Norme e sentenze

Balneari, Tar Abruzzo stronca estensione concessioni al 2033

Secondo i giudici, oltre all'incompatibilità col diritto europeo, sussistono la scarsità di risorse e l'interesse transfrontaliero certo

Il Tar Abruzzo ha dichiarato l’invalidità dell’estensione al 31 dicembre 2033 su due concessioni balneari rilasciate dal Comune di Vasto. Secondo il tribunale amministrativo, che ha accolto il ricorso di una società concorrente, il prolungamento di quindici anni disposto dalla legge 145/2018 sarebbe in contrasto con il diritto europeo. La durissima sentenza (la numero 40 del 3 febbraio 2021) cita in particolare la direttiva 2006/123/CE “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi e la sentenza della Corte di giustizia Ue del 14 luglio 2016 “Promoimpresa”, che ha dichiarato l’illegittimità delle proroghe automatiche sulle concessioni balneari, ma anche i recenti ricorsi dell’Antitrust contro alcuni Comuni toscani.

Lo scorso 4 settembre 2020 il Comune di Vasto aveva pubblicato un avviso pubblico in merito all’estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime del territorio, ma appena dieci giorni dopo la società Pasi srl ha presentato ricorso contro i titoli relativi al Lido del Sole e al Lido La Bussola, ritenendoli decaduti. Infatti le due concessioni in questione sono in attesa di una sentenza del Consiglio di Stato in merito alla legittimità o meno della proroga al 2020 (precedente all’estensione al 2033) e per questo sarebbero state proprio loro, e non altre, a essere oggetto del ricorso presentato dalla Pasi srl.

Con una pronuncia molto articolata, il Tar Abruzzo ha constatato il fondamento del ricorso e, in seguito a un’approfondita disamina del caso in questione, ha constatato come l’estensione al 2033 sarebbe incompatibile con il diritto europeo e quindi disapplicabile: «L’operatività delle proroghe disposte dal legislatore nazionale deve essere disapplicata in ossequio alla pronuncia della Corte di giustizia del 2016 – afferma il Tar – con conseguente illegittimità degli atti di proroga delle concessioni demaniali in assenza di gara».

Di particolare rilievo sono le considerazioni dei giudici nei passaggi in cui affermano che sulle concessioni balneari sussisterebbero l’interesse transfrontaliero certo e la scarsità di risorse: «Trattandosi dunque di una proroga generalizzata di più concessioni in corso di validità nel territorio del Comune di Vasto, appare oggettiva la sussistenza di un probabile interesse anche di operatori transfrontalieri in ragione del rilievo economico che rende poco incisivi i maggiori vincoli e oneri supplementari con i quali detti operatori debbono confrontarsi a differenza di quelli nazionali. […] La circostanza che vi siano altre porzioni di spiaggia libera, dedotta dal Comune resistente, pur suggestiva, non può assumere rilievo dirimente, atteso che le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative hanno come oggetto un bene/servizio che è ontologicamente “limitato” nel numero e nell’estensione a causa appunto della scarsità delle risorse naturali, poiché la spiaggia è un bene pubblico demaniale comunque limitato nell’estensione. La scarsità, cioè, non viene meno perché una parte del tutto non è stata ancora assegnata, in quanto è un connotato che riguarda il bene nel suo complesso, che è appunto limitato nello spazio e dunque non accessibile astrattamente a tutti, e perciò la sua assegnazione deve rispettare il principio di concorrenza».

Per approfondire

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. …e oggi è prevista la Camera di consiglio al Consiglio di Stato a seguito della richiesta di sospensione cautelare delle sentenze di dicembre del TAR Lecce.

    • Tutela imprese says:

      Diciamo che il Consiglio di Stato ci la decisione odierna sui cautelare inizia a capire, la tesi del TAR Lecce farà da apripista alla legittimazione delle estensioni e ci regalerà il tempo per risolvere la vertenza a livello europeo. A quanto pare anche questa sera molto Europarlamentari hanno
      Confermato che è la stessa commissione a sapere con consapevolezza che i balneari sono un effetto collaterale della direttiva servizi, assolutamente non pensata per questa categoria. La mancanza qui è solo politica, e deve essere colmata al più presto , e su questo le forze politiche sembrano tutte aver capire per bene la situazione. Si rischiano più di un milione di posti non aggiungiamo altro alla macelleria sociale ed economica.

  2. Tutela imprese says:

    Non fa più notizia , i giudici si rifanno alle sentenze precedenti, non innovano indirizzo sarebbe troppo imprudente e coraggioso. Aspettano la politica . Curioso che sussista interesse transfrontaliero e poi le risorse sono scarse e limite guardando solo la singola regione. Ci spieghino con che legge fanno i bandi che ancora non lo sappiamo??? Con il codice degli appalti?? E il codice della navigazione?? Vedete c’è un vuoto normativo possono fare tutte le pronunce ma non possono andare avanti. I bandi verranno impugnati sarà solo un caos all italiana che provocherà un blocco è un disastro lavorativo. Una volta cambiate le regole del gioco in Europa si adegueranno come fanno adesso copiando e incollando cose già scritte da altri colleghi.

    • Questa è una bufala. Per quale motivo non si possono fare le gare? Quando si liberano concessioni per decadenza o per rinuncia, vengono nuovamente assegnate con procedura ad evidenza pubblica (secondo l’accezione europea) senza che nessuno lamenti il vuoto normativo, mentre se si devono fare le gare per l’assegnazione delle concessioni di cui si pretende la fissazione del termine al 2033, allora c’è un vuoto normativo!
      Le risorse sono evidentemente e “naturalmente” scarse, perché non tutti i tratti di spiaggia sono ugualmente appettibili e quelli sfruttabili economicamente sono già tutti occupati. Perciò, essendo risorse economiche scarse hanno un interesse per il mercato e per la concorrenza; poiché siamo in un mercato libero e aperto, tutti devono poter concorrere per ottenere le concessioni economicamente appettibili, compresi gli operatori della UE.

      • Tutela imprese says:

        Va bene ammettiamo che sia come dice lei, mi faccia capire perché c’è tutto questa difficoltà politica nel fare qualcosa di legittimo ed europeo.?? Dopo ben 15 anni dalla sentenza della corte di giustizia come mai c’è questa difficoltà nel assegnare queste concessioni?? Sarà perché mettiamo in mezzo alla strada tanta gente o no?? Sarà perché uno stato serio tutela il lavoro e non appoggia scalate europee ad imprese sane italiane?? Sarà perché forse non è giusto che chi ha fatto impresa per 40 anni venga gettato come un rifiuto e il nuovo grande imprenditore si pappi avviamento e clientela?? Questa è politica e non diritto. La situazione mi creda è molto più complessa della semplice regola dell interessa transfrontaliero e non sarà certo quest ultima a fare la differenza ma la vita delle persone oneste e dei tanti lavoratori.

      • Sarà che le concessioni appetibili sono appetibili grazie agli investimenti e alla promozione fatta negli anni dagli imprenditori del settore che hanno trasformato luoghi che nessuno conosceva in mete turistiche. ci sono chilometri di coste vergini, che vadano ad investire li poi ne riparliamo.

        • Sarà Peter che le concessioni appetibili erano dentro un progetto urbanistico che ti ha permesso di fare arrivare strade da te, che ha permesso di fare strutture alberghiere per i tuoi ospiti…almeno fino a quando un balneare non riuscirà a trasformare l’acqua in vino io credo che voi abbiate usufruito di un bene pubblico grazie alla comunità e non per investitura divina per cui ora deve tornare alla collettività per essere riassegnato secondo criteri utili a quelli che ti hanno approvato la strada, la fogna, ecc….e vinca il migliore

      • E no caro …i nostri predecessori anno fatto da un campo di erbacce delle strutture turistiche quindi visto che le spiagge ci sono bisogna far le gare in quelle libere per rilanciare aree libere non rubare il lavoro agli altri!!!

  3. Bla bla bla , tanto le concessioni restano sempre agli attuali proprietari , il resto sono solo chiacchiere non andranno mai a bando , continuate a sognareeeeeeeee , rosicooooniiiiiiii

  4. Claudio Galli says:

    A me sembra che il commento di Alex sia troppo “catastrofico”: la sentenza discute di situazioni per le quali la concessione era già stata dichiarata scaduta.
    Sì che poi afferma che il 2033 è contrario alla normativa UE ma questo lo sapevamo già.
    Comunque la sentenza contiene anche la frase: “giova premettere che, secondo condivisa giurisprudenza, il provvedimento amministrativo adottato dall’Amministrazione in applicazione di una norma nazionale contrastante con il diritto eurounitario non va considerato nullo, ai sensi dell’art. 21-septies l. 241/1990 e per difetto assoluto di attribuzione di potere in capo all’amministrazione procedente (mentre non rileva nel presente giudizio la questione se gravi sulla stessa Amministrazione l’obbligo di non applicare la norma nazionale contrastante con il diritto eurounitario), ma solo annullabile, sussistendo di conseguenza l’onere di impugnare il provvedimento contrastante con il diritto europeo dinanzi al giudice amministrativo entro il termine di decadenza, pena l’inoppugnabilità del provvedimento medesimo (Consiglio di Stato sentenza 7874 del 2019)”.
    Quindi: i Comuni devono dare il 2033 e poi i TAR eventualmente annulleranno il 2033 per quei concessionari contro i quali qualcuno che ha interesse avrà fatto ricorso entro 60 giorni.
    Come, del resto, dice anche il TAR di Lecce.

    • Credo sia chiaro che il problema è a livello europeo e verrà risolto li , così come hanno fatto altri paesi europei. Le imprese balneari pagano l’inefficienza politica nell’indicazione della specificità del comparto a livello europeo e della sua importanza vitale nel turismo italiano. Esempi di normative di protezione su questioni importanti e di interesse nazionale a livello europeo ne abbiamo tanti, incredibile che nn si riesca a far capire i danni incalcolabili per la vita di tante persone con l’applicazione di una legge sulla concorrenza che sostanzialmente non era per niente vigente nel momento in cui la stragrande maggioranza di queste imprese hanno avuto la concessione.

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