Sicilia

Balneari Sicilia chiedono concessioni fino al 2033: “Anche i giudici ci danno ragione”

I concessionari rivendicano la bontà dell'iter istruttorio, come sottolineato dal Consiglio di Stato

I balneari siciliani tornano a chiedere alla Regione il riconoscimento della validità delle loro concessioni fino al 31 dicembre 2033. Il nuovo spunto giuridico viene dalle recenti sentenze del Consiglio di Stato, che nel dare torto ad alcuni concessionari liguri per la medesima richiesta, avrebbe affermato implicitamente la possibilità di un diverso trattamento per chi ha ottenuto l’estensione attraverso un’apposita istruttoria pubblica, anziché in modo automatico. Tanto è bastato affinché l’Associazione turistica balneare siciliana scrivesse una lettera al governatore Renato Schifani per rivendicare ciò che ritengono un proprio diritto.

«L’Associazione turistica balneare siciliana insiste nella conferma della validità delle concessioni demaniali al 31 dicembre 2033 e chiede l’annullamento delle comunicazioni, inoltrate telematicamente, ai concessionari del demanio marittimo della Sicilia che convalidano “l’efficacia delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2023“» esordisce la lettera, firmata dal presidente Antonello Firullo. «La scrivente associazione si permette di rilevare che i giudici del Consiglio di Stato, con più sentenze, hanno evidenziato che “la proroga al 2033 della concessione demaniale marittima, se rilasciata in modo automatico e senza alcuna istruttoria, è da considerarsi non valida“». Tuttavia, argomenta l’associazione dei balneari siciliani, «i concessionari della Regione Sicilia, nel rispetto della legge regionale n. 24/2019 e del decreto Arta numero 137/GAB del 21 maggio 2020, non hanno ottenuto l’estensione “automatica” del proprio titolo concessorio, bensì esclusivamente e dopo una specifica richiesta tramite il portale, dalla quale l’amministrazione regionale si è riservata di convalidare l’estensione al 31 dicembre 2033 “fatte salve le successive verifiche che saranno effettuate dall’amministrazione”».

Prosegue la richiesta dei balneari siciliani: «Quindi la Regione Sicilia ha posto l’obbligo di un nuovo iter istruttorio per il rilascio dell’estensione delle concessioni al 2033, previo il pagamento dei “diritti fissi” di euro 250 “al fine di consentire a questo ufficio di procedere al rilascio” del nuovo decreto valido fino al 31 dicembre 2033, comprensivo di spesa per la nuova registrazione. Un nuovo iter istruttorio che prevede l’integrazione di numerosi documenti, come la dichiarazione sostitutiva antimafia, un ulteriore pagamento amministrativo, le nuove garanzie fideiussorie a fronte del canone fino al 2033, la regolarità del DURC, il pagamento della registrazione del nuovo atto concessorio esteso fino al 31 dicembre 2033, la pubblicazione nel GURS. In assenza di impedimenti amministrativi, l’iter amministrativo è concluso con il rilascio del nuovo titolo valido fino al 31 dicembre 2033 con decreto assessoriale».

«Appare evidente che la Sicilia ha rispettato tutti criteri evidenziati dai giudici del Consiglio di Stato», conclude l’Associazione turistica balneare siciliana. «Già per ben due volte, infatti, per noi concessionari l’estensione della concessione demaniale marittima non è stata automatica, bensì subordinata a un iter istruttorio che consente il rilascio di un nuovo titolo registrato all’Ufficio registri di Palermo e pubblicato sul sito della Regione».

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