Attualità Fiba-Confesercenti Oasi-Confartigianato Sib-Confcommercio Sindacati e associazioni

Balneari: Sib, Fiba e Oasi insistono su ritiro impugnativa contro legge Liguria

Rinnovato l'appello al governo di rendere nazionale il provvedimento di Scajola che estende le attuali concessioni di 30 anni. Anche l'assessore dell'Emilia-Romagna Corsini ammette di avere ''cambiato idea''.

Spiagge fuori dalla direttiva Bolkestein? Si potrebbe iniziare ritirando l’impugnativa contro la legge della Regione Liguria che ha esteso di trent’anni le attuali concessioni, rendendola una normativa nazionale. A chiederlo sono le associazioni balneari Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato, che giovedì scorso nella loro assemblea congiunta alla fiera Sun di Rimini hanno rivolto il loro appello direttamente al ministro del turismo Gian Marco Centinaio, assente inaspettato dell’iniziativa.

Sulla legge ligure tutti sono d’accordo, compreso l’assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini che ha ammesso di avere «cambiato idea» sul provvedimento firmato dal suo collega ligure Marco Scajola. «Ai tempi dell’approvazione non ero d’accordo – ha precisato Corsini – perché si stava già lavorando a una riforma nazionale. Ma ora che quella legge è saltata e il tempo è scaduto, mi unisco all’appello delle associazioni: si prenda la legge ligure e si renda nazionale. Se ciò non avverrà entro dicembre, anche l’Emilia-Romagna lavorerà a una legge regionale che tuteli gli attuali imprenditori balneari».

Ma dalla politica è arrivato anche l’appello all’unità tra le associazioni di categoria: a pronunciarlo (e non è la prima volta) è stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha invitato tutte le sigle a «fare cartello per poter lavorare meglio insieme alla necessaria riforma». Gasparri ha anche ammesso gli «errori di sottovalutazione» delle forze di centrodestra, che nel 2010 hanno recepito la direttiva Bolkestein abrogando il regime di rinnovo automatico su cui si basava il sistema italiano delle concessioni balneari, ma poi ha rivendicato di avere «bloccato il ddl Gentiloni, che mandava le spiagge all’asta, per rimediare al problema». Infine, il senatore azzurro ha detto di «credere alle parole del ministro Centinaio» che il giorno prima ha promesso entro dicembre un provvedimento sull’esclusione delle spiagge dalla Bolkestein (vedi notizia).

Nel suo doppio ruolo di parlamentare e titolare di stabilimento balneare, il forzista Massimo Mallegni ha invece ricordato la necessità di «lavorare su un progetto di sdemanializzazione sulle aree urbanizzate che ormai hanno perso la natura pubblica», dicendosi inoltre «preoccupato per alcune frasi contenute nel Def che, se messe nelle mani di quei matti del Movimento 5 Stelle, possono diventare molto pericolose» (vedi notizia sul Def, NdR).

Da parte delle associazioni, il presidente di Fiba-Confesercenti Vincenzo Lardinelli ha ribadito l’invito al governo a «fare presto perché il 2020 è vicino», mentre il presidente di Sib-Confcommercio Antonio Capacchione ha posto l’accento, oltre che sull’annoso problema della Bolkestein, anche sulle questioni legate all’erosione («che senza un piano straordinario di difesa, rischia spazzare via le nostre imprese prima che lo faccia una direttiva europea») e sulla fiscalità («la grave questione dei pertinenziali non è stata ancora risolta e le imprese balneari sono le uniche del settore turistico a pagare l’Iva al 22%»). Infine Giorgio Mussoni, presidente Oasi-Confartigianato, ha invocato «una legge compatibile con i principi europei che ripristini il rinnovo automatico e che stabilisca dei criteri adeguati per stabilire il valore commerciale delle nostre aziende».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *