fatto che in quelle spiagge che dovremmo “sbaraccare” siamo noi a gestire, organizzare e PAGARE il salvataggio e, quando succede che il bagnino debba intervenire, non chiede al pericolante sia un cliente o meno dello stabilimento balneare, lo salva e basta. Svolgiamo anche un servizio pubblico, quanta superficialità nel commentare il lavoro altrui…..

          • Servizio pubblico che non ho mai visto in quanto il lido vicino alla spiaggia dove vado io pensa solo ai suoi clienti quindi…..

    • Sig. Manfredi non tutti sono per le spiagge libere questo le deve entrare in testa. Lo chieda ad anziani, portatori di handicap, ragazzi che amano gli sport di spiaggia ecc. ecc. Se lei la preferisce vada pure.
      Parla di canoni ridicoli?? E le rispondo che più sono alti i canoni e più sarebbero alti i prezzi delle attrezzature. Veda gli aumenti del metano nessuno ha dato la colpa ai benzinai ma sono stati costretti ad adeguarsi, vogliamo fare la stessa cosa?

      • Ma se il non cliente non lo fate nemmeno avvicinare…
        E poi, dopo che pagate una sciocchezza per la concessione e ci guadagnate anche mooooolto bene, visto pure che il bagnino lo paghiamo noi contribuenti… roba da matti

    • Concordo al 100%,questa gente gestisce beni che appartengono a tutta la comunità, da generazioni.E’giusto che perdano questo monopolio,e che tutti abbiamo la possibilità per un tot di anni a turno,di gestire un pezzo di spiaggia.

  4. Nikolaus Suck says:

    Bellissima sentenza fino a pagina 12, poi sulla modulazione nel singolo caso non sono d’accordo. ma stavolta il Presidente Morabito mi è proprio piaciuto, bravo.

  5. Detrattori spinti dall’odio e da risentimenti personali o da illusioni di facili guadagni . Non hanno a cuore la collettiva, ne sanno casa vuol dire gestire una spiaggia , ma solo interesse di parte. Giocare con la gente e con il suo lavoro e quanto di più sbagliato possa fare un essere umano. I balneari usciranno da questa storia perché sono dalla parte della ragione, non hanno colpe, non hanno abusato di nulla, sono vittime di un sistema di valutazione distorto che pensa che la crescita derivi dal togliere il lavoro alla gente ma non incentivare a farne dei nuovi , come qualsiasi sistema capitalistico dovrebbe fare. La piccola e media impresa è il cuore dell’Italia e mandarla al macero per la concorrenza è una responsabilità che pochi folli politici vogliono prendersi

    • Le risorse (spiagge demaniali, non proprietà private) sono limitate: Le sembra giusto che debbano essere lasciate agli stessi titolari a tempo indeterminato senza alcuna gara e pregiudicando le nuove generazioni?
      Non le sembra un pochino egoistico? Non è difficile da capire…

      • Penso che chi unque vorrebbe prendere uno stabilimento balneare si può fare sacrifici come gli hanno fatto tutti! A gestire uno stabilimento non come a vendere la frutta al mercato….

      • Lei capisca che quando abbiamo scelto di fare i concessionari, c’erano delle leggi che garantivano il rinnovo automatico a fronte di investimenti di capitali e vite lavorative. La legge ora può non piacere, ma ha funzionato perciò era giusto. Cosa diversa sarà per le nuove concessioni che nasceranno dopo la data della sentenza del CDS appena emessa. Naturalmente i nuovi atti concessori che saranno a tempo e andranno ad evidenza pubblica, saranno meno remunerativi o fallimentari.

        • Nikolaus Suck says:

          Ancora con questa storia. Nessuna legge ha mai “garantito” niente. Il rinnovo automatico, che non esisteva prima del 2001 ed ha smesso di esistere nel 2010, era possibile e consentito ma non “garantito”. E “automatico” non significava né certo, né dovuto, né perpetuo. Le scadenze restavano e andavano, appunto, “rinnovate” perché non perpetue. E potevano essere revocate non solo ad ogni scadenza ma in ogni memento. Se questa la chiama garanzia…

  6. Tanto è vero che il lavoro sporco lo sta facendo la magistratura, che di colpe ne ha tante , vista la velocità con cui trae le valutazioni ma poche quando non gli si mettono in mano strumenti per tutelare le imprese , strumenti che dovrebbero arrivare dalla stessa Europa con una legiferazione seria che tenga conto delle peculiarità dei singoli paesi e del suo tessuto economico-politico.

  7. Quello del Colosseo è un ottimo esempio:
    – Si tratta di un bene demaniale (come le spiagge)
    – Si tratta di un bene destinato ad erogare un servizio, in quanto sebbene bene materiale su suolo, con parti coperte e parti scoperte, non può essere utilizzato per deposito dell’ATAC, né per caserma delle Forze Armate, né per archivio (sebbene anche il contenuto degli archivi sia un bene demaniale); infatti la sua funzione è prettamente culturale e destinata ad una pubblica fruizione (come le spiagge)
    – E’ un bene scarso, perché nonostante ci siano migliaia di teatri e anfiteatri sparsi in tutto il mediterraneo e l’Europa, non tutti hanno la stessa qualità e appetibilità ai fini dello sfruttamento commerciale (come le spiagge)
    – Non è un bene commerciabile, nel senso che non può essere venduto, ma solo (eventualmente) affidato in concessione per uno sfruttamento economico per un tempo limitato in modo da tornare nella disponibilità dello Stato (come le spiagge)
    – Possono essere realizzate strutture di facile rimozione ai fini dell’erogazione dei servizi, come biglietterie, servizi igienici, uffici turistici, ecc. (come le spiagge)
    – Non può essere concesso per uso esclusivo ad un soggetto privato, sottraendolo alla pubblica fruizione, cioè non può essere concesso al più ricco del mondo, neanche a 100 miliardi di euro all’anno per utilizzarlo solo lui e i suoi amici (come le spiagge)

    …potrei continuare all’infinito, ma credo che il concetto sia già chiaro.

    Paolo stigmatizza qualcosa di incomprensibile. Cosa centrano le abitazioni private con i beni del demanio? Lo Stato può disporre solo dei beni di propria competenza, salvo la nazionalizzazione e l’abolizione di tutte le proprietà private. Non mi pare che la UE abbia un’impostazione bolscevica.

    Il principio della “risorsa scarsa” è collegato alla capacità del bene “pubblico” di produrre reddito, perciò se un privato vuole lucrare attraverso lo sfruttamento di un bene pubblico, lo deve fare in condizioni di pari opportunità con gli altri operatori economici, l’amministratore del bene pubblico deve garantire la massima trasparenza dei suoi atti e la massima pubblicità dei suoi avvisi e, inoltre, deve impedire qualsiasi forma di discriminazione. Cosa c’entra con la scarsità delle case o dei terreni edificabili?

    Le aste sono uno strumento indispensabile per garantire a tutti la possibilità di accedere alle risorse pubbliche, non sono un’invenzione dei giudici. Sono lo strumento dei Veri Imprenditori per dimostrare il loro valore, non uno strumento di aggressione ai beni privati.

    Il lavoro svolto dai Balneari in 20/30 o anche più anni di lavoro va difeso diversamente, non chiudendosi come una tribù su una montagna inespugnabile. La ricchezza arriva con la circolazione di merci, servizi e persone.

  8. Mistral, tutto fa brodo per buttarla in casciara e chiedere un altra proroghina , non posso pensare che credano in cio’ che dicano : lo dicono SOLO PER UN UNICO VERO OBBIETTIVO : LA PROROGHINA

    • Che vuoi farci…… sono abituati a stare là da generazioni e si sentivano onnipotenti. Amara la pillola da digerire adesso

  9. Carissimi. Le posizioni degli intervenuti sono ormai note, anzi puzzano di formaggio. Se sarà buono o cattivo ce lo dirà il tempo. Però permettetemi, io sono un imprenditore, quando apro “mondo balneare”…fin dalla prima pagina leggo home/news/catalogo fornitori/preventivi facile.
    Questa, come è stato più volte ribadito è una rivista di settore, dedicata al settore, che si occupa delle problematiche del settore. A qualcuno degli “ostili al settore” gliene importa qualcosa? Ogni notizia è letteralmente inondata da chi non ama e non apprezza il settore balneare, l’economia balneare, i balneari, la cultura del lavoro dei balneari. Paolo, l’ultimo che leggo, pensa che…l’unico vero obbiettivo sia la proroghina? Ne è certo? Pensa che siamo arrivati ad una tale e bassa consapevolezza della nostra misera condizione? Che furbastri che sono questi imprenditori balneari. Ah.
    Tutto quello che facciamo, che abbiamo fatto…i dipendenti che ci chiedono risposte che anche noi attendiamo…ma che peso ha? Nulla. Problemi nostri.
    Anzi ringraziamo l’onnipotente, Giusto. Questa ansia di famiglie che hanno messo sudore, lavoro, intraprendenza e tanto sacrificio la mette su questo piano poco edificante…assieme ai costruttivi e lusinghieri commenti dei suoi affini?
    Complimenti. Rispetto le vostre idee ma non le condivido e ne stigmatizzo l’inopportunità su sedi in cui sono divenute…non solo anacronistiche (fornitori, preventivi…che ve ne frega…come se la passino…e si capisce) ma stucchevoli, anche considerato che l’obiettività per quel che concerne chi cura questa testata non manca mai ed ogni argomento è sempre molto ben trattato ed esposto. Ad ogni modo vista una immagine dei balneari costantemente vituperata…invito qualche collega a frequentare i blog o canali facebook di questi signori per il libero mare e magari, come fanno loro, cercare di esporre i nostri concetti, problematiche e situazioni. Con enorme rispetto, come è giusto che sia. Altrimenti argomenti delicati su riducono ad un contrasto tra buoni e cattivi e tra furbi ed intelligenti. C

    • Cristoforo, mi spiace se ha travisato il mio messaggio.
      Quando ho detti VERI imprenditori, mi riferivo solamente al Balneare che nel corso degli anni si è comportato come tale, investendo. Voleva essere un commento a vostro favore. Purtroppo ormai qualsiasi commento sembra critico, dato che questi 6 o 7 esagitati e gelosi degli altri, riescono a prendere solo quello che gli fa piu’ comodo dei discorsi, distorcendoli ( riferimento al sig. Mistral che mi ha messo in bocca parole che non ho detto e gradirei non lo facesse, comunque cercherò di risponderle in sereta, punto per punto, dato che ora sono ancora a lavorare ).
      E per quanto poco possa valere il mio personalissimo giudizio sarebbe giusto sdemanializzare il retro-arenile, regolamentando ovviamente la cosa al meglio. Non vedo nessuna logica in continue proroghe che bloccano gli investimenti e la bontà di voi imprenditori balneari. Un imprenditore non può lavorare in un tale contesto…. ma proprio non esiste.

      Circa 8 anni fa mi informai per comprare una concessione in zona Apuo/Versiliese ma mi sono bloccato quando ho visto i costi e l’impegno a cui sono soggetti gli Stabilimenti Balneari: Un lavoro continuo durante l’inverno di manutenzione e pulizia e costi per 12 mesi contro guadagni per 3 mesi di lavoro 7 su 7, 12 ore al giorno. Inoltre informandomi sulla burocrazia che sta dietro la concessione ti passa la voglia di spenderci anche 1€ dato che oltre che al demanio per una qualsiasi richiesta si deve passare attraverso comune, stato, regione, beni ambientali, beni artistici etc.
      Quindi in un tale contesto dove ti mettono tutti i bastoni fra le ruote, provo ancora piu’ rispetto nei confronti delle persone che sono riusciti a creare un qualcosa che ci invidiano in tutto il mondo e che fanno passare serene vacanze a me, ai miei figli e alla mia famiglia.

      Grazie 🙂

      • Grazie Paolo per una volta un commento e considerazioni mirati e obbiettivi, senza cattiveria.
        Nella situazione politica economica in cui siamo nessun imprenditore di piccole medie imprese si salverà.
        È questo il vero problema.

  10. Ma cosa c’è il 22 a Ostia? Io ho trovato solo questo:
    Il tempo a Lido di Ostia il 22 gennaio è piovoso (con 109mm di pioggia durante 6 giorni passati). La situazione sta peggiorando rispetto al mese precedente dal momento che a dicembre c’è una media di 110mm di precipitazioni durante 7 giorni.
    Il clima è abbastanza freddo in quella zona questo mese, ma è vivibile se si indossano abiti caldi. La normale massima stagionale è di 13°C. Al mattino la temperatura scende a 9°C. Quindi, la temperatura media nel mese di gennaio a Lido di Ostia è 11°C. Notate che le normali temperature stagionali sono in contrasto con quelle osservatea Lido di Ostia nel mese di gennaio con una massima record di 18°C nel 2018 e una minima record di 0°C nel 2017.
    Nel mese di gennaio, la lunghezza del giorno a Lido di Ostia è generalmente di 09:30. L’alba è alle 07:36 e il tramonto è alle 17:06.

  11. Ragazzi tranquilli,

    se volete ritardare al riforma, e’ alquanto probabile che Draghi vada al Colle, in questo caso ci sara’ un rimpastino di governo, alla dove coglio coglio..

    Quindi passera altro temopo.

    Nel frattempo facemdo sempre il doppio gioco potete accusare il governo che non vuole ritardare la riforma.

    Pertanto si arriva a fine anno , con le elezioni alle porte niente riforma.

    Poi al 2024, facciamo una proroghina , e ricominciamo d accapo 😉

    • Quando mi capitava di osservare le assemblee al fine di produrre una piattaforma sindacale, c erano i rappresentanti che illustravano ai propri iscritti le possibilita’ di successo di una strada rispetto ad un altra, nonche’ i rischi.
      Gli iscritti consapevoli, a maggioranza votavano e i rappresentanti dei lavoratori imiziavano la vertenza.
      La consapevolezza e’ che questo processo partecipativo manca, anzi vi continuano a raggirare chiedendovi amche soldini, oltre che tesserine..

  12. Cristoforo, e’ vero il contrario se siamo quie’ per farvi aprire glio occhi agli imprenditori onesti.
    Quando si esauriscono gli argomenti giiridici, tormano quelli socisli

    Non buttiamola in casciara, nessuno e’ contro la categoria, ma contro i furbetti che fanno di tutto pef affossarla

  13. Non condivido l atteggiamento di Mistral dice di essere un balneare ma da come scrive mi sembra un burocrate,tutto quello che scrivi già è stato detto e ridetto ,il punto è un altro: che vadano a bando di nuovo le spiagge ma io voglio quello che mi spetta di diritto,perché mentre tutti questi sapientoni giudici della tastiera erano con gli attributi al sole,io lavoravo per ripulire una spiaggia in completo abbandono.vergognatevi tutti

    • Per la prossima generazione e per quelle future anche su pianeti diversi dalla terra presenti nell’universo che è infinito.

  14. Non si accontentano mai, dopo aver beneficiato di proproghe eterne,dopo che il consiglio di stato li ha graziati dandogli altre 3 anni di proroga, niente continuano imperterriti.

  15. Tutela imprese says:

    Non avete visto ancora niente, quando la disperazione prenderà piede ne vedrete delle belle! I sindacati devono essere ringraziati sono incubatori di rabbia che spero vivamente non esca mai fuori. Troppa gente e troppe famiglie coinvolte , secondo me i numeri che arrivano in Europa non sono esatti, tra ambulanti pertinenziali , balneari oltre a proprietari di ristoranti hotel e porti. Speriamo bene.

  16. Ora anche gli ambulanti rientrano nella direttiva Balestrino ok usano uno spazio pubblico dunque viene applicata la direttiva anche per queste attività.
    Ma come mai per le CONCESSIONI radio/televisive non si sente parlare di Bolkenstein??? Sono in concessione usano uno spazio pubblico e le risorse sono limitate (non possono entrare nuovi soggetti)
    Infatti i nuovi imprenditori che vogliono entrare nel mondo radiotelevisivo si devono comprare la concessione da un soggetto che già la possiede! Un po come i taxi gli ambulanti i balneari ecc ecc….
    Non capisco perchè nessuno mai parli delle televisioni???Forse perchè si andrebbero a toccare interessi politici di persone importanti??
    Questo è un mio dubbio;se qualcuno fosse in grado di rispondermi gli sarei grato!
    Grazie
    Un ambulante perplesso!!!

  17. Hanno venduto tutta l’economia italiana, ad iniziare dalle attività artigiane tutte passando per gli immobili storici dello stato e adesso non ultime il sistema delle concessioni. Arriveranno a prendesi anche le proprietà private, abbiamo un sistema di gestione bancaria che se volessero in meno di una notte ci prosciugano il conto corrente. L’italia è un paese che affaccia su due fronti… pensiamo…bene a chi non farebbe gola avere un tale controllo. Concludo con una citazione: …..meditate gente..meditate!!

  18. Giulio Frignani says:

    Nel bene o nel male, I comuni mortali si trovano a doversi adeguare alle direttive europee.
    Mo’ toccata ai balneari, e forse non tutto il male viene per nuocere: stando alle descrizioni, forse è il caso di cercarsi altre occupazioni e lasciare una magra vita di stenti e sacrifici quotidiani ad altri pazzi disposti ad assumersela al posto loro.

  19. La realta “ambulante” all’interno della direttiva Bolkestein è una realtà esclusivamente italiana, i governi precedenti scarsi in lingue e cultura non si sono limitati a mal interpretare la direttiva ma han anche peccato nello sbagliare a tradurre la stessa in Italiano dall’inglese.
    Infatti non vi è traccia nella stesura originale delle parole “ambulanti” “aste” “suolo pubblico” e/o “bandi” o “gare”, queste parole sono state inserite da qualcuno probabilmente per interessi personali. La liberalizzazione delle autorizzazioni sul suolo pubblico degli ambulanti è avvenuta nel 1998.
    Nessuno stato Europeo ha attuato ad oggi “febbraio 2022” la bolkestein sui mercati ambulanti, qualche domanda me la porrei a riguardo.

  20. Cioè Max, stai dicendo che le proroghe avute agli ambulanti sono tutte nulle? Nel mio caso, ho avuto una proroga della mia attività ambulante lo scorso anno, dato che mi trovo sul suolo demaniale, mi hanno rilasciato una cocessione demaniale legata al suap, ho pagato bolli e tasse per registrare il contratto come per legge all’ufficio delle entrate, e non mi è costato poco.
    Domanda: dopo tutto sto marasma, la mia concessione andrà a Gara??

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