Norme e sentenze Puglia

Balneari, Tar respinge “proroga tecnica” di tre anni del Comune di Lecce

Il tribunale amministrativo presieduto dal giudice Pasca ha emesso un decreto cautelare nei confronti di due concessionari che avevano presentato ricorso

Il Tar di Lecce ha sospeso con decreto cautelare la delibera del Comune di Lecce che proponeva una “proroga tecnica” triennale sulle concessioni balneari, al posto dell’estensione fino al 2033 prevista dalla legge italiana 145/2018. Con due provvedimenti pubblicati oggi (si tratta dei decreti cautelari n. 805 e 806 del 22 dicembre 2020, emessi dalla prima sezione del Tar Lecce presieduta dal giudice Antonio Pasca), il tribunale amministrativo del capoluogo salentino ha accolto la domanda cautelare proposta da due concessionari balneari, difesi dall’avvocato Leonardo Maruotti, che hanno impugnato la delibera della giunta comunale di Lecce n. 342 dell’11 novembre 2020.

La delibera e gli atti conseguenziali del Comune avevano disposto il rigetto delle istanze di estensione delle concessioni demaniali marittime sino al 31 dicembre 2033, offrendo come contro-proposta a ogni singolo concessionario due opzioni. La prima era la possibilità di avvalersi dell’art. 182, comma 2 della legge n. 77 del 17 luglio 2020 (che, attraverso il pagamento anticipato del canone demaniale per l’anno 2021, avrebbe permesso di utilizzare l’area); ma, in tal caso, il Comune non avrebbe rilasciato il titolo edilizio, che sarebbe dunque scaduto il 31 dicembre 2020. La seconda possibilità proponeva invece di avvalersi di una “proroga tecnica” di tre anni: in tal caso, il Comune avrebbe rilasciato il titolo edilizio ma il concessionario avrebbe dovuto espressamente rinunciare a utilizzare l’area al termine di tale periodo e avrebbe dovuto effettuare il monitoraggio dell’erosione dell’area in concessione (attività di competenza esclusiva del Comune e della Regione).

Gli stabilimenti balneari hanno impugnato i provvedimenti e il Tar di Lecce, accogliendo la loro domanda di decreto cautelare, ha stabilito che «sembra ricorrere il fumus boni juris con riferimento alla dedotta violazione dell’art. 1 commi 682 e seguenti della legge 145/2018 e dell’art. 182 comma 2 della legge 77/2020, considerato che ricorre altresì il periculum in mora solo in relazione alla conseguente esigenza di salvaguardare lo stato di fatto ad oggi esistente, assicurando il mantenimento delle strutture esistenti oltre la scadenza del 31 dicembre 2020 e fino alla data di decisione collegiale sull’istanza cautelare ovvero del ricorso nel merito».

Spiega l’avvocato Marotti, difensore dei due ricorrenti: «In altre parole il Tar Lecce, sia pure nei limiti della cognizione sommaria, in pieno accoglimento delle mie tesi difensive, ha ritenuto illegittimi gli atti sia nella parte in cui hanno rigettato le istanze di proroga sia nella parte in cui hanno ritenuto di non rilasciare nell’immediato il titolo edilizio».

Esprime grande soddisfazione Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento: «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di far applicare la legge, non certo quello di scontrarsi con le amministrazioni. Il mio rammarico sta nel fatto che i Comuni non intendono applicare la legge e i concessionari possono trovare giustizia solo nelle aule di tribunale. Il Comune di Lecce ben poteva aspettarsi che il Tar avrebbe nuovamente affermato che la legge va applicata».

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